Contemporaneo nel Miglio d’oro: la Collezione Ernesto Esposito riapre Villa Campolieto

di - 11 Maggio 2021

La luce che si insinua dagli antichi finestroni nobiliari è vivace, fatta di spigoli e tagli ma anche di concavità e convessità, che impreziosiscono le opere di Dahn Vo, Candice Breitz, Satoshi Hirose, Gilbert&George, Carol Rama, Giulia Piscitelli, Jannis Kounellis, Damien Hirst, Thomas Ruff, tra gli altri. Ed è in questo ritmo articolato di materie e di atmosfere che si insinua un’aria frizzante e pastosa insieme, carica di un mare popolatissimo e della campagna fertile, cresciuta sui declivi del Vesuvio, come se la frenetica provincia vesuviana volesse trovare un attimo per respirare, per osservarsi. E, in effetti, Villa Campolieto, a Ercolano, lungo il miglio d’oro che va da Portici a Torre del Greco, è stata pensata in ogni minimo dettaglio, tanto estetico che funzionale, per rappresentare una sorta di buen retiro. Nei suoi disimpegni, nelle scalinate, nel porticato, si riconosce subito lo stile aulico e rococò di Luigi Vanvitelli, l’architetto dei Borbone, chiamato da Lucio di Sangro, duca di Casacalenda, a completare il progetto che era stato originariamente affidato a Mario Gioffredo. Oggi, in occasione dei suoi 50 anni e in vista di un ambizioso progetto di rivalutazione del suo patrimonio – 122 immobili monumentali settecenteschi compresi nel territorio dei Comuni di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco – la Fondazione Ente Ville Vesuviane riapre al pubblico Villa Campolieto, dando al mondo dell’arte di Napoli e dintorni un segnale “ufficiale” di ripartenza dopo un lungo, lunghissimo lockdown: a sostenere questo acuto, la Collezione Ernesto Esposito, che riallaccia i nodi con la grande eredità lasciata dal contemporaneo internazionale sul territorio, citando il caso di “Terrae Motus”.

Momenti dell’inaugurazione della Mostra “cosi fan tutti” in Villa Campolieto a Ercolano
ph Mario Laporta/KONTROLAB/Ufficio Stampa Fondazione Ente Ville Vesuviane

Nella villa vesuviana, infatti, nel 1984, Lucio Amelio portò le opere della collezione ideata per rispondere alla sciagura del terremoto del 1980 e, attualmente, conservata alla Reggia di Caserta, altro gioiello vanvitelliano. E fu proprio insieme all’iconico gallerista, protagonista di quegli anni intensi per la scena napoletana, carichi di promesse, aspettative e possibilità, che Ernesto Esposito iniziò la sua avventura nell’arte contemporanea, acquistando la Sedia elettrica, 1964, di Andy Warhol. Imprenditore e designer di calzature d’alta moda, con collaborazioni per stilisti e brand come Marc Jacobs, Karl Lagerfeld, Chloé e Louis Vuitton, Esposito ritorna quindi sulla scena di quell’epoca, portando 35 opere della sua collezione – che con 900 pezzi del XX e XXI secolo ha proporzioni veramente museali -, esposte in una piacevole mostra di ampio respiro, curata da Marianna Agliottone e ben allestita da Lucia Anna Iovieno, prodotta e promossa dall’Ente Ville Vesuviane, diretto da Roberto Chianese.

Alcuni momenti dell’inaugurazione della mostra “cosi fan tutti in Villa Campolieto a Ercolano
ph Sara Petrachi / KONTROLAB / Ufficio Stampa Fondazione Ville Vesuviane

L’esposizione, che scandisce gli spazi del primo piano della Villa, prende il titolo di “Così fan tutti”, citazione esplicita, anche se di “genere” diverso, del “Così fan tutte” di Mozart, un dramma giocoso, ambientato in una Napoli elegiaca, tra caffè e giardini sul mare. Si trattava, principalmente, di storie d’amore dolcemente complicate da gelose simmetrie: Soave sia il vento / tranquilla sia l’onda / ed ogni elemento / benigno risponda / ai nostri desir. E anche in questo caso, tra sculture, pitture, installazioni e video, incrociando temi, stili, backgorund, linee analitiche e tratti sintetici, figurazioni a astrazioni caratterizzanti gli ultimi decenni dell’arte, si tratta pur sempre di sentimenti e di sguardi che, si spera, potranno portare a un lieto fine. Anzi, a una energica ripresa, inevitabile pensarlo quando la scenografia è uno scorcio di mare compreso nella cornice di due colonne.

Il Ministro Bonetti all’inaugurazione della mostra “ cosi fan tutti” a Villa Campo Lieto ad Ercolano.
ph Mario Laporta/KONTROLAB

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Teatro

L’oracolo delle macchine: Twarkowski porta in scena Alan Turing e i fantasmi della tecnologia

Al Piccolo Teatro di Milano, Łukasz Twarkowski porta in scena Oracle, uno spettacolo visionario, che parte dalla biografia di Alan…

4 Giugno 2026 12:17
  • Arte contemporanea

Cecilia Alemani e la sfida asiatica: la curatrice italiana guiderà la Taipei Biennial 2027

Il Taipei Fine Arts Museum ha nominato Cecilia Alemani come curatrice della Taipei Biennial 2027, una delle più importanti manifestazioni…

4 Giugno 2026 11:11
  • Personaggi

È morta Marjane Satrapi: con Persepolis raccontò l’Iran al mondo

Si è spenta a Parigi, a 56 anni, Marjane Satrapi: fumettista, regista e illustratrice, autrice del celeberrimo Persepolis, ha raccontato…

4 Giugno 2026 10:43
  • Arte contemporanea

Torino renderà omaggio a Marisa Merz con una grande mostra in tre musei

Castello di Rivoli, Fondazione Merz e GAM uniscono le forze per una grande mostra diffusa dedicata a Marisa Merz, in…

4 Giugno 2026 9:48
  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15