Palpita, Pedro Torres. Courtesy of AlbumArte. Installation view
Ha inaugurato negli spazi di AlbumArte, centro indipendente attivo nella produzione e nella ricerca artistica contemporanea, Palpita, nuova mostra di Pedro Torres a cura di Carolina Ciuti. Curatrice e ricercatrice attiva nel campo delle arti visive contemporanee, Carolina Ciuti indaga il concetto di tempo attraverso prospettive culturali, politiche, economiche e sociali, un interesse condiviso con Pedro Torres che ha dato origine a diverse collaborazioni, tra cui Clathratus (Spazio Volta a Bergamo) e alcune nel contesto di LOOP Barcelona Festival, di cui è stata direttrice fino al 2022.
Pedro Torres (Gloria de Dourados, Brasile, 1982) indaga le intersezioni tra ambito scientifico e sensibilità poetica, con particolare attenzione al tempo come dimensione complessa e mutevole; una tensione che si ritrova anche in lavori precedenti come Fisura, presentato nel 2024 alla Real Academia de España en Roma, incentrato sulle dinamiche percettive della luce e sul rapporto tra essa e la materia. Torres ha esposto in mostre personali e ha partecipato a collettive e biennali in Spagna, Francia, Italia, Ecuador, Colombia, Argentina, Messico, Turchia e Cina. Il progetto Palpita, visitabile fino al 13 maggio, è stato realizzato con il supporto di Institut Ramon Llull e l’Osservatorio Gravitazionale Europeo (EGO) e in collaborazione con la Real Academia de España en Roma e AlbumArte.
La mostra propone una riflessione sul concetto di tempo come materia vibrante che parte dagli studi sulle onde gravitazionali: vibrazioni infinitesimali dello spazio-tempo generate da eventi cosmici enormi ed estremamente lontani. Il progetto nasce dall’interesse per l’interferometria, come strumento in grado di rendere accessibili fenomeni altrimenti invisibili all’esperienza umana, concretizzato da un dialogo con i ricercatori dell’Osservatorio di Cascina, in provincia di Pisa, che ospita uno dei tre rivelatori di onde gravitazionali del pianeta, l’esperimento Virgo.
Nello spazio di AlbumArte, Palpita assume l’aspetto di un ambiente site-specific in cui luce, suono, materia e immagine costruiscono un’esperienza di risonanze e spostamenti percettivi. Disposte come una costellazione priva di centro, le opere esplorano i limiti della percezione, conducendo il pubblico a una maggiore consapevolezza del proprio corpo nello spazio, in una dimensione sospesa tra visibile e invisibile dove l’esperienza si costruisce attraverso soste e continue calibrature di udito e vista. I media impiegati da Torres – installazione, video, suono, scultura e collage – diventano mezzi per dialogare con la scienza e indagare l’inesprimibilità del tempo, che, come sostiene Carlo Rovelli in L’ordine del tempo, è un’illusione percettiva.
Palpita è l’installazione site-specific che in maniera rizomatica prende forma in varie zone della mostra, dandole il titolo. È composta da materiali tecnici come fibra di vetro, proveniente dall’osservatorio gravitazionale, laser, fili tesi dal soffitto al pavimento e specchi: supporti ultra sensibili impiegati nell’interferometria per rilevare le onde gravitazionali che creano uno spazio di attenzione per l’invisibile. La imposibilidad de la forma: el presente è una serie di sculture sferiche in argilla disposte sul pavimento, la cui forma finale, determinata dalle condizioni atmosferiche, presenta fratture che assumono qui il ruolo di rappresentazione della volatilità dell’attimo presente. Il dialogo che questa ricerca apre nei confronti del territorio di Roma genera un’ulteriore profondità in cui il tempo cosmico incontra quello archeologico della città. Rovine, tracce e residui emergono, suggerendo che la fragilità non appartiene solo al passato, così nelle sfere di argilla il presente si apre mostrando possibili sviluppi.
Pedro Torres trova nella fisica quantistica, oltre che materia di studio, una possibilità poetica, un modo per rendere tangibile l’invisibile e vivere il tempo come traccia di accadimenti già avvenuti, eppure ancora in propagazione. In questo contesto, Palpita è una dimensione che evoca il battito come pulsazione impercettibile ma vitale, che attraversa lo spazio e continua a propagarsi nel presente, rivelando l’emergere della forma e il reagire della materia.
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…
Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…