Virginia Zanetti, La danza del sale, 2023. Ph. Michele Roppo
La riscoperta delle proprie radici e del territorio sono tra gli impulsi che hanno condotto alla nascita di Fari e torri del fuoco segreto, il progetto a cura di Christian Caliandro e Nicola Zito, supportato dalla Fondazione Pino Pascali e dal Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio della Regione Puglia, nellâambito del programma di Cooperazione Territoriale Europea Interreg CoHeN â Costal Heritage Network. Il titolo prende ispirazione dal concetto di ÂŤfuoco segretoÂť di J. R. R. Tolkien che, nel romanzo Silmarillion (1977), allude allo spirito divino che dona agli esseri viventi di Arda lâabilitĂ di pensare e provare sensazioni.
Le figure protagoniste degli interventi sono: Gea Casolaro per Molfetta, Serena Fineschi per Vieste, Claudia Giannuli per Ugento, Francesco Lauretta per Bari, Isabella Mongelli per Otranto, e Virginia Zanetti per Margherita di Savoia. Ognuno degli artisti si focalizza sul valorizzare le architetture costiere della regione. Attraverso opere site-specific, lâidea è di entrare in contatto con la geografia del luogo. Infatti, tramite pittura, installazione, video e performance lâobiettivo è quello di rispolverare usi e tradizioni per dare nuova vita ai beni culturali.
A dare il via al progetto, il 21 ottobre alle ore 12, è La danza del sale dellâartista Virginia Zanetti. Interagendo con oggetti materiali e immateriali, lâintervento site-specific esplora a ritroso le tecniche di estrazione del sale e i metodi di comunicazione degli abitanti di Margherita di Savoia. Il fulcro dellâinstallazione è la Torre Pietra, un edificio costiero cinquecentesco che svolgeva diverse funzioni tra cui il controllo dei veicoli provenienti dal mare e la gestione del lago Salpi, situato nelle vicinanze.
Attorno a essa lâidea di Zanetti, che prevede sette sculture di sale di dimensioni variabili riferite ad altrettante simbologie del luogo che riguardano le diverse sfere sociali: storia, cultura e religione. In questâottica, lâidea è quella di dimostrare che, nonostante le azioni invasive dellâessere umano, lâultima parola spetta alla Natura. Le saline, allâinterno delle quali prende vita lâopera, si riappropriano pian piano delle sette sculture attraverso la cristallizzazione, andando a sottolineare il carattere precario di tutto ciò che è artificiale.
A seguire, le performance ideate dalla coreografa e danzatrice M^ Teta Lonigro, che è entrata in contatto con gli abitanti di Margherita di Savoia. Seguendo e studiando le azioni dei salinieri, i performer danzano recuperando gesti e movimenti. Parte dellâidea è espressa nei pressi dellâinstallazione, che mira a ricreare e valorizzare la memoria collettiva del luogo, invitando il pubblico a interagire. I performer coinvolti sono, oltre a M^ Teta Lonigro, Giuseppe Castiglione, Maria Marrano, Maddalena Gorgoglione, Laura Graziano, Michele Quarto, Raffaele Valerio, Virginia Zanetti.
Altre informazioni sul sito della Fondazione Pino Pascali.
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