Paolo Turati, economista laureato in economia e commercio, specializzato in mercati e prodotti finanziari, Ph.D in Economics of the Arts, è da fine anno 2021 direttore del laboratorio di finanza decentralizzata della Saa-School of Management dell’Università di Torino dove, dall’a.a. 2019, è presidente del comitato scientifico nonché docente principale a/c nell’Executive Master in Wealth Management e, altresì, dal 2022 di quello in Finanza Decentralizzata, Blockchain, Fintech. Dal 2022 è membro del comitato scientifico dell’EFPA-European Financial Planning Association Italia; dal 2020 è vicepresidente e socio fondatore della Padus Business Academy, ente formativo di alta specializzazione fondato, tra gli altri, dalla SAA-School of Management dell’Università di Torino. Già referente di corso e docente a/c in Economia degli investimenti negli a.a. 2016-17-18 c/o Ssst-Scuola di Studi Superiori dell’Università di Torino, è stato consigliere della Fondazione per l’Architettura e vice presidente e consigliere dell’Associazione Consumatori Piemonte-Movimento Consumatori. Titolare già di società di capitali, esperto di mercati e prodotti finanziari e di Art Market, editorialista su testate a diffusione nazionale, nonché già commissionario in titoli e valori e procuratore generale agente di cambio oltre che titolare di società agricola, è stato coordinatore del dipartimento di Art Management di Family Office e Finance & Real Estate Management Advisor di compagini societarie – d’impresa – di capitale private.
Miglior mostra personale:
Cezanne, Tate Modern, Londra
Miglior mostra collettiva:
Picasso-El Greco, Kunstmuseum Basel
Miglior artista emergente:
Flora Yukhnovich
Miglior artista affermato/a:
Ernie Barnes
Miglior direttore/direttrice:
Marc Spiegler
Miglior curatore/curatrice:
Cecilia Alemani
Miglior museo italiano:
Mudec, Milano
Miglior museo straniero:
Guggenheim Museum Bilbao
Miglior Fondazione:
Fondation Beyeler, Basilea
Miglior galleria privata:
LGDR, New York
Miglior nuovo spazio espositivo:
C.A.R.A., New York
Miglior spazio non convenzionale:
Art Déco Tower, Anversa (architetto Daniel Labeskind)
Miglior premio:
Deutsche Bank Artists of the Year
Miglior collezionista:
Bernard Arnault
Migliore casa d’aste:
Christie’s
Miglior ufficio stampa per l’arte:
Sutton, Londra
Miglior progetto:
When We See Us: A Century of Black Figuration in Painting
Zeitz Museum of Contemporary Art Africa (Zeitz MOCAA), CapeTown
Miglior divulgatore culturale (giornalista, autore ecc.):
Christine Bourron (Pi-ex ltd London)
Migliore casa editrice:
Prestel Publishing
Miglior catalogo di mostra:
Winslow Homer: Crosscurrent (THE MET, New York)
Miglior libro/saggio d’arte:
Dalí-Freud: An Obsession
Miglior film dedicato all’arte:
L’ombra di Caravaggio
Miglior allestimento:
No existe un mondo poshuracán (Whitney Museum, New York)
Miglior designer emergente:
Maisie Schloss
Migliore accademia d’arte:
Brera
Una buona notizia:
massimo fatturato storico nell’Art Market mondiale
Una pessima notizia:
Gran parte dei Top lots che hanno formato in parte rilevante il suddetto record erano Irrevocable bids, cioè derivati finanziari
Un augurio per l’anno nuovo al sistema dell’arte:
Che non si fermi di colpo un mercato dell’arte globale probabilmente ormai in fase di ipercomprato: un soft landing sarebbe auspicabile, oltre che doveroso, per ripartire da basi meno speculative
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