Milano Art Guide ed exibart presentano It’s a Mad, Mad, Mad, Mad World, un atlante della fotografia degli anni 2020, da scoprire ogni settimana su Instagram: l’ospite di questa settimana è Simone Monsi. Per dare un’occhiata al takeover nelle stories del nostro account instagram, vi basta cliccare qui.
A cosa stai lavorando?
«Al momento sto realizzando una serie di xilografie e allo stesso tempo seguo la produzione di un capo di abbigliamento ispirato alla mia ricerca sui colori del tramonto.»
Come trovi ispirazione per il tuo lavoro? E cosa ti ispira di più?
«L’ispirazione nasce sempre dalla curiosità infinita di conoscere a fondo la realtà che mi circonda e dalla volontà di condividere quello che scopro, come il colore dell’inquinamento o le onde elettromagnetiche che danno forma alle nuvole.»
Cosa significa fotografare negli Anni Venti del Duemila?
«Con lo sguardo sempre distratto e la concentrazione evanescente ormai uso la fotografia principalmente per creare grandi archivi di immagini che documentino fenomeni invisibili, come la memoria.»
Il 2020 in una foto?
Simone Monsi vive a Milano. Ha studiato al Goldsmiths College di Londra e lavora principalmente con la scultura. Le sue opere si ispirano all’estetica dei social media, ai cartoni animati giapponesi e a teorie cospirazioniste per esplorare le sensibilità della cultura di internet. Con l’utilizzo di immagini di tramonti, evidenzia come il particolato metallico inquinante che rende il cielo rosso, contribuisca anche a propagare le onde elettromagnetiche responsabili delle connessioni wireless.
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