Ph. Giulia Fedel
Esempio di architettura rinascimentale nel cuore di Treviso, fatta edificare nel ‘500 da un importante notaio, quindi sede del lapidario dei Musei civici e del museo delle arti applicate, Casa Robegan, familiarmente conosciuta anche come Ca’ da Robegan, avrà ancora una nuova storia da raccontare. Tra il 10 e il 19 settembre 2021, infatti, il palazzo riaprirà le porte con un nuovo progetto, ospitando uno spazio laboratoriale e museale, dedicato alla ricerca e all’incontro tra arte contemporanea e impresa, esempio di collaborazione tra settore pubblico e privato. Promotori dell’iniziativa, che coinvolge il Comune di Treviso, l’Associazione TRA – Treviso Ricerca Arte e il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, in partnership con l’istituto di credito CentroMarca Banca.
«Quello di Casa Robegan è un progetto ambizioso sul quale crediamo fortemente», ha dichiarato il sindaco di Treviso, Mario Conte. «Mettere in rete arte, università e impresa per dare vita a progetti espositivi di livello internazionale era l’obiettivo che avevamo in mente per questo polo culturale, che merita la promozione e la rivalorizzazione che stiamo attuando. Ringrazio l’assessore Colonna Preti per il grandissimo lavoro e Treviso Ricerca Arte per aver condiviso idee e progetti, coinvolgendo Ca’ Foscari con uno staff di primissimo livello».
Un investimento di peso anche dal punto di vista economico: il Comune ha infatti stanziato 300mila euro per adeguare l’impianto di climatizzazione, mentre l’Associazione TRA è intevenuta per sostenere le spese di adeguamento dell’immobile alla nuova destinazione, per consentire al pubblico di usufruire in sicurezza degli spazi e delle attività previste. Tra le novità, anche un concept store e un caffè bistrot. Il cortile privato, un’area verde di oltre 600 metri quadrati, sarà condiviso con il pubblico, occupato in parte dall’area ristoro, in parte usato per ospitare eventi studiati appositamente.
Sarà anche possibile accedere al secondo piano mansardato, ripensato per attività destinate ai tesserati e ai supporter del progetto, con una reading room, un’area coworking, una sala riunioni. Gli spazi al primo piano ospiteranno, invece, una sala multimediale destinata a proiezioni e talk con un centinaio di sedute, oltre agli spazi espositivi. In totale, il costo delle migliorie per il rinnovamento e della programmazione artistica quadriennale ammonta a un milione di euro.
«Abbiamo voluto investire su Casa Robegan per dare vita a un progetto in grado di dotare la città di un museo-laboratorio finalmente sempre aperto», afferma l’assessore ai Beni Culturali e Turismo, Lavinia Colonna Preti. «Un luogo espositivo che apriva soltanto in occasione di mostre, ora garantirà servizi straordinari per i cittadini che potranno viverlo con attività sette giorni su sette, oltre che, per la prima volta, un rendere protagonista il rapporto tra arte e impresa nel nostro territorio».
Già pronto anche il programma: il 22 ottobre sarà inaugurata la personale di Matteo Valerio, artista la cui ricerca è dedicata allo studio delle relazioni tra processi artigianali e produttivi. L’esposizione, curata da Rossella Farinotti, sarà scandita da opere inedite, in linea con la nuova direzione del museo.
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