Giulio Marchetti, Dramazon (Natale), 2020, courtesy l'artista
La lettura che Giulio Marchetti (1982, Roma) riserva alla realtà si basa sull’ironia, di cui coglie contraddizioni e paradossi. Queste caratteristiche sono alla base del lavoro Dramazon, che a Natale 2020 ha dato origine alla ricerca di Marchetti (qui potete trovare il suo account Instagram).
«Sinceramente – ci aveva raccontato Marchetti in un’intervista dello scorso aprile – questo breve ciclo di opere è iniziato a Natale con Dramazon. La mia opera è uscita su la Repubblica e la redazione mi ha proposto un’intervista il giorno stesso. Ho ricevuto così ottimi riscontri e mi sono convinto a ripetere l’operazione», ad essa sono infatti seguiti lavori dedicati a San Valentino e alla Pasqua, e, più recentemente, due che omaggiano Banksy.
In questo lavoro di Marchetti si vedono opporsi un camion e Babbo Natale, che, pur attraversando sulle strisce pedonali, rischia di essere travolto dal mezzo pesante e, per lo spavento, lascia cadere a terra il cesto con i pacchetti regalo. Con quest’immagine l’autore intende stimolare una riflessione sulla società dei consumi, sul peso crescente dell’e-commerce e sulla magia del Natale che il continuo acquistare potrebbe compromettere.
Dramazon è, infatti, accompagnata da una lunga didascalia in cui Marchetti riflette proprio su questi temi:
«Tutti i negozi hanno aggiunto .com alla propria insegna.
I supermercati hanno rottamato i carrelli, costruendo carrelli virtuali.
Valentino Rossi potrebbe essere il rider più veloce, conteso da Glovo e Just Eat.
I cinema sono pieni di Coca e popcorn, ma le sedie sono vuote.
Forse verranno smontate e vendute su Amazon.
È così bello l’amore, davanti ad un film di Netflix.
L’importante è restare a casa.
Tutti i giorni. Tutto il giorno.
Perché una volta all’anno, tra corrieri e fattorini, arriverà Babbo Natale.
E noi lo riconosceremo fra tanti.
Perché Babbo Natale è magia.
E la magia non può morire.
#DRAMAZON».
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