Arte contemporanea argentina in mostra al PAC di Milano, per elaborare il trauma

di - 1 Febbraio 2024

La dittatura militare argentina appare come un pretesto fondamentale per poter riflettere e costruire una genealogia specifica – collocandola nel paese sudamericano – della violenza. Una pratica di elaborazione del dolore che si compie nella catarsi collettiva. L’esposizione Argentina. Quel che la notte racconta al giorno, curata da Andrés Duprat e Diego Sileo presso il PAC – Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, ci permette di riflettere sulla storia e sviluppare un percorso di perlaborazione collettiva del trauma della violenza. Negli spazi progettati da Ignazio Gardella, le opere percorrono un vasto periodo di tempo della storia dell’Argentina contemporanea (dal 1946 al 2023) per insistere su specifici fenomeni di violenza che si sono susseguiti in una terra che è stata per anni meta delle grandi migrazioni europee.

Il percorso si snoda su tre assi fondamentali – ironia, letteralità e citazione – e coinvolge opere di venti artisti argentini di diverse generazioni: Eduardo Basualdo, Mariana Bellotto, Adriana Bustos, Matias Duville, Leandro Erlich, León Ferrari, Lucio Fontana, Ana Gallardo, Alberto Greco, Jorge Macchi, Liliana Maresca, Marta Minujín, Miguel Rothschild, Adrián Villar Rojas, Cristina Piffer, Liliana Porter, Nicolás Robbio, Graciela Sacco, Alessandra Sanguinetti, Tomás Saraceno, Mariela Scafati, Juan Sorrentino.

Veduta della mostra Argentina. Quel che la notte racconta al giorno, presso il Padiglione di Arte Contemporanea, 21 novembre 2023 – 11 febbraio 2024. Foto: Nico Covre – Vulcano Agency Courtesy: PAC – Padiglione di Arte Contemporanea.

Il titolo è omaggio dell’omonimo romanzo di Héctor Bianciotti, in cui un immigrato piemontese, che vive nella pampa argentina, decide di sfuggire alla povertà iscrivendosi in seminario, dove – di notte – si rende conto di un mondo oscuro, ambiguo, costellato di intricate vicende politiche e scandali sessuali nel periodo di massima ascesa del peronismo.

L’opposizione tra l’oscurità e l’inquietudine della notte alla chiarezza e luminosità del giorno, di cui il romanzo è testimone, è evidentemente in linea con la politica del terrore perpetrata durante la dittatura militare. Pilar Calveiro, nel suo testo Potere e desaparición (Mimesis Edizioni, 2020) descrive i soprusi di un regime che ergeva la violenza a matrice ontologica della sua costituzione: i rapimenti avvengono sempre nell’ombra e nel silenzio della notte, dove nessuno può sentire e nessuno può vedere cosa avviene; il giorno, con la sua abbagliante luminosità, può solo mostrare le tragiche tracce degli avvenimenti.

Veduta della mostra Argentina. Quel che la notte racconta al giorno, presso il Padiglione di Arte Contemporanea, 21 novembre 2023 – 11 febbraio 2024. Foto: Nico Covre – Vulcano Agency Courtesy: PAC – Padiglione di Arte Contemporanea.

Sempre Calveiro insiste su come questo meccanismo, unitamente ai campi di concentramento, ai centri di detenzione e di tortura, agisse profondamente nell’atto di privare i soggetti della propria identità. Meccanismi di spersonalizzazione che minavano ad annullare il singolo, in una violenza di cui l’assassinio non era che un esito, si potrebbe dire, quasi “banale”. Gli artisti in mostra sembrano agire in questo senso: vogliono riappropriarsi dell’identità, della personalità, per poter risolvere il trauma, universale, della violenza.

Adriana Bustos, Cerimonia Nacional, 2016, Still video. Courtesy: Adriana Bustos

L’opera Trilogia pandémica (2022) di Mariana Bellotto, rimanda all’appropriazione del corpo, un corpo politico, in un mondo alla deriva verso nuove distopie. León Ferrari, con La civilización occidental y cristiana (1965), denuncia la barbarie occidentale per insistere sui meccanismi di riappropriazione culturale. Cuantos cuerpos somos cuando te toco? (2023) di Mariela Scafati gioca con la pittura in un’installazione site-specific per evidenziare la libertà del genere. Cerimonia Nacional (2016) di Adriana Bustos mostra il parallelismo tra gli XI Giochi Olimpici di Berlino del 1936, durante il governo nazionalsocialista di Hitler e i Mondiali di calcio del 1978, avvenuti alla presenza di Jorge Rafael Videla.

Ana Gallardo, Canibal, 2018. Installation view al Dibujos textuales II, Ruth Benzacar Galeria de Arte. Foto: Ignacio Iasparra Courtesy: Ana Gallardo e Ruth Benzacar Galeria de Arte, Buenos Aires

Dopotutto, è la riappropriazione l’unica via attraverso la quale poter individuare e concentrare il dolore. Come le Madres de Plaza de Mayo rivendicavano la scomparsa dei propri figli invocando una restituzione, gli artisti invocano un’apologia della democrazia. La conservazione dei più alti valori etici e politici è il punto critico della nostra contemporaneità, aperta ai conservatorismi più pericolosi: nella nostra logica di espansione progressiva della conoscenza, assistiamo a un’involuzione del pensiero – basterebbe pensare al saluto romano, recentemente “scagionato” quando incorre in atteggiamenti commemorativi e non apologetici, la cui differenza sottile appare forse irrilevante.

Mariana Bellotto & GPS, MUNDO DE MIERDA, 2023, Performance. Foto: Camacho & Dreyer Courtesy: Mariana Bellotto

L’esposizione, aperta dal 21 novembre 2023 all’11 febbraio 2024, ci catapulta all’interno della nostra stessa psiche. Approfondisce una dimensione esistenziale in cui possiamo percepire il nostro intimo dolore. Parafrasando Frederic Gròs, ci mostra come il dolore, figlio della più profonda vergogna, può realmente agire come sentimento rivoluzionario, siccome «Le ferite più intime sono in attesa di una configurazione futura, di una risoluzione» (Nottetempo, 2023).

Liliana Porter, Untitled, (Self-portrait with square), 1973. Courtesy: Liliana Porter

La mostra Argentina. Quel che la notte racconta al giorno sarà visitabile fino all’11 febbraio 2024 al PAC di Milano.

Articoli recenti

  • Mercato

Finarte: è record mondiale per una fotografia di Franco Fontana

Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…

4 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37
  • Arte moderna

Klimt torna a Piacenza: il Ritratto di signora esposto alla Galleria Ricci Oddi

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…

3 Aprile 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

YES, BUT: a Milano un progetto espositivo negli spazi in trasformazione

Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…

3 Aprile 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Coimbra Anozero: alla scoperta di una Biennale che cresce nei luoghi e nelle relazioni

La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…

3 Aprile 2026 13:30