CorcianoFestival, Medialismi 2.0
Il Covid-19 non ferma la cultura in Umbria. Non a Corciano dove il ferragosto è stato introdotto e accompagnato da quattro giornate di arte e spettacoli allâaperto, in totale sicurezza (come da prassi imposta dallâemergenza sanitaria) e in modalitĂ completamente gratuita. Nel piccolo borgo umbro â riconosciuto come Destinazione Europea dâEccellenza â ha preso il via il 13 agosto il tradizionale Corciano Festival che in questo periodo cosĂŹ ostile agli eventi di aggregazione si reinventa completamente, proponendo un cartellone speciale per la sua 56esima edizione, che mette insieme arti visive, teatro, musica, letteratura e rievocazioni storiche.
Al centro del Festival câè però la mostra: âMedialismi 2.0â2.0. Impronte, corrispondenze, stendali, metessi & altre storieâŚâ, inaugurata nella prima giornata e che rimarrĂ allestita fino al 13 settembre 2020. Unâesposizione che si rifĂ al concetto di Pratiche Mediali Diffuse, di unâarte realizzata con il supporto della tecnologia e dei diversi linguaggi dei new media. Articolata in sei segmenti correlati: MediAzioni & Co-rispondenze, Metessi (Opera/Pensiero), Impronte, Stendali, Manifesti, Pro.Segni.
La mostra sottolinea la centralitĂ del tema dellâincontro con lâaltro e segue lo sviluppo del fenomeno intermediale e il suo intrecciarsi con i concetti fondamentali della relazione. Realizzando e impiegando materiali e tecniche diversi: video, fotografia, disegno, illustrazione, fumetto, poesia, installazioni, scultura, performance, pittura, suono, cinema, letteratura, narrazioni, scritture. Le opere inerenti alle diverse sezioni, sono collocate in sette diversi luoghi del Borgo di Corciano, utilizzando spazi interni ed esterni: Chiesa Museo di S. Francesco, Stanze del Palazzo Comunale, Spazi di affissione pubblica, Strade del Centro Storico, Museo Antiquarium (Corciano), Piazza Coragino, Chiostro del Palazzo Comunale.
Il progetto, realizzato sotto lâideazione e la cura di Gabriele Perretta, segue la traccia di questo suo pensiero, che risale al periodo 1984/89 e che ha caratterizzato il suo percorso critico fino ad oggi: âOgni testo si costruisce come mosaico di segni, ogni testo è assorbimento e trasformazione di un altro testo. Al posto della nozione di intersoggettivitĂ si pone quella di intermedialitĂ , e il linguaggio artistico si legge come double bind o double exposureâ.
Il risultato di questa iniziativa è un progetto espositivo in grado di mescolare diversi stili e strumenti artistici e di renderli accessibili a un pubblico vario e squisitamente eterogeneo, attraverso lâinserimento della mostra allâinterno del Festival cittadino, che rende cosĂŹ fruibili anche scenari e linguaggi complessi e ricercati come quelli proposti nei vari lavori.
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