Io è un’altra, Chiara Calore e Greta Ferretti – D3082

di - 12 Aprile 2021

Di solito non amiamo i progetti che segnano i confini di un genere; non amiamo quello che esclude, anche se l’obiettivo è di consolidare un percorso storico di emancipazione, soprattutto adesso che definire i tratti distintivi di letti e affetti significa inoltrarsi in un intricato caleidoscopio di sfumature, che cercano di descrivere un reale sempre più avanti di quanto non sia il vecchio e stanco pensiero sull’altro.
Questa mostra però è, in effetti, un’altra cosa. Non si tratta di un’operazione sul femminile in sé, ma piuttosto di una scelta coerente che nasce dal luogo stesso che la ospita.
“Io è un’altra”, bipersonale di Chiara Calore e Greta Ferretti, è ospitata all’interno del progetto D3082 della Domus Civica di Venezia, lo studentato femminile che da anni ormai ospita non solo giovani studentesse, ma anche lavoratrici in trasferta o donne alla ricerca di un luogo sicuro che le accolga. Una lunga infilata di lastre di vetro tra i Tolentini e i Frari, ritmate da pilastri e vetrine di ferro. Un luogo di passaggio che in questo momento gode della mancanza di flusso che un po’ in tutta Venezia tende a spingerti avanti senza farti guardare. Adesso quella calle non troppo stretta ha un che di intimo, nell’attrarre verso gli orizzonti aperti dalle opere delle due artiste. Una scelta netta quella del curatore Daniele Capra, opere di grande formato su tela e su carta, realizzate appositamente per l’occasione.

Io è un’altra, installation view (Greta Ferretti), D3082, Venice, 2021, ph. Studio Mion

Abbiamo sentito direttamente dalle parole di Capra la genesi della mostra ancor prima di sapere che ne avremmo scritto. È preso da un progetto che nasce veloce e ha bisogno di artiste che sappiano tenere il tempo incalzante della pandemia, un tempo che ti fa rimbalzare dal rarefatto all’immediato senza soluzione di continuità. Sceglie delle artisti giovani, dinamiche, motivate, in grado di mettersi a nudo senza temere le proprie inquietudini. Una delle due si ammala di Covid, ma questo non le fa posare il pennello, anzi, l’isolamento rafforza il legame intimo con la tela, o meglio la carta. Se il titolo Io è un’altra nasce dalla suggestione di Rimbaud “Io è un altro”, quello che vuole il curatore dalle ariste è proprio che riescano a travalicare i confini della propria ordinarietà, applicando quella prescrizione del poeta secondo cui l’essere sciamano dell’artista deve portarlo ad esplorare e a rivelare ai comuni mortali, proprio i confini meno contingenti dell’anima umana.

Greta Ferretti, Lume (det.), 2021, watercolour on paper, 140 x 202 cm, ph. Studio Mion

Come in quel gioco dei bambini, il saliscendi, in cui il peso dell’uno fa volare la leggerezza dell’altro, così queste quattro vetrine tutte in fila giustappongono due attitudini antitetiche ma complementari a esplorare l’inesplorabile: i vuoti, la leggerezza, il tenue contro la sovrabbondanza, la densità, l’orgia. La Ferretti prima, con le sue carte che tolgono peso a paesaggi onirici in cui personaggi isolati tracciano, con i loro sguardi, traiettorie incapaci di incontrarsi, soggetti depositati dall’acqua e dall’inchiostro sulla carta, come se fossero ritagli in attesa di un collage. Il perturbante, forza primaria del lavoro, nasce dalla solitudine, dall’assenza di “mirada”, quello sguardo latino che tutto accende e che qui, mancando, cristallizza esseri in potenza. Cammini in bilico sull’orlo di un abisso in cui hai paura di parlare, per non rompere un’atmosfera in cui devi avere la forza di bere al calice dell’inquietudine. In questo scenario il vuoto diventa il luogo in cui ogni cosa si può nascondere e l’osservatore non resiste alla tentazione di collocarci i propri demoni.

Chiara Calore, Eden #1 (det.), 2021, pigment, oil, tempera and spray on canvas, 180 x 296 cm, ph. Studio Mion

Chiara Calore è all’estremo opposto. Qui il perturbante si fa grido. La metamorfosi è costante, nell’artista e negli elementi che combina sulla tela; è stilisticamente distante dalla se stessa di pochi anni fa, in residenza alla BLM. Il turbamento è sbocciato e ha portato con sé colori rumorosi e forme prepotenti. La natura è indomita, indomata, gli animali sono tornati allo stato selvaggio e hanno incontrato l’abisso dell’occulto. Il simbolismo è ovunque, come emerso in un flusso di coscienza senza inibizioni, la mano è prāṇa, principio vitale che assume forme altre da sé.
Una mostra difficile da centrare, in bilico com’è tra vetrine e transito. I grandi formati, la pregnanza dei soggetti, l’esplosione dei vuoti e dei colori riescono però a catturare lo sguardo, trascinandoti dentro i concetti.

Articoli recenti

  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15
  • Arte contemporanea

Una città in eterno movimento: l’immaginario di Roma per Umberto Vattani

Dall’immaginario contemporaneo di Roma città eterna, alla valenza diplomatica dell'arte: intervista a tutto campo all'Ambasciatore Umberto Vattani, a margine della…

23 Marzo 2026 12:30
  • Archeologia

Una domus imperiale torna alla luce in provincia di Campobasso

Nuove scoperte nel parco archeologico di Saepinum ad Altilia, in provincia di Campobasso: emergono nuove strutture urbane, tecnologie idrauliche e…

23 Marzo 2026 11:30
  • Mostre

Le soulimages di Marta Fàbregas, opere che ricompongono l’identità femminile

Alla Saraceno Art Gallery di Roma, Marta Fàbregas presenta una mostra che indaga il tema dell'identità femminile, partendo dalla stratificazione…

23 Marzo 2026 10:30