Un imprenditore brucia un’opera di Frida Kahlo per convertirla in NFT

di - 29 Settembre 2022

Abbiamo visto le opere di Frida Kahlo in tutti i modi possibili. Nei musei tradizionali, certo, poi stampate su magliette, borse e tazze per il cappuccino, quindi riprodotte ad alta definizione per mostre immersive. E c’è da scommettere che, da oggi in poi, vedremo molto spesso, come base meme virale sui social network, il fermo immagine in cui Martin Mobarak appicca il fuoco a un disegno dell’artista messicana più famosa al mondo. Secondo quanto riportato dal Mexico Daily Post, non si tratta di un goffo incidente ma di un atto premeditato: Mobarak, imprenditore nel campo delle tecnologie, avrebbe ridotto in cenere l’opera per “trasformarla” in NFT. Sulla falsariga di quanto farà Damien Hirst con i suoi “Spot Paintings” e similmente a quanto fece la società di investimento Injective Protocol, che bruciò un’opera di Banksy per convertirla in un Non Fungibile Token.

Originario di Città del Messico, Mobarak, che si autodefinisce un “visionario”, oltre che “art enthusiast” e “art alchemist”, ha svolto la sua “performance” durante un evento privato presso la sua residenza a Miami, in Florida. Nelle riprese, si vede Mobarak – vestito con una sobria giacca a brillantini a forma di volto di Frida Kahlo – rimuovere il disegno dal telaio, riporlo in un ampio calice di vetro modello margarita, pieno di ghiaccio secco, e quindi appiccare il fuoco. Mentre l’opera ardeva, suscitando applausi emozionati e grida acute dei selezionatissimi invitati, l’atmosfera era allietata dal famoso brano “Cielito Lindo”, eseguito dal vivo da un gruppo di mariachi.

Non è chiaro perché fosse presente anche quello che sembra essere un contractor appena uscito da una pericolosissima missione in Iraq, con giubbottone tattico, pistola bene in vista e sorriso splendente che vuole dire “no, non mettermi alla prova”. A bordo piscina anche collezionisti d’arte, designer, artisti digitali e signore variopinte che hanno preso la parola, in rappresentanza di quella galassia chiaroscura di associazioni filantropiche statunitensi. Insomma, una vera super festa che avrebbe fatto la gioia di Dagospia e durante la quale poteva succedere veramente un po’ di tutto.

Nonostante le manifestazioni di gioia e tripudio, il video si chiude con una musica dall’andamento epico e un primo piano sulla cenere, un po’ triste. Nonostante il fatto sia avvenuto il 30 luglio, le immagini dell’evento hanno iniziato a circolare solo pochi giorni fa, suscitando grandi polemiche.

Quante leggi avrà infranto Mobarak nel bruciare un’opera d’arte di Frida Kahlo che, secondo quanto dichiarato dallo stesso imprenditore alchimista entusiasta, dovrebbe avere un valore di circa 200 milioni di pesos messicani, corrispondenti a circa 10 milioni di dollari? In Messico, vari funzionari del governo e dell’Istituto Nazionale di Belle Arti e Letteratura sono al lavoro per capirlo, in fondo distruggere intenzionalmente un bene culturale dal valore pubblico dovrebbe configurare l’ipotesi di un reato.

Ma un dubbio è lecito: l’opera sarà autentica? A rispondere è lo stesso Mobarak, sul sito da lui fondato, Frida.nft, dedicato al progetto. L’imprenditore spiega di aver acquistato l’opera nel 2015, dalla Mary Anne Martin gallery, una rispettabile galleria commerciale di New York incentrata sull’arte messicana e latinoamericana. Si tratta, nello specifico, di “Fantasmones siniestros”, un disegno ad acquarello, matita e inchiostro su carta realizzato da Frida Kahlo nel 1944, per il suo diario personale. Sul sito Frida.nft è visionabile il certificato di autenticità, nel quale è riportata la bibliografia: l’opera è citata anche nel catalogo della mostra alle Scuderie del Quirinale di Roma, nel 2014.

Ma la distruzione dell’opera è solo una parte del progetto. Mobarak ha infatti digitalizzato l’opera d’arte, fronte e retro, in formato PNG, per preservare la massima fedeltà all’originale. Successivamente, ha convertito il file in un NFT e ha generato 10mila pezzi di codice blockchain, ciascuno con un suo record univoco che ne garantisce l’autenticità e l’irriproducibilità. E ora che il disegno è stato bruciato, esiste solo nel mondo virtuale. Secondo le stime di Mobarak, gli NFT verranno acquistati tramite ETH, gli Ethreum, una criptovaluta il cui valore si aggira, attualmente, intorno ai 1.300 dollari. Considerando che ogni NFT verrà venduto per 3 ETH, la previsione è raccogliere più di 40 milioni di dollari, al netto di una auspicabile condanna in più tribunali, in Messico e Stati Uniti, certamente.

L’imprenditore, che è anche filantropo, però ha fatto sapere che non terrà per sé tutto il malloppo, destinando parte del guadagno in beneficenza a favore di musei e istituzioni culturali. «In qualità di alchimista d’arte che trasforma l’arte fisica in oro digitale», c’è scritto sul suo profilo su Linkedin, «Mobarak sostiene il Museo Frida Khalo di Coyoacan, il Palazzo delle Belle Arti in Messico e la Scuola Nazionale di Arti Plastiche a Città del Messico». Ma questi ultimi vorranno e potranno accettare tali soldi? Probabilmente nessuna istituzione pubblica messicana potrà farlo. Peraltro, la Banca del Messico è tra i fiduciari del Diego Rivera e Frida Kahlo Museum Trust, quindi titolare dei diritti patrimoniali delle opere, e potrebbe avere qualcosa da dire sulla questione.

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