Da Berlino, a tu per tu con Anna Scalfi Eghenter

di - 14 Settembre 2025

Un anno fa, giorno più giorno meno, Anna Scalfi Eghenter stava trasformando Ar/Ge Kunst in un esercizio commerciale, in cui si partecipava a una performance contrattuale stipulando un’assicurazione per supplire all’assenza istituzionale nella difesa dei diritti della popolazione, riguardo a un evento raro, non prevedibile, non immaginato possibile (ne avevamo parlato qui). Qualche mese fa invece la stessa Anna, in occasione della 13^ Berlin Biennale curata da Zasha Colah e Valentina Viviani, è intervenuta nell’ex tribunale militare dove Karl Liebknecht fu imprigionato e condannato nel 1916 per aver distribuito un volantino di protesta l’1 maggio invocando l’unione internazionale di lavoratori e soldati.

Di questo intervento, che prende la forma di un’articolata installazione multimediale intitolata Die Komödie! – in riferimento a ciò che Liebknecht affermò quando i giudici espulsero il pubblico dal processo, “Uscite e ridete di questa commedia” – ne parliamo con Anna Scalfi Eghenter.

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Anna, siamo arrivate alla fine di questa Biennale. Cosa ti resta di questa partecipazione e cosa resta della tua opera?

«Nella prospettiva processuale della mia ricerca ogni partecipazione continua il lavoro precedente e resta come riferimento nei successivi. Un riferimento che si distribuisce nel gesto di ogni intervento indipendente o invito istituzionale che ho ricevuto. L’esperienza qui alla Berlin Biennale è stata ed è ogni giorno una straordinaria opportunità di ricerca, nel contesto nel quale sono stata invitata dell’ex tribunale militare di Lehrter Strasse, negli spazi che hanno ospitato il processo e la condanna di Karl Liebknecht nel 1916. Le curatrici Zasha Colah e Valentina Viviani mi hanno riconosciuto la libertà di definire il lavoro secondo il progredire di ogni scoperta. La ricerca storica sull’edificio mi ha lasciato trovare diversi materiali, tra i quali il testo del volantino per l’1° maggio 1916 – per la diffusione del quale Karl Liebknecht fu arrestato e condannato – e gli atti del processo. Ho lavorato sulla estrema attualità delle sue parole e sulle caratteristiche delle stanze nelle quali ho letteralmente incastonato, ricalcato, respirato la forza del turbine del suo pensiero».

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

La tua opera, assolutamente partecipativa, si muove dall’ex tribunale di Lehrter Straße allo spazio urbano. Che strade hai percorso nel concepirla e per darle forma?

«Dal volare dei fogli rossi del volantino del 1916 dietro i vetri della portineria, dove ci si può inoltrare per leggerlo, alla stanza con l’archivio sottostante nel quale non c’è accesso ma è visibile dai fori di carotaggio nel pavimento, con monitor e cassa audio che lasciano uscire le parole di Liebknecht e il suo ritratto assieme a Rosa Luxemburg tra diapositive didattiche della DDR; gli oggetti esposti come prove su supporti sagomati, tra i quali una rosa che viene cambiata fresca ogni giorno, ed altre pareti che restituiscono su cartine militari gli ambiti denunciati nel volantino, attualizzati nella forma dei rispettivi mercati finanziari – di browser, carte di credito, pesticidi, bigpharma, testate nucleari – ognuno con il proprio esercito giocattolo di risparmiatori che si affidano ai fondi. In questo progressivo emergere di contenuti verso l’esterno, tra cui il neon “comunista” nel cortile, si arriva al progetto partecipativo che si estende nello spazio urbano, e che nelle prime settimane è stato proposto come un video di call to action».

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Il progetto, avevi dichiarato, “mira a unire la partecipazione a circuiti indipendenti, a riunirsi di persona o simultaneamente, confidando nella possibile localizzazione di un bene comune immateriale, costituito da interessi, bisogni e proteste, che può diventare una risorsa che non può essere venduta. Consumatori del mondo, unitevi!”. Alla fine, i consumatori si sono uniti? Che tipo di reazione hai ottenuto e che forma hanno assunto le rappresentazioni cartografiche?

«Tutto il progetto si sviluppa delle premesse dei contenuti storici che ho tradotto nella costruzione dell’intervento. Il volantino esorta i lavoratori di tutto il mondo a unirsi. Oggi le pratiche di consumo sono un lavoro efficiente che segue e nutre i mercati internazionali. I consumatori sono fruitori di prodotti, immaginario, informazioni, tutto ciò che viene confezionato per essere venduto. In primis i dati che classificano la nostra identità e i nostri comportamenti. Ecco invece una piattaforma tecnologica che restituisce il proprio utilizzo in forme cromatiche, una piattaforma partecipativa che non vende i suoi dati, volta anzi a unire le informazioni come bene comune immateriale, volta a nutrire intenzionalmente circuiti indipendenti, con la possibilità di connettere le persone e i gruppi in azioni in presenza o simultanee. Sì, le persone stanno partecipando, creando la cartografia che era stata immaginata, ma superandola nella definizione, rendendola magnificamente imprevedibile e irregolare. Anzi arricchendola di nuovi segni. Il supporto tecnico è di FunnelArt e il supporto legale di Fabio Bassan».

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Quando ci siamo conosciute, un anno fa, in occasione di The Fluo Swan, invitavi a partecipare a una performance contrattuale stipulando un’assicurazione per supplire un’assenza istituzionale nella difesa dei diritti della popolazione come, per esempio, nel caso in cui il diritto di aggregazione fosse impedito. Aggregazione allora, unione oggi, è un caposaldo della tua ricerca…

«L’aggregazione è politicamente dissuasa perché è fonte di forza solidale, consente confronto critico, trasforma le persone infondendo uno spontaneo senso di possibilità sull’obiettivo comune. A differenza della persona giuridica con cui ci confrontiamo ogni giorno, tramite la quale esistiamo nelle dinamiche organizzative istituzionali, gestite dal diritto. È affascinante la riflessione su queste entità non umane, che incarniamo per essere burocraticamente vitali, che accettiamo siano immortali tra le generazioni per fini puramente economici. Alla moglie e al fratello che uscivano dal tribunale assieme al resto del pubblico a cui era stato interdetto l’ingresso, Karl Liebknecht dice di raccontare di questa commedia. Da qui il titolo al progetto».

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

Questo progetto rientra in quello più ampio selezionato nell’ambito del programma Italian Council. Come evolverà?

«Il progetto è realizzato grazie al sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell’ambito del programma Italian Council (14 edizione, 2025), volto alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana. Nasce alla Biennale di Berlino ma continuerà a evolversi nelle dinamiche partecipative delle sedi estere e italiane che ne condivideranno gli obiettivi, oltre i confini del luogo deputato, oltre il tempo istituzionale concesso dall’occasione espositiva. Nei primi mesi dell’anno verrà promosso dai partner culturali, alla Fondazione Merz di Torino, all’Art Education Department HFBK di Amburgo, al Centre Pompidou-Metz e al Kirchner Museum Davos».

Anna Scalfi Eghenter, Die Komödie!, 13^ Berlin Biennale. Ph. Ela Bialkowska OKNOstudio

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