MARTIN PARR, US OPEN, NEW YORK, USA, 2017
Spettacolo in campo ma anche fuori. Perché negli Stati Uniti sanno bene come ampliare l’offerta anche al di là delle linee di gioco. L’Armory Show, la storica esposizione di New York incentrata in particolare sull’arte statunitense, e la USTA – United States Tennis Association, che si occupa dell’organizzazione degli US Open, uno dei più importanti tornei di tennis al mondo, hanno annunciato una nuova partnership che farà felici tutti. Durante o giorni della competizione che attira appassionati da ogni parte del mondo, saranno allestite varie installazioni ambientali, proprio in prossimità degli iconici campi in cemento di Flushing Meadows, nel Queens. Possiamo immaginare che il dialogo tra i tifosi di Rafael Nadal e Serena Williams e il pubblico dell’arte contemporanea sarà scoppiettante, oltre che visivamente significativo. Insomma, materia per il grande fotografo Martin Parr, che proprio al tennis – o meglio – ai suoi spettatori, ha dedicato alcune delle sue serie più belle.
La partnership rientra nell’ambito di Armory Off-Site, programma che prevede la presentazione di opere d’arte nelle aree pubbliche della città, parallelo a quello dell’esposizione principale, che riunisce alcune delle gallerie più influenti al mondo e la cui prossima edizione si terrà dal 9 all’11 settembre al Jacob Javits Convention Center, a Manhattan, in concomitanza con la fase finale degli US Open. «Questa collaborazione porta un pezzo dell’Armory Show agli US Open e ai suoi visitatori, promettendo di avviare conversazioni importanti sui lavori dinamici in mostra», ha affermato Nicole Berry, Direttore esecutivo di The Armory Show. «Armory Off-Site agli US Open mette in evidenza come settembre sia un mese fondamentale per il pubblico internazionale che si trova a New York. Non vediamo l’ora di costruire su questa partnership per molti anni a venire, fornendo una piattaforma per gli artisti e una ricca esperienza per i visitatori degli US Open».
Prendendo spunto dalla campagna sociale “Be Open”, lanciata dall’USTA nel 2020, il programma d’arte contemporanea includerà opere di artisti di etnie o minoranze sottorappresentate, come il nigeriano Gerald Chukwuma, della Galleria Kristin Hjellegjerde, il messicano Jose Dávila, galleria Sean Kelly, oltre che di Luzene Hill, Myles Nurse e Carolyn Salas.
«Questo è un passo emozionante nella continua integrazione tra le arti agli US Open», ha affermato Nicole Kankam, amministratore delegato marketing dell’USTA. «La campagna Be Open è stata una piattaforma per il tennis e gli US Open per sostenere voci diverse e creative e una partnership con l’Armory Show, una delle istituzioni culturali più di lunga data di New York, amplierà solo il nostro impegno a rappresentare quei valori».
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