Cao Fei My future is not a dream 05, 2006-2008 C-print, 120,5x150,5 cm Courtesy dellâartista Collezione Fondazione di Modena â FMAV
Tra identitĂ celate e nascoste, viene proposta una riflessione sul tema della rappresentazione dellâimmagine e della sua affermazione, sfruttando i diversi media della storia dellâarte. Lâesposizione si compone infatti di fotografie, disegni e video appartenenti a vari artisti internazionali selezionati dalle collezioni FMAV dal gruppo di curatrici composto da Federica Benedetti, Sara Carbone, Lucia Cavallo, Sybille Ciarloni, Gabriella Esposito, Cristina Lanzafame,Beatrice Puddu, Chiara Spaggiari, Asia Tituri, che hanno studiato ed esaminato le opere in modo tale da trovare un fil rouge che le collegasse in maniera originale e potesse creare un progetto di mostra ricco di spunti e riflessioni.
Il titolo Come tu mi vuoi richiama lâomonima opera di Luigi Pirandello, in cui la protagonista, chiamata âLâIgnotaâ, viene caratterizzata soltanto dalla percezione stereotipata che gli altri hanno di lei. Quella che è la sua vera identitĂ e soggettivitĂ rimane sconosciuta al lettore fino alla fine nel dramma, momento in cui lâenigmatica donna decide di svincolarsi da ogni pregiudizio, ricreando una nuova immagine di sĂŠ, che la rappresenti per come lei vuole essere. La mostra è in linea con lâanalisi di Pirandello, segue infatti lâitinerario della ricerca di unâidentitĂ e la capacitĂ di affermarla allâinterno della societĂ .
Il percorso espositivo si articola in due sezioni. Nella prima le opere presentate riflettono sullâimmagine come rappresentazione dellâidentitĂ personale che vuole emergere nel mondo esterno, per dare prova dellâaffermazione del proprio io, dando importanza anche al processo del farsi immagine di sĂŠ stessi.
Gillian Wearing in Me as Talbot rappresenta sĂŠ stessa nei panni di William Talbot, uno dei padri della fotografia. Attraverso la maschera che indossa, lâartista fissa intensamente lo spettatore, gli occhi si fanno veicolo di un importante messaggio, essendo i soli a svelare la sua vera interioritĂ . Nonostante il travestimento, lâio piĂš autentico riesce a trapelare.
Lâopera Sisters Apart di Vivan Sundaram, scelta anche come immagine guida della mostra, esprime lâincertezza e lâambiguitĂ legate al ricordo. Lâautore proviene da una famiglia di artisti e per ricollegarsi a questa tradizione sceglie di rappresentarsi specularmente ad una componente femminile della famiglia che altri non è che lui stesso camuffato. Lâinganno ottico gli permette di interfacciarsi direttamente con il passato e ricercare le proprie radici. Nella serie Zeitreisende, Lilly Lulay compie una sintesi tra immagine analogica in bianco e nero e immagine digitale. Raccoglie fotografie di estranei, ne ritaglia la sagoma, lasciando un vuoto, che sostituisce con una base pixellata. Privando le immagini della loro identitĂ originale, consente allo spettatore di ricostruire tale identitĂ liberamente, usando lâimmaginazione.
Gli artisti della seconda sezione trattano il tema della presa di coscienza della propria identitĂ , autorappresentandosi o rappresentando i soggetti con gande consapevolezza ed emancipazione. Il fulcro è quindi una resa dellâimmagine scardinata dai preconcetti sociali che delimitano i confini della libertĂ dâespressione. Nella serie My future is not a dream, Cao Fei, chiede agli operai di una fabbrica in Cina di indossare gli abiti corrispondenti ai mestieri che avrebbero sognato di fare. Ne scaturisce cosĂŹ la rappresentazione della proiezione di un sogno, di una aspettativa in contrapposizione alla realtĂ che li circonda. Sinonimo del contrasto tra lâidentitĂ personale e la loro attuale condizione.
Nella video performance A Homeless Woman, lâartista Kimsooja si sdraia per terra su un marciapiede della cittĂ del Cairo e attende che il pubblico reagisca. In bilico tra unâarrendevolezza disarmante e una forte ribellione, il corpo attira lo sguardo e suscita una serie di riflessioni. Trasgressione delicata e accettazione del destino sono le parole chiave di questa opera. Il percorso della mostra parte mettendo in discussione lâidentitĂ , la scardina riaffermandola sotto nuove luci e punti di vista e si conclude con lâanonimia di unâartista che lascia agli spettatori la possibilitĂ di ridefinirla e ridefinirsi.
Artisti in mostra: Jodi Bieber, Jonny Briggs, Alexandra Croitoru, Mario De Biasi, Cao Fei, Samuel Fosso, Gianfranco Gorgoni, Wong Hoy Cheong, Kimsooja, Ma Liuming, Lilly Lulay, Fernand Michaud, Anetta Mona Chisa & Lucia TkĂĄcovĂĄ, Giulio Paolini, Claudio Parmiggiani, Barbara Probst, Trine Sondergaard, Salvatore Spatarella, Vivan Sundaram, Milica TomiĂŠ, Franco Vaccari, Gillian Wearing, Edward Weston.
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