Dopo 219 giorni, la 60ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia Stranieri Ovunque – Foreigners Everywhere ha chiuso ufficialmente le porte domenica, 24 novembre 2024, confermando nei numeri la sua centralità nel panorama artistico globale. Curata da Adriano Pedrosa e aperta al pubblico dal 20 aprile, la mostra ha accolto 699.304 visitatori alla 31ma settimana, a cui si aggiungono 27.966 presenze dei giorni della vernice, segnando uno dei risultati più alti nella storia dell’evento. Un pubblico vasto e diversificato ha riempito gli spazi dell’Arsenale e dei Giardini, tra performance, incontri e padiglioni nazionali, in un dialogo costante con il tema dell’alterità e dell’appartenenza. L’edizione precedente, Il Latte dei Sogni, curata da Cecilia Alemani, in 197 giorni di apertura aveva raggiunto le 800mila presenze, risultato più alto nei 129 anni della manifestazione.
La Biennale di quest’anno ha registrato numeri significativi, con un pubblico composto per il 59% da visitatori stranieri e per il 41% da italiani. Colpisce la forte presenza di giovani under 26, oltre 190mila, un dato che sottolinea la capacità dell’arte contemporanea di attrarre le nuove generazioni. Non solo: le scuole primarie hanno visto un aumento del 20% nella partecipazione, con una presenza consistente di studenti provenienti dall’estero. Un traguardo importante è stato raggiunto anche nell’inclusività: l’affluenza delle cosiddette “categorie fragili” è cresciuta del 67%. 11 invece i Capi di Stato e Primi Ministri in visita, con 72 Ministri e Vice Ministri e 43 tra Ambasciatori e Vice Ambasciatori.
La Biennale 2024 è stata seguita con grande attenzione dai media internazionali. Nei soli giorni di pre-apertura, si sono accreditati 4.289 giornalisti, contribuendo a una copertura estesa in tutte le aree geografiche, con oltre 2.500 articoli e numerosi servizi su TV, radio e piattaforme online. I contenuti pubblicati durante la Biennale Arte 2024 sulle piattaforme social Facebook, X, Instagram e YouTube de La Biennale di Venezia hanno ottenuto complessivamente circa 101 milioni di visualizzazioni, generando circa 1,7 milioni di interazioni. Al 13 novembre 2024 risultano venduti nei bookshop di mostra e sul sito store.labiennale.org, 938 cataloghi in italiano e 3538 cataloghi in inglese.
Il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, ha definito la mostra una «Lezione di bellezza e libertà». Stranieri Ovunque, infatti, ha esplorato la condizione umana come attraversamento di mondi, scontro tra culture e incontro di prospettive. Il curatore Adriano Pedrosa ha sottolineato il valore di questa edizione nel dare visibilità a artisti provenienti da contesti storicamente marginalizzati, tra cui figure indigene, queer e autodidatte, oltre a voci del XX secolo dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina. 331gli artisti presentati alla Mostra Internazionale.
I Leoni d’Oro alla carriera della 60ª Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia sono stati attribuiti, su proposta del curatore Adriano Pedrosa, a due figure di grande rilievo nel panorama artistico contemporaneo: l’artista brasiliana di origine italiana Anna Maria Maiolino e l’artista turca residente a Parigi Nil Yalter. Questi riconoscimenti sottolineano il contributo significativo delle due artiste, le cui opere esplorano tematiche legate all’identità, al femminismo e alla memoria storica.
La Giuria Internazionale, presieduta da Julia Bryan-Wilson, curatrice americana e docente alla Columbia University, e composta da Alia Swastika, Chika Okeke-Agulu, Elena Crippa e María Inés Rodríguez, ha deliberato l’assegnazione dei premi ufficiali con una forte attenzione alla diversità e all’innovazione artistica. Il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale è stato conferito all’Australia per il progetto kith and kin di Archie Moore, una riflessione intensa sulla storia e sull’identità indigena. Una menzione speciale è stata attribuita alla Repubblica del Kosovo per il progetto The Echoing Silences of Metal and Skin dell’artista Doruntina Kastrati, che ha impressionato per la forza evocativa delle sue installazioni.
Il Mata Aho Collective, un gruppo di artiste Māori della Nuova Zelanda, ha ricevuto il Leone d’Oro per il miglior partecipante, riconoscimento che celebra il loro approccio collettivo e il dialogo profondo tra arte, cultura e tradizione. Il Leone d’Argento, destinato a un promettente giovane artista, è andato a Karimah Ashadu, le cui opere esplorano le dinamiche del lavoro e della migrazione con una sensibilità acuta. Infine, due menzioni speciali sono state assegnate a Samia Halaby, artista palestinese la cui carriera è un punto di riferimento per l’arte astratta, e a La Chola Poblete, artista argentina che affronta con coraggio questioni legate al post-colonialismo e all’identità queer.
86 le partecipazioni nazionali, di cui 30 nei padiglioni storici ai Giardini e 23 all’Arsenale (con l’Italia). 33 le partecipazioni nazionali nel centro storico di Venezia. Quest’anno, la Biennale ha accolto per la prima volta quattro nazioni: Benin, Etiopia, Tanzania e Timor Leste. Panama e Senegal hanno inoltre debuttato con padiglioni autonomi. Due i progetti speciali: il Padiglione Arti Applicate, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum di Londra, e la mostra di Nedda Guidi a Forte Marghera.
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