In occasione della settima edizione di StArt/Arte, dedicata al tema dell’Essenzialità, la Fondazione Garuzzo presenta Nessun Dorma, un intervento site specific di David Reimondo e Alessandro Sciaraffa. I due artisti dialogheranno con lo spazio del cortile interno della Scuola di Alto Perfezionamento Musicale realizzando un lavoro congiunto, un’installazione inedita prodotta ad hoc per la principale manifestazione culturale saluzzese.
Curata da Alessandro Carrer e Clemente Miccichè, l’installazione Nessun Dorma gioca con gli aspetti immateriali dell’arte, in una continua interazione tra sfera visiva e sonora, trasformando il cortile interno dell’APM, che già si presenta quale palcoscenico naturale, in uno spazio d’interazione con il pubblico e con la celebre scuola saluzzese. Il lavoro sarà il frutto di un meccanismo di contrasti, in cui stabilità e movimento, suono e luce, classicità e contemporaneità contribuiranno a coinvolgere il pubblico stimolando una riflessione su molteplici aspetti.
La ricerca di David Reimondo è incentrata sui temi dell’essere umano e del linguaggio, e nel corso degli anni ha ideato dei modelli formali per sviluppare nuovi codici e sistemi di comunicazione; il lavoro di Alessandro Sciaraffa si concentra invece sul suono e sulle molteplici relazioni tra materia, spazio e tempo, combinando installazione, scultura e performance.
Al centro del cortile è installata l’opera di Sciaraffa Per Sempre e Mai Più, una scultura generata attorno a una coppia di campane utilizzate da Puccini per la Turandot e la Tosca. Il pubblico avrà la possibilità di far risuonare questi straordinari strumenti, la cui voce si propagherà all’interno del cortile rievocando la storia che essi hanno incarnato, dalla vita di Puccini alla strage di Filettole dell’agosto del ‘44, e a cui si aggiunge il nuovo capitolo scritto dall’intervento dell’artista torinese. Le campane sono un tema ricorrente nella ricerca di Sciaraffa, presentato per la prima volta ad Artissima nel 2008 con un’opera monumentale costituita da lastre d’ottone percosse e suonate da un sistema robotico.
A terra e sulle facciate della scuola saluzzese si sviluppa invece il lavoro di Reimondo, che utilizza due differenti modalità di fruizione per comunicare attraverso linguaggi non convenzionali. Sulla superficie in ghiaia del cortile l’artista interverrà disegnando con dei ciottoli neri uno dei suoi simboli etimografici, risultato del tentativo di voler creare nuove relazioni tra significanti e significati, e immaginare un linguaggio che crei con la realtà esterna una connessione più diretta e autentica. Ad oggi Reimondo ha dato vita ad un nuovo e personale vocabolario visivo di segni che copre più di 400 significati diversi. Dalle finestre apparirà invece una sequenza luminosa in alfabeto morse, un codice ormai uscito dall’immaginario e dall’abitudine comune ma che risulta ancora utilizzato in alcuni ambiti specifici, come le comunicazioni aeree e navali. Nuovi linguaggi generano nuovi mondi, reciterà la serie in morse.’
L’installazione complessiva chiamerà le persone ad essere partecipi: il pubblico è invitato a esplorare e attraversare lo spazio, interagendo in prima persona con i lavori, mutando di continuo forma e contenuto delle opere. Si produrranno così reazioni differenti a seconda del momento della giornata e delle condizioni atmosferiche circostanti, poiché tanto la parte materiale quanto quella luminosa e sonora non potranno mai essere percepite allo stesso modo, esaltando così la natura processuale e performativa del lavoro, che proprio come l’opera pucciniana dà vita a un’esperienza diversa a ogni sua esecuzione.
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