Gibellina 2026: presentato il programma della Capitale dell’Arte Contemporanea

di - 17 Dicembre 2025

La proclamazione di Gibellina come Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 rappresenta più di un semplice riconoscimento istituzionale: segna una svolta positiva in uno dei casi più emblematici del rapporto tra arte, territorio e progetto urbano in Italia. La conferenza stampa di presentazione del programma di Gibellina 2026 ha restituito l’ambizione di un progetto che intende sottrarsi sia alla retorica celebrativa di una città intrisa della memoria dello storico sindaco Ludovico Corrao e degli artisti Alberto Burri, Pietro Consagra, Alighiero Boetti, Mario Schifano e Mimmo Paladino, sia alla logica dell’evento spettacolare.

La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione di istituzioni e protagonisti del mondo dell’arte, tra cui Angelo Piero Cappello, Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, Salvatore Sutera, Sindaco di Gibellina, Andrea Cusumano, Direttore Artistico di Gibellina 2026, Rosalia D’Alì, Presidente del Distretto Turistico della Sicilia Occidentale, Francesca Corrao e Francesco Paolo Scarpinato, Assessore dei beni culturali e dell’identità siciliana della Regione Siciliana.

Turi Simeti Impronta, 1979, Gibellina, Trapani

«Ma quali sono le macerie della nostra contemporaneità? Qual è il deserto del terremoto oggi? Quali le crisi che ci circondano da cui doverci risollevare?», queste le domande da cui è partito il direttore artistico Andrea Cusumano, che ha dunque delineato il tema Portami il Futuro come una visione culturale complessa e stratificata, pensata per agire nel tempo e non esaurirsi nel calendario del 2026. Il titolo stesso chiarisce l’impostazione curatoriale: il futuro non è un orizzonte astratto né una promessa consolatoria ma qualcosa che deve essere portato, costruito e condiviso attraverso pratiche concrete, relazioni e responsabilità culturali. «Gibellina non vuole soltanto recuperare la sua storia e la sua utopia, ma vuole scriverne di nuove, incentrate sul suo presente, diventando catalizzatrice di relazioni, idee e creatività».

L’intervento di Francesca Corrao, presidente della Fondazione Orestiadi, ha ricordato il ruolo storico dell’istituzione nella costruzione dell’identità culturale della città, sottolineando la continuità tra le Orestiadi e il progetto Gibellina 2026 e il valore dell’arte come funzione antropologica, politica e civile.

Mimmo Paladino, Montagna di Sale, 1992, Gibellina, Trapani SIAE 2025

Il programma si sviluppa attorno a produzioni site specific strettamente legate allo spazio urbano, al paesaggio e all’eredità simbolica della città. Le nuove opere non sono innesti monumentali ma dispositivi critici in grado di rimettere in discussione il rapporto tra progetto artistico e vita quotidiana. Le mostre si collocano in spazi di riflessione interdisciplinare in cui arti visive, architettura, performance, suono e ricerca teorica concorrono a restituire la complessità di Gibellina come “città-progetto”, evitando la musealizzazione nostalgica del passato e affrontando apertamente le ambiguità dell’arte pubblica novecentesca.

Il programma espositivo si estenderà tra Gibellina e i comuni della Valle del Belìce e del Libero Consorzio Comunale di Trapani. Le opere di artisti nazionali e internazionali animeranno luoghi emblematici, dialogando con la memoria e il presente del territorio. Le esposizioni principali includono video installazioni di Masbedo e Adrian Paci al Teatro di Pietro Consagra, dialoghi tra opere di Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo, mostre sul Mediterraneo e sulla collezione Elenk’art, installazioni come quelle di Philippe Berson e di Rossana Taormina, dei prìsenti, riflessioni su spostamento e decontestualizzazione con Mona Hatoum, William Kentridge e Shirin Neshat, oltre a interventi permanenti come il riallestimento dell’opera Circle of Life di Richard Long e progetti site specific di Liu Bolin, Gibellina Photoroad, Giuseppe Ippolito e Atlante Elimo.

Franco Purini e Laura Thermes, Sistema delle Piazze, 1990 Gibellina, Trapani

Le residenze artistiche favoriranno l’incontro tra autori, giovani e comunità, generando opere riferite al territorio, interventi urbani e pratiche sociali. Progetti di residenza come quelli di Lucia Veronesi, Flavio Favelli, Pietro Fortuna, Sislej Xhafa e Giorgio Andreotta Calò svilupperanno pratiche interdisciplinari e partecipative, mentre esperienze collettive come quelle di Francesco Lauretta, Luigi Presicce, Virgilio Sieni, Diwan, Stalker, Zoukak Theatre e Igor Grubic coinvolgeranno residenti, migranti e studenti in laboratori, performance e processi creativi. Alla Fondazione Orestiadi, Jonida Xherri, Khaled Ben Slimane, Sonia Besada e Lucio La Pietra condurranno progetti visivi, workshop di ceramica contemporanea e video-installazioni in dialogo con il territorio.

Le arti performative occuperanno luoghi simbolici di Gibellina e del Belìce, con un’attenzione particolare al rapporto tra memoria, spazio pubblico e comunità. Tra giugno e agosto 2026 si svolgeranno installazioni teatrali, rassegne cinematografiche e festival come le Orestiadi e il BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo, con concerti, performance e progetti site specific che esplorano il dialogo tra arte visiva, teatro, musica e coreografia.

Giuseppe Uncini, Sacrario ai caduti, 1986, Gibellina, Trapani

L’educazione e la partecipazione costituiscono un elemento centrale del progetto. Percorsi didattici, laboratori per studenti, masterclass con artisti nazionali e internazionali, attività di storytelling, progetti di comunità e piattaforme digitali interattive trasformeranno il patrimonio artistico e architettonico in un laboratorio vivo. Parallelamente, simposi, conferenze e giornate di studio arricchiranno il progetto con un ampio calendario di eventi dedicati a ricerca, dibattito e approfondimento.

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