Rizzuto Gallery di Palermo inaugura (8 Maggio 21) âFollaâ di Lucio Pozzi
ÂŤStufo della ripetizione mi distrassi tentando lâopposto su una grande tela bianca. Con un solo pennello la riempii con un formicolio di figure dipinte col solo colore nero, unâesperienza giĂ previamente avanzata con inchiostro su carta. Da allora ci ritorno molto spesso quando ne sento il bisogno o quando sorge lâoccasione. Inevitabilmente, dopo un poâ mi venne in mente di vedere cosa potesse succedere aggiungendo colore a
quel tipo di composizione e ne nacque il Color CrowdÂť.
Lucio Pozzi è artista italiano naturalizzato americano. Le due componenti continentali, quella europea e quella statunitense, esplodono in modo inequivocabile nei suoi ultimi color crowd. I fondi delle tele, tutte di medie e grandi dimensioni, vengono trattate pittoricamente in egual modo: lo comprendiamo dalle scolature di acrilico (diluito) che cadono composte senza scivolature verticali e dalle pozze acquose di colore che rimangono sulla superficie. Una pittura e una relazione col supporto che in partenza viene dunque non a trovarsi in una relazione âfaccia a facciaâ con lâautore, ma un iniziale rapporto
di subalternitĂ , moto istintuale e gestuale (che non può non ricordarci Pollock). Solo in un secondo momento le tele vengono alzate e poste verticalmente alla vista del pittore. Di seguito vengono disegnate le forme e colorate, quasi in attivitĂ ludica: âe vivo nel dubbio assoluto perchĂŠ non so mai come va a finireâ, come rilascia detto Pozzi stesso.
Certamente ispirato e condizionato dallâespressionismo astratto (pensiamo a Sam Francis, Barnett Newman e Mark Tobey), questi color crowd rintracciano, come fossero compressi sia pittoricamente nella stesura coloristica sia spazialmente nella disposizione delle forme, un assemblaggio di conformazioni, strutture, temi, colori delle avanguardie storiche di matrice europea. Dal cubismo alla metafisica al futurismo, molto ci parla di una commistione tra correnti di continenti ed epoche diverse che non stride, ma che esalta la
propria potenzialitĂ nel suo farsi mixaggio di storicitĂ diverse, intenzionalitĂ differenti: europea dellâinizio â900, americana della metĂ del â900.
ÂŤMolti di questi quadri sono divisi da linee separatrici alle quali le immagini dei campi che esse separano non si incontrano con precisioneÂť. Queste spazialitĂ divise e reincollate somigliano a certe opere dello stesso Pozzi, come i photocollage degli anni â70, in una continuitĂ quantomeno ideale del suo lavoro nel tempo che scorre. Dunque una coerenza interna dellâartista con se stesso e con il suo lavoro. Continui riferimenti del suo percorso possono essere ritrovati negli attuali color crowd, in una sovrapposizione di storia personale e Storia: dando vita ad opere stratificate tanto nella stesura e nella scelta del colore quanto nella composizione e nella selezione degli accostamenti. Spigolature si accostano a forme morbide, colori caldi e freddi si giustappongono in spatolature di varia dimensione. Il piano superficiale si rompe continuamente per riassemblarsi senza combaciare, linea di matita in evidenza.
Pozzi usa il colore in sperimentazioni continue: ricordiamo i quadri storici monocromi di levelgroup, le texturepaintings, flowerpaintings, gli scatter paintings e appunto i crowd. Ed ancora e ancora. Il suo non è un ritorno alla pittura e alla forma, ma un non abbandonare mai il pensiero del mezzo pittorico come espressione, anche in tempi in cui lâarte concettuale eliminava il piĂš classico dei supporti mercificati: appunto, il quadro. Un quadro che è in continuo movimento, in continuo divenire nel tempo e nel supporto.
La mostra è visitabile fino al 19 Giugno 2021.
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