Carlo Zoli, una vita per la scultura, nel cuore di Faenza

di - 24 Maggio 2021

La fucina di Carlo Zoli è nel cuore di Faenza, e lui, erede di una lunga tradizione familiare, è stato capace di raggiungere esiti del tutto personali, in una poetica che lui stesso definisce composta da due anime ‘Quiete’ e ‘Tempesta’, in cui unisce tradizione e indipendenza di visione. Una storia che l’artista ha raccolto in un sito web lanciato qualche mese fa, carlozoli.com, in cui accompagna il visitatore alla scoperta della propria arte attraverso brevi video-racconti della sua poetica e una gallery con le opere realizzate dagli anni Novanta ad oggi.
Abbiamo approfondito la ricerca e la storia di Carlo Zoli con Alessandra Zanchi, del suo team.

Potete riassumerci i cardini della ricerca di Carlo Zoli?

«Zoli da sempre si ispira e interroga il mito cercando una risposta alle inquietudini del presente. Fonda la sua ricerca sugli archetipi dell’eterno conflitto tra spirito e materia, ragione e istinto, conscio e inconscio, cercando di trovare una sintesi e un equilibrio per quanto instabile e precario.
L’artista ci restituisce mito per mito, personaggio per personaggio, attingendo dalle origini della nostra civiltà, dalla parola di Omero, Esiodo, Eschilo, Sofocle, Euripide, Lucrezio, Virgilio. Ma non solo, attinge anche dalle opere dell’Ariosto e di Cervantes, dall’Apocalisse di Giovanni, dai testi sacri, dalle leggende nordiche e da tutto il mondo fantastico dell’immaginazione favolistica.
Conciliare questi temi con la realtà di oggi non è semplice, ma Zoli è in grado di affrontarli con originalità creativa, una buona dose di ironia, senso del “gioco” e dell’imprevedibile».

Carlo Zoli, Unicorno Rampante, 2019, Opera unica, Terracotta policroma, Metallo © Carlo Zoli
Quali sono i momenti espositivi che hanno maggiormente segnato la sua carriera artistica?

«Nel 1995 Zoli presenta la Grande scacchiera, uno dei primi lavori significativi, dove mette in scena figure fantastiche ispirate alle epiche imprese ariostesche, dato il suo fecondo legame con Ferrara, nato dalla lunga collaborazione con il gallerista ferrarese Francesco Pasini. Racconta Carlo Zoli: “ha sicuramente segnato la mia carriera la mostra alla Delizia Estense del Verginese (Ferrara) curata da Pasini nel 1996, per i 25 anni di scultura in Europa, un’esposizione di importanza europea con grandi artisti come Manzù, Messina, Attardi, Dalì, Kruft, Murer, solo per citarne alcuni; poi “Il Bronzo, Il Pennello e L’acquaforte” a Palazzo delle Esposizioni di Faenza, nel 2005, “La terra del Fuoco” ad Avigliana (To) curata da Vittorio Amedeo Sacco nel 2008, e nello stesso anno, al museo della ceramica di Gmunden, città austriaca con una forte tradizione ceramica gemellata con Faenza”».

Carlo Zoli, La Fortuna, 2019, Opera unica, Terracotta policroma, Oro giallo Terzo fuoco © Carlo Zoli
Quali sono le sue maggiori fonti di ispirazione?

«Primaria e costante fonte di ispirazione è il cavallo, archetipo iscritto nella memoria collettiva, il cui simbolismo è presente in ogni periodo storico, culturale e artistico.
Zoli affronta il tema con la sua pratica scultorea vibrante, pur nell’essenzialità dei tratti. Sulle orme di grandi scultori come Moore, Martini, Marini, crea una progressione di forme e volumi che aggrediscono lo spazio con uno straordinario “elan vital“. Ritmo vitale che per Zoli diventa figura metaforica, simbolo della ricerca di qualcosa in cui credere, sinonimo di riscatto individuale e sociale.
Il cavallo è altresì funzionale a esperire la dialettica dei pieni e dei vuoti, per esplorare il lato “notturno” e quello “solare” della materia. La stessa dicotomia che pervade l’esistenza, sempre in alternanza tra “tempesta” e “quiete”.
A partire dai cavalli, l’universo rappresentativo di Carlo Zoli, si anima così di guerrieri, draghi, amazzoni, valchirie, unicorni, silfidi, arcangeli. Da un lato l’azione e la battaglia dall’altra la bellezza, l’amore, la maternità».

Carlo Zoli, Arcangeli 2014, Opera unica, Ceramica, Terracotta policroma, Metallo, Oro giallo Terzo fuoco © Carlo Zoli
E i materiali con cui ama lavorare maggiormente?

«Discendente da una famiglia faentina dedita all’arte ceramica da generazioni, Zoli non può che essere un modellatore: “utilizzo principalmente l’argilla con l’inserimento di anime in ferro, una materia umile e duttile da cui far nascere l’opera ma, nel conferirle una vita propria, la libertà di poter usare altri materiali mi affascina enormemente”.
Un centinaio di suoi titoli sono stati trasportati in bronzo ma negli ultimi anni ha deciso di dedicarsi solo alla realizzazione di opere ceramiche, pezzi unici, con patine color bronzo ed inserimenti a smalto e in oro zecchino. Anche il colore è concepito in maniera scultorea, come forma e sostanza funzionali alla creazione di strutture plastiche autonome, entità fisiche e mentali ben al di là della mera rappresentazione; Zoli solca i confini tra scultura e spazio, trasformando il colore e i volumi in un’intensa esperienza estetica, espressiva e narrativa».

Carlo Zoli, Trittico mistico 2019, Opera unica, Ceramica, Terracotta policroma, Metallo, Oro giallo, Terzo fuoco, Oro bianco Terzo fuoco, Bronzo Terzo fuoco © Carlo Zolimore
Carlo Zoli, Perseo e la Medusa, 2019, Opera unica, Ceramica, Terracotta policroma, Metallo, Oro bianco Terzo fuoco © Carlo Zolimore

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

In una galleria di Roma Pedro Torres ha trasformato le onde gravitazionali in esperienza poetica e sensoriale

A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…

4 Aprile 2026 17:00
  • Mostre

Quattro artisti contemporanei rileggono La Crocifissione di Hans Memling

In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…

4 Aprile 2026 14:30
  • Mostre

Nel mondo di Tina Dion, dove l’immagine porta le tracce del rimosso

L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…

4 Aprile 2026 12:30
  • Danza

McGregor, Maillot, Naharin: tre visioni della danza contemporanea alla Scala

Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…

4 Aprile 2026 11:30
  • Mostre

Giochi di parole, scambi di paesaggi: Barry e Rubsamen in mostra alla Galleria Artiaco

La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…

4 Aprile 2026 10:30
  • Arte contemporanea

La ex Factory di Andy Warhol a New York diventerà un negozio Uniqlo

A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…

4 Aprile 2026 9:30