Carola Spadoni, artista e videomaker romana di stanza a Berlino, è tra le vincitrici di Italian Council, il programma di sostegno e promozione allâarte italiana allâestero della Direzione Generale CreativitĂ Contemporanea del Ministero della Cultura. Lâaffascinante progetto si intitola âArchiving the Peripatetic Film & Video collectionâ e si basa sullâarchiviazione dei suoi film, video e centinaia di ore registrate negli ultimi tre decenni, in diversi Paesi e utilizzando vari formati, dal Super 8, 16mm, Vhs, Hi8, Mini Dv allo smartphone. Il risultato di questo di questo archivio è uno straordinario flusso di immagini in movimento del mondo, della cultura, delle tradizioni, della vita che fluisce. Attualmente parte di questo lavoro è esposto alla mostra âLâArchivio Insorgente. Contronarrazioni e rappresentazioni: Genova 2001â, a cura di Marco Scotini, alla galleria Laveronica di Modica. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lâartista per conoscere meglio questo progetto.
Il tuo progetto vincitore dellâItalian Council si intitola Archiving the Peripatetic Film & Video collection e si basa sullâarchiviazione della tua produzione video compresa negli ultimi tre decenni, cosa significa per te archiviare?
Con âThe Peripatetic Film & Video Archiveâ, trattandosi di riprese inedite girate in pellicola e video dalla fine anni 80 ad oggi, ho voluto pensare a come renderle materiale comune, ed inventare una modalitĂ di commoning che le rendesse accessibili e fruibili. Lâorganizzazione interna de TPF&VA è una rete di hyperlinks e rimandi continua che al fruitore si presenta in modalitĂ espansa, tutta da scoprire.
Mettere da parte, raccogliere, e quindi trasformare le opere in documenti analogamente al gesto e al significato de la mise en archive dà inizio ad una storia, una sorta di archeologia del sapere. Come hai vissuto questa operazione? Questa, ha avuto delle ripercussioni nella tua produzione artistica successiva? Se è si quali?
âIl senso di unâazione si rivela solo quando lâazione (âŚ) diventa una storia suscettibile di narrazioneâ, scrive Hanna Arendt. Organizzare il materiale, inventare lâinventario e creare i parametri per narrare TPF&VA è unâoperazione di archeologia del futuro piĂš che del passato, preoccupandosi di mettere a valore categorie, riferimenti, genealogie ed ipotesi che stanno emergendo, finalmente, in questi ultimi anni. Il sito è solo lâinizio ed è la base per le manifestazioni dellâarchivio a venire, che si intende come organismo vivente e non gerarchico.
Hai splendidamente e warburghianamente definito le immagini del tuo archivio, pathosformel soggettive. Ti va di parlarci di questa definizione?
Qualche anno fa mentre guardavo le scatole con i nastri video e le pellicole mi sembrava che mandassero segnali di fumo, come a dire âSiamo qui sepolte vive cariche di storie e Storia ci fai uscire?â Le immagini sono state girate da uno sguardo che si relazionava con il mondo, in itinerari segnati da una soggettivitĂ , dal caso e spesso dal caos. In un continuum affettivo nel pensare per immagini. Adesso che sono accessibili nel sito possono assumere le affettivitĂ anche di chi le guarda e le ricontestualizza. âWiederholen pathosformelnâ.
Archiviare significa non dimenticare. Parte del tuo lavoro è attualmente ospitato nellâesposizione âLâArchivio Insorgente. Contronarrazioni e rappresentazioni: Genova 2001â, presso la galleria Laveronica di Modica. La mostra è nata in occasione dellâanniversario dei venti anni dal G8 di Genova. Cosa significa per te partecipare a questa mostra?
Lâinvito a partecipare è arrivato mentre si concludeva la residenza al KĂźnstlerhaus Bethanien e subito câè stata lâintesa con Scotini a ragionare sullâattuale risonanza di quei giorni. Ho fatto ulteriori passi indietro e riguardato le riprese fatte in Chiapas nel 1996 al congresso nazionale dellâEZLN, con il subcomandante Marcos che presentava il Foro Especial para la reforma del Estado. I movimenti no global hanno avuto origine nellâinsurrezione zapatista del 1994, assumendo ed espandendone la portata simbolica e politica. Ho montato le riprese âzapatisteâ con le manifestazioni di Genova prima degli scontri, in un video di 20 minuti. Ă incredibile vedere come tutte le istanze e i temi ora piĂš attuali erano rappresentate a Genova in quei giorni.
Per far scorrere il progetto âArchiving the Peripatetic Film & Video collectionâ, clicca qui.
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