Juliana Notari è lâartista autrice di Diva, una scultura di 33 metri, in cemento e resina, che si sviluppa su una collina situata allâinterno di Usina de Arte, un parco dâarte ambientale nel nord est del Brasile. Insomma, nulla di strano, solo che lâopera raffigura una vulva dal colore rosso intenso e ha scatenato un aspro dibattito politico.
Secondo quanto scritto dallâartista su Facebook, Diva ÂŤmette in discussione la relazione fra natura e cultura nella societĂ occidentalista, fallocentrica e antropocentricaÂť. Il corpo femminile, infatti, è al centro delle opere di Juliana Notari da ormai un decennio. Diva, in particolare, vuole simboleggiare una ferita aperta, quella inflitta dalle ineguaglianze sociali in Brasile.
Ma lâopera, oltre che simboleggiare la sofferenza, si è caricata anche di una responsabilitĂ politica, visto che è stata presentata pochi giorni dopo le dichiarazioni di Jair Bolsonaro, che ha dichiarato che lâaborto non verrĂ mai legalizzato in Brasile. In quello che è uno dei Paesi piĂš avanzati dellâAmerica Latina, infatti, lâaborto è ammesso dalla legge solo in tre casi: se la gravidanza sia frutto di uno stupro, se la donna incita sia a rischio di vita oppure per grave malformazione del feto. Lâintervento deve comunque avvenire entro le 22 settimane.
I sostenitori di Bolsonaro hanno condannato duramente Diva, definendola unâopera oscena e di mera propaganda di sinistra da diffondere sui social media. Uno dei commenti piĂš interessanti è stato quello del regista e produttore brasiliano Kleber Mendonça Filho, che ha messo in luce come ÂŤle reazioni nei confronti di unâopera come quella di Notari siano uno specchio della societĂ , in poche parole un successoÂť.
Ma negli attacchi di Bolsonaro e dei suoi fedelissimi non câè nulla di nuovo. Proprio il presidente brasiliano, infatti, è il primo a promuovere una campagna mediatica contraria allâarte e agli artisti, descrivendoli come parassiti decadenti sempre in cerca di fondi pubblici â che Bolsonaro ha tagliato in tutti i modi â solo per valorizzare spazzatura comunista. Il suo silenzio di fronte alla morte di tanti artisti causata dal Covid-19, è infatti profondamente significativo. Al punto da rendere sempre piĂš profonda la ferita che Diva vuole simboleggiare.
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