Nato tra le mura di ExGarage, uno spazi espositivo e laboratoriale nel quartiere di Tor Tre Teste, a Roma, Limen. Confini tra sé e dentro di sé è un progetto espositivo che include i lavori di tredici artisti e artiste della scena romana contemporanea: Antonio Anzalone, Matteo Bussotti, Cecilia Carmine, Francesca Romana Cicia, Matteo Costanzo, Emanuele Fasciani, Alberto Gennaro, Maia Evangelisti, Maura Prosperi, Giulia Romolo, Caterina Sammartino, Francesco Seu, Tanek.
A cura di Beatrice Ciotoli, Roberta Cristofari, Irene Iodice ed Eleonora Turli la mostra riflette sul concetto trasversale di “Limen”, (confine), facendo emergere anche la natura liminale stessa dello spazio espositivo: l’ExGarage, che persa la sua originale funzione di transito, diventa luogo di attesa e spaesamento rispetto a ciò che si lascia una volta varcata la soglia di ingresso.
Le opere in mostra intendono aprire una porta verso una precisa condizione
psicologica in cui si perde il controllo sull’avvenire e si è introdotti in un campo metaforico.
Qui, in un limbo fatto di stimoli, il fruitore si pone in ascolto del sé, varcando nuove soglie e proiettandosi in una dimensione ignota. Cosa succede quando si è disposti ad accettare questo stato estraniante e a valicare quel labile confine tra il sé e il dentro di sé?
UNHUMAN, la personale di Malisa Catalani alla SimonBart Gallery di Bologna è in programma fino al 28 febbraio
Opere donate da artisti di diverse generazioni e provenienze diventano strumenti di intervento diretto in un contesto segnato da conflitto…
Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…
Ha inaugurato a Roma la SocietĂ delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…
Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessitĂ …
Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…