Meneghetti Sculpture Garden. Arne Quinze, Chroma Lupine Chameleon, 2019. Photography by Dave Bruel
Dâestate i profili dei vigneti bruciati dal sole, un calice di Malvasia, le cicale. Dâautunno le fronde dorate, il camino, la raccolta delle olive. Siamo al Meneghetti Wine Hotel & Winery, nellâIstria meridionale. Una tenuta che Ăš hotel di lusso, cantina, spa, ristorante dâautore. Ma anche sede di una mostra a cielo aperto, il titolo Ăš Lupines, quei lupini selvatici tanto cari allâartista belga Arne Quinze. Qui, sparpagliate tra 58 camere ricavate da un edificio centenario in pietra bianca, trovano casa fino a dicembre 2024 le sue sculture di grandi dimensioni, in alluminio, tutte ispirate alla forma di un fiore. Un «artista artigiano», «fast thinker», come lo definisce il curatore berlinese Reiner Opoku durante il nostro incontro, seduti allâombra del pergolato dellâhotel. Insieme parliamo della storia di Rovigno, delle strade di Pola, delle vicinissime Isole Brioni, dove Tito ospitava i suoi ricevimenti leggendari. Mi dĂ consigli sulla mia permanenza in Istria, «va scoperta con calma, in profondità », si raccomanda. Poi inizia, sotto il sole tiepido di mezzogiorno, la nostra passeggiata tra sentieri e filari.
Ă disposta su 120.000 metri quadrati la mostra di Quinze, uno stuolo di fiori in alluminio verniciato disseminati tra gli spazi del Meneghetti. CâĂš Chroma Lupine Sparsiflorus (2019), quasi un totem color bottiglia, davanti alla distesa di viti mature. O ancora il blu metallico, sempre mutevole, di Chroma Lupine Chameleon (2019), allâingresso della tenuta, che fa il verso ai colori del cielo e si specchia nel verde scarico degli ulivi. Lâenorme Chroma Lupine Flower (2020) emerge tra gli alloggi, sfiora i 6 metri dâaltezza, monumentale. Non mancano due esemplari recenti, anno 2023, uno ha i colori del tramonto, sole nel sole. «La mia arte Ăš la rappresentazione di come percepisco la natura», spiega lâartista Arne Quinze. «Cerco di trasmettere lâarmonia, la transitorietĂ e la dualitĂ della natura attraverso il mio lavoro. Con la mia arte, voglio immergere lo spettatore nella bellezza sfrenata e nella diversitĂ della natura».
CosĂŹ i Lupines, i fiori tipici dellâIstria meridionale che simboleggiano lâimmaginazione e il ciclo della vita, sono sembrati i protagonisti perfetti di questa esposizione senza pareti, con lâobiettivo di presentare lâarte contemporanea nella regione, fuori dagli spazi convenzionali. «In Belgio, a Sint-Martens-Latem, Arne ha un grande giardino con migliaia di piante, quindi conosce bene i fiori, Ăš da quelli che trae ispirazione», mi racconta il curatore costeggiando unâaltra scultura fitomorfa, nei pressi della cantina. Il risultato: fiori artificiali contorti, quasi lamiere che sgorgano dalla terra. Nessuno stelo ma solo corolle riflettenti, talvolta forate, a catturare gli spasmi del sole.
Quinze lo avevo visto lâultima volta a Brafa, a Bruxelles, era lâospite dâonore dellâedizione 2022 â quella che si svolgeva eccezionalmente dâestate, a giugno â e aveva creato una serie di installazioni immersive, a partire dal grande tappeto colorato che accoglieva i visitatori della fiera. Nello stesso anno, esponeva alla Biennale Arte di Cecilia Alemani, nella Serra dei Giardini. Classe 1971, lâartista belga ha lavorato a lungo con il legno, ora si dedica soprattutto allâalluminio. La sua arte si rivolge agli spazi pubblici, attiva in modo delicato â e appariscente, insieme â un dialogo tra spettatori piĂč o meno volontari, li incoraggia a ripristinare un equilibrio tra cultura e natura, indaga il fenomeno dellâurbanizzazione. Ed ecco i lupini selvatici, sempre piĂč rari, vittime delle coltivazioni intensive. Ecco questi fiori metallici, sparsi sotto il cielo dellâIstria, baluardi opalescenti contro il grigiore diffuso delle cittĂ internazionali.
«Il Meneghetti Ăš giĂ noto in tutto il mondo per il suo lusso inserito nella natura che lo circonda», conclude Miroslav PliĆĄo, amministratore delegato del Meneghetti Wine Hotel & Winery, membro del marchio Relais & Chateaux. «Non potevo pensare a un modo migliore per valorizzare ancora di piĂč questo spazio se non portando le sculture del signor Quinze e collocandole in tutta la tenuta. La filosofia che sta alla base delle sue opere dâarte Ăš qualcosa a cui noi di Meneghetti teniamo molto e troviamo che questa sia una simbiosi perfetta tra natura, lusso e arte nello stesso luogo».
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