Il covid non ferma la cultura in Umbria, dove vanno in scena i Medialismi 2.0

di - 16 Agosto 2020

Il Covid-19 non ferma la cultura in Umbria. Non a Corciano dove il ferragosto è stato introdotto e accompagnato da quattro giornate di arte e spettacoli all’aperto, in totale sicurezza (come da prassi imposta dall’emergenza sanitaria) e in modalità completamente gratuita. Nel piccolo borgo umbro – riconosciuto come Destinazione Europea d’Eccellenza – ha preso il via il 13 agosto il tradizionale Corciano Festival che in questo periodo così ostile agli eventi di aggregazione si reinventa completamente, proponendo un cartellone speciale per la sua 56esima edizione, che mette insieme arti visive, teatro, musica, letteratura e rievocazioni storiche.

Al centro del Festival c’è però la mostra: “Medialismi 2.0‘2.0. Impronte, corrispondenze, stendali, metessi & altre storie…”, inaugurata nella prima giornata e che rimarrà allestita fino al 13 settembre 2020. Un’esposizione che si rifà al concetto di Pratiche Mediali Diffuse, di un’arte realizzata con il supporto della tecnologia e dei diversi linguaggi dei new media. Articolata in sei segmenti correlati: MediAzioni & Co-rispondenze, Metessi (Opera/Pensiero), Impronte, Stendali, Manifesti, Pro.Segni.

CorcianoFestival, Medialismi 2.0

La mostra sottolinea la centralità del tema dell’incontro con l’altro e segue lo sviluppo del fenomeno intermediale e il suo intrecciarsi con i concetti fondamentali della relazione. Realizzando e impiegando materiali e tecniche diversi: video, fotografia, disegno, illustrazione, fumetto, poesia, installazioni, scultura, performance, pittura, suono, cinema, letteratura, narrazioni, scritture. Le opere inerenti alle diverse sezioni, sono collocate in sette diversi luoghi del Borgo di Corciano, utilizzando spazi interni ed esterni: Chiesa Museo di S. Francesco, Stanze del Palazzo Comunale, Spazi di affissione pubblica, Strade del Centro Storico, Museo Antiquarium (Corciano), Piazza Coragino, Chiostro del Palazzo Comunale.
Il progetto, realizzato sotto l’ideazione e la cura di Gabriele Perretta, segue la traccia di questo suo pensiero, che risale al periodo 1984/89 e che ha caratterizzato il suo percorso critico fino ad oggi: “Ogni testo si costruisce come mosaico di segni, ogni testo è assorbimento e trasformazione di un altro testo. Al posto della nozione di intersoggettività si pone quella di intermedialità, e il linguaggio artistico si legge come double bind o double exposure”.

Il risultato di questa iniziativa è un progetto espositivo in grado di mescolare diversi stili e strumenti artistici e di renderli accessibili a un pubblico vario e squisitamente eterogeneo, attraverso l’inserimento della mostra all’interno del Festival cittadino, che rende così fruibili anche scenari e linguaggi complessi e ricercati come quelli proposti nei vari lavori.

@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

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