In Calabria una fondazione bancaria sta diventando punto di riferimento per le arti sul territorio

di - 3 Maggio 2025

La Fondazione Banca Montepaone di Catanzaro ospita fino al 30 giugno L’ellisse temporale del disegno, mostra personale di Omar Galliani, artista di spicco e protagonista del panorama contemporaneo. L’esposizione raccoglie una selezione di opere curata da Teodolinda Coltellaro, alcune site-specific e altre inedite, offrendo uno sguardo intimo e potente sull’universo del disegno, cifra stilistica e linguaggio imprescindibile dell’artista emiliano. L’esibizione fortemente voluta dalla critica Coltellaro e dal Presidente della Fondazione Montepaone Gianni Caridi, viene proposta al pubblico all’interno della sede della omonima Banca del capoluogo calabrese.

Omar Galliani, L’ellisse temporale del disegno, Fondazione Banca di Montepaone

La Fondazione Banca Montepaone tra impegno sociale e culturale

La Fondazione nasce con l’intenzione di promuovere attività sociali tramite iniziative sul territorio, con l’obiettivo di valorizzare l’interesse storico, artistico, culturale e ambientale. L’ente si sta affermando come punto di riferimento per l’arte e la cultura in Calabria proprio per una scelta che non nasce da una esigenza di posizionamento, ma rimane coerente con il carattere insisto nella Banca. Nata come cooperativa bancaria osmoticamente, nonché finanziariamente, legata al territorio, si evolve dando spazio alla Fondazione con lo stanziamento di utili dedicati, impegnati per la promozione e lo sviluppo sociale e culturale.

Omar Galliani, TRAIETTORIE D’ELLISSI, 2025, matita nera su tavola, 200×200 cm

Omar Galliani in mostra: anatomia del segno, spiritualità del volto

Omar Galliani non ha mai smesso di credere nel disegno come forma indipendente, capace di tenere e racchiudere in sé memoria e sperimentazione. In questa sede inconsueta, le sue opere dialogano con lo spazio in modo calibrato. Quelle monumentali invadono con discrezione gli spazi dell’accoglienza, mentre quelle più intime sono collocate negli uffici aperti al pubblico.

Omar Galliani, DESIDUS, 2025, matita su tavola, 100×100 cm

Ogni disegno apre un varco temporale emotivo e introspettivo: lo spettatore è invitato a “entrare” nei dettagli, a perdersi in quelle superfici percepite di piani prospettici ed emozionali, affascinato e trascinato all’interno di quelle ellissi oniriche tra materia e suggestione. Passato e presente, volti sospesi nell’eredità classica, occhi che interrogano anche se chiusi, trame floreali, citazioni che richiamano la Magna Grecia, natura e cosmo che si intrecciano. Superfici che sembrano scolpite più che disegnate, in cui la grafite diventa dimensionale e intima. In un tempo che privilegia l’immagine digitale, Omar Galliani continua a insistere sul segno, sulla materia della grafite, sulla lentezza del gesto. Le sue opere leggere e monumentali sono territori di meditazione, riti visivi, luoghi di soglia tra il reale e l’interiore. L’artista continua a esplorare la profondità del disegno, considerandolo non solo una tecnica, ma un’esperienza sensoriale e spirituale. Un «esercizio necessario come il respiro», un gesto che coinvolge corpo e anima. «Il disegno è pelle… ti fa viaggiare, respirare, sentire, vedere», spiega l’artista.

.Omar Galliani, S-GUARDI, 2024, matita nera su tavola, 80×80 cm

Arte al Sud

L’esposizione di Galliani oggi, nel cuore del Sud, è un atto di resistenza culturale e di generosa apertura. La Fondazione Banca di Montepaone, sempre nell’ottica della divulgazione culturale, è già all’opera per proseguire il percorso di promozione e conoscenza delle forme artistiche contemporanee con particolare attenzione ai percorsi dei talenti calabresi. L’intento è attivare una sempre più produttiva interazione dialogica tra mondi apparentemente lontani. Come sono, appunto, le realtà dell’impresa e dell’arte visiva.

Omar Galliani, L’ellisse temporale del disegno, Fondazione Banca di Montepaone

Strategie di investimento per la crescita e lo sviluppo

L’obiettivo è l’educazione al bello insieme alla interpretazione dell’arte come bene comune accessibile e fruibile oltre i limiti di una struttura museale o specificatamente dedicata. Enfatizzare come alla bellezza ci si possa educare e abituare, e attraverso questa evoluzione culturale si possa amplificare a cascata un accrescimento dello spessore sociale del territorio. La sua missione punta a inserire l’arte contemporanea nel tessuto vivo della città e della regione, sostenendo artisti, mostre e percorsi educativi. Giovanni Caridi, che ha trasformato gli spazi della filiale di Catanzaro in una residenza per artisti, nell’ambito del progetto Art Cube, afferma, «Abbiamo maturato l’idea che gli artisti debbano poter far conoscere le loro opere non esclusivamente attraverso le istituzioni museali, ma anche nei luoghi di lavoro, facendoli così divenire spazi di correlazione e ispirazione, non solo di produttività, ma anche di bellezza e valore sociale». Una scelta ambiziosa che ha già incontrato il favore ma ancor più l’accoglienza del pubblico, come accaduto in precedenza con le mostre di Cesare Berlingieri, Max Marra e Pino Pingitore. Una volontà precisa, quella della curatrice Coltellaro e del board della Fondazione: collocarsi all’interno del territorio incidendo profondamente attraverso l’educazione e l’abitudine a godere dell’arte per lo sviluppo sociale e culturale della popolazione. L’arte diventa dunque motore di sviluppo per il territorio.

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