Duane Hanson per i 25 anni della Fondazione Beyeler

di - 2 Novembre 2022

Corrispondenze e discrepanze, attriti e accostamenti, enigmi e svelamenti, la mostra alla Fondation Beyeler corre su binari multipli che attraversano — con l’adrenalina, l’eccitazione e la tensione di un viaggio sulle montagne russe — la storia dell’arte del XX secolo con qualche incursione nel XXI. Le tredici sculture di Duane Hanson, figure iperrealiste a grandezza naturale, dal chiaro messaggio sociale e politico che il tempo non sembra aver scalfito, hanno una forza dirompente.

Nei loro abbinamenti sono, da un lato, concilianti e dialoganti con alcuni capolavori della preziosa collezione della fondazione (esposte circa 100 opere di oltre 30 artisti), dall’altro sono disturbanti e inquietanti nella loro singolarità. Altrettanto sorprendenti sono le relazioni armoniose, a volte perturbanti, che si instaurano tra le opere storiche della collezione. Se il trittico In Memory of George Dyer (1971) di Francis Bacon si fa “straziante”, visto attraverso i bulbi di vetro sospesi di Félix González-Torres, la collocazione del monumentale gesso su lavagna di Tacita Dean dal titolo Cúmulo (2016) accanto alle sculture in vetro fuso, Opposites of White, di Roni Horn (2006-2007), ne amplifica la potenza formale, e la loro corrispondenza cromatica assume punte di rara intensità.

Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore
Veduta dell’installazione, Mostra del giubileo: special guest Duane Hanson alla Fondation Beyeler, Riehen/Basilea, 2022 © The Estate of Duane Hanson/2022, ProLitteris, Zurich. Foto: Mark Niedermannmore

Nessuna accademica ricognizione cronologica, qui a guidarci in cortocircuiti inediti è la mappa delle emozioni. Non c’è stabilizzatore dell’umore che tenga: ci strappa un sorriso l’uomo sulla falciatrice di Hanson (1995) posizionato di fronte a una vetrata affacciata sul parco della fondazione — con alberi secolari e stagni di ninfee — e accanto al celebre olio su tre pannelli Le bassin aux nymphéas, ca. 1917-1920 di Claude Monet; sprofondiamo subitaneamente nella malinconia nera e nei meandri più nascosti della nostra anima di fronte al quadro Blue and Gray di Mark Rothko (1962) e l’anonima coppia di anziani a fianco (Old Couple on a Bench, 1994), seduti esausti su una panchina con lo sguardo perso nel vuoto.

Grazie alla presenza delle opere di Hanson, ad essere celebrati però non sono soltanto i tesori della collezione ma tutte quelle figure chiave della complessa macchina di un’istituzione, privata o pubblica che sia, e che lavorano dietro le quinte: operai, giardinieri, elettricisti, allestitori… Non a caso, nel foyer, ad apertura della mostra, ci troviamo di fronte a un imbianchino di Hanson con a fianco un olio su tela di Picasso a terra, appoggiato sul muro, ancora all’interno della cassa che lo custodisce.

Per i venticinque anni di attività della fondazione il curatore Raphaël Bouvier avrebbe potuto disporre nelle venti sale le opere più significative della collezione, in un, quasi scontato, percorso lineare, didascalico e cronologico. Si è spinto oltre, inscenando un allestimento, concettualmente, formalmente e spazialmente, più tortuosamente originale, di grande impatto e dall’alto potenziale di “esperienza trasformativa” per il pubblico. Perché, in questa mostra, sono anche i visitatori ad essere celebrati. Senza il loro sguardo quelle opere e quegli spazi che le ospitano, conservano ed espongono perderebbero la loro ragione d’esistere.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

È morto Remo Salvadori, artista della contemplazione e della materia

Scultore della percezione e dello spazio, Remo Salvadori è morto a 79 anni: una carriera internazionale, tra la Biennale e…

19 Maggio 2026 19:32
  • Arte contemporanea

Roma Gallery Weekend 2026: un viaggio tra le gallerie della capitale

Contemporanea 2026 ha coinvolto 32 gallerie romane con mostre, aperture speciali e itinerari tra centro storico, Ostiense, San Lorenzo ed…

19 Maggio 2026 17:22
  • Mostre

Nel Padiglione della Repubblica di San Marino, la pittura di Mark Francis diventa un “mare di suono”

Per la 61. Biennale d’Arte, l’artista nordirlandese Mark Francis trasforma il Tana Art Space di Venezia in un dispositivo sinestetico…

19 Maggio 2026 16:45
  • Progetti e iniziative

Nel 2027 la Corea dedicherà un’intera Biennale al proprio alfabeto

Non solo K-Pop e K-Beauty: la nuova Biennale dell’Hangeul trasformerà la città di Sejong in un museo a cielo aperto,…

19 Maggio 2026 16:15
  • Mostre

Il viaggio cosmico e poetico di Yuri Catania, in una mostra a Val Mara

Astronauti, paesaggi alpini e giardini notturni nella mostra personale di Yuri Catania visitabile presso la Casa comunale Val Mara di…

19 Maggio 2026 14:23
  • Architettura

Coesistenza, pratiche sociali e giardini cinesi: ecco come sarà La Biennale Architettura 2027

Presentati a Venezia il titolo e il tema della Biennale Architettura 2027: gli architetti cinesi Wang Shu e Lu Wenyu…

19 Maggio 2026 13:21