Eros e Thanatos in mostra, l’arte della fragilità secondo la Collezione Giordano

di - 20 Novembre 2025

Eros e Thanatos, impulso vitale e forza distruttiva, desiderio e perdita. Da questo dialogo eterno tra estremi che si congiungono, prende le mosse FRAGILITY – The Dance of Life and Death mostra curata da Domenico de Chirico con Rischa Paterlini, che aprirà il 22 novembre nelle stanze settecentesche di Palazzo Bellini a Oleggio, in provincia di Novara. La mostra, visitabile fino al 4 luglio 2026, rappresenta una nuova tappa del progetto espositivo di SPA | Spazio Per Arte, luogo dedicato all’arte contemporanea ideato dai collezionisti Laura e Luigi Giordano.

Dopo i due progetti Bianco e Figure, il punto di partenza di questa nuova mostra è una riflessione proposta dallo stesso Luigi Giordano: una tensione che non cerca una sintesi rassicurante ma tenta di abitare la soglia in cui vita e morte, presenza e dissoluzione, continuano a toccarsi. FRAGILITY – The Dance of Life and Death si costruisce su questa linea sottile: non tanto come esposizione “a tema” quanto come dispositivo di ascolto, un campo di immagini e materiali che interrogano il corpo, la memoria, il tempo nei loro momenti di passaggio.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

Il nucleo della mostra è costituito da oltre 40 opere che attraversano generazioni e linguaggi diversi, dalla pittura alla fotografia, dal video alla scultura e all’installazione. Accanto ai lavori di Giulia Cenci, David Finn e Philippe Parreno, che abitano stabilmente gli spazi del Palazzo, FRAGILITY – The Dance of Life and Death riunisce una selezione di opere provenienti dalla collezione Giordano. In questo contesto ritroviamo artisti come Pawel Althamer, Jacopo Benassi, Enrico David, Binta Diaw, Gina Folly, Klara Hosnedlová, Anselm Kiefer, Ibrahim Mahama, Till Megerle, Nino Migliori, Hermann Nitsch, Nunzio, Arnulf Rainer, Augustas Serapinas, Cheyney Thompson, Rirkrit Tiravanija, Josh Tonsfeldt, Nora Turato e Jessica Warboys.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

Le loro opere dialogano con quelle degli artisti invitati specificamente per questa occasione, in un intreccio che allarga e mette alla prova i confini della collezione privata. Da Nina Carini giunge Senza voce; Han-Chiao presenta una serie di lavori che oscillano tra fotografia e ceramica; Isabelle Cornaro è presente con Choses, Joanna Wos con Untitled. A questi si aggiungono due lavori di Man Ray degli anni Venti, Le Dos Blanc (Kiki) e Anatomies, Tra me e me di Federico Cantale, Crystal Girl No. 55 di Noé Sendas, Untitled (Deux danseuses avec boas de plumes) di Roberto Baccarini, In The Unrest of Movado di Kresiah Mukwazhi, insieme alle fotografie di Eikoh Hosoe provenienti da una collezione privata.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

Ne emerge un paesaggio complesso, in cui eros e vulnerabilità, trauma e desiderio, corporeità e astrazione si intrecciano senza gerarchie. Il corpo umano, le sue trasformazioni, i suoi gesti, diventano specchio di una condizione più ampia, segnata da crisi, metamorfosi, ricerca di senso.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

«Esiste un luogo — tanto fisico quanto psichico — in cui la tensione tra gli opposti non approda mai a una sintesi, né trova una soluzione definitiva. Al contrario, si manifesta costantemente come energia pura, instabile, generativa, indomabile. È in questo spazio liminale che si colloca FRAGILITY. The Dance of Life and Death: una mostra corale che si dispiega come un rituale, una liturgia profana, in cui l’arte ritorna a interrogare l’essere umano nella sua condizione peritura e, al tempo stesso, più abissale e profonda», ha sottolineato il curatore Domenico de Chirico.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

Anche l’architettura di Palazzo Bellini partecipa a questo processo. Grazie a un recente intervento di restauro promosso dal Comune di Oleggio, la scala interna è stata riportata al suo splendore originario, completando un percorso di valorizzazione che restituisce al pubblico un contesto ancora più armonico. Le sale neoclassiche diventano così scenografia e controcanto: le opere, distribuite lungo il percorso, ne attivano le proporzioni, le soglie, le visuali, trasformando ogni ambiente in un momento diverso di quella “danza” tra vita e morte evocata dal titolo.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

«In questa terza tappa, SPA | Spazio per Arte conferma la propria natura di laboratorio: un luogo in cui la collezione si fa terreno di confronto e di ricerca. Aprirsi ad altri artisti e curatori significa accettare che la collezione non sia un insieme compiuto, ma un organismo in trasformazione, attraversato da energie differenti. È in questa costante oscillazione tra appartenenza e apertura che si rinnova il senso stesso del collezionare: non gesto di possesso, ma forma di relazione, sempre viva, nel tempo», ha aggiunto Rischa Paterlini, co-curatrice della mostra e curatrice della collezione Giordano.

SPA Spazio Per Arte – Fragility. The Dance of Life and Death. Installation view. Photo Mattia Micheli

La lunga durata della mostra è un altro elemento programmatico. Come ricordato da Laura Giordano, la lentezza è parte dell’identità di SPA. In un sistema dell’arte scandito da tempi rapidi e inaugurazioni serrate, offrire dieci mesi di apertura significa invitare il pubblico a tornare, sostare, tornare ancora, osservare le opere in momenti diversi dell’anno, fare esperienza di un ritmo rispondente ai cicli naturali.

Come per i precedenti progetti, FRAGILITY – The Dance of Life and Death sarà accompagnata da un public program articolato e dal nuovo ciclo di incontri Indovina chi viene a SPA, che vedrà alternarsi artisti, designer, curatori e collezionisti invitati a raccontare il proprio rapporto con l’arte in dialogo con lo spazio e con il pubblico.

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