Panoramica della mostra alla Baert Gallery di Los Angeles. Photo Joshua White
AffinitĂ , etica dellâecologia e âfare parentelaâ sono alcuni dei temi sviluppati nella personale losangelina di Ludovica Gioscia âArturo and The Verticalâ Sea alla Baert Gallery.
Una parte della mostra si ispira al libro culto della teorica femminista Donna J. Haraway. Nel 2016 quando uscĂŹ Staying with the Trouble: Making Kin in the Chthulucene riconfermò il suo talento nellâessere (Cyborg Manifesto è il suo capolavoro) una pensatrice audace e visionaria capace di assemblare magistralmente atti scientifici, fantascienza, femminismo speculativo e fabulazione speculativa con un serrato attivismo; sostenendo lâurgenza del cambiamento climatico con una visione non antropocentrica nella quale lâarte e la scienza collimano.
Le arti delle fibre ritornano ripetutamente nel libro: dal progetto della barriera corallina realizzato con lâuncinetto; alla tessitura Navajo antica e contemporanea, alla culla del gatto.
Ed è qui che si incontra lâarte delle fibre con la parentela con altre specie; e il legame con la mostra della Gioscia nella quale è il gatto Arturo lâincontrastato protagonista, compagno di pensiero ed artefice dâispirazione. Il loro legame collima nellâaffetto, la gioia che trasforma i gesti, i rituali in elementi di produzione artistica.
Il corpo estetico della mostra fluttua sospeso snodandosi su tre grandi strutture di legno nelle quali prende forma il dialogo tra i tanti lavori che si intrecciano in diverse textures e materiali con una serie di assemblaggi ecologici. In questa wunderkammer coesistono le armoniose composizioni delle ceramiche devozionali, con gli elaborati lavori in tessuto che rappresentano delle tenerezze inter-specie, le vestaglie talismaniche, con le carte da parati dipinte a mano e gli acquarelli che simbolizzano gli scambi telepatici avvenuti con Arturo.
Esplora la tensione tra la materialitĂ domestica da un lato e unâaffinitĂ elettiva nella quale lâartista realizza delle cartapeste nelle quali si fondono le procedure della medicina vibrazionale con le infusioni; considerando la forza vitale intrinseca dellâoggetto dâarte da un punto di vista definito da una sorta di concettualismo nascosto.
Le sculture in ceramica mettono alla prova i limiti della mutevolezza di quel mezzo in termini sia fisici che formali, assumono forme tradizionali e surreali, animali di un culto pagano che emanano un calore animato che parla alla tattilitĂ trascendentale del mondo naturale. Nel loro insieme, le opere in mostra esistono nellâincrocio tra il simbolismo e la materialitĂ viscerale inerente allâarte.
Si intravede negli elementi scelti, soprattutto nel ripetersi dellâuso del portale, come la ricerca e il modus operandi sia quello intrapreso giĂ dal 2017; nel quale lâInfinite Present diventa una porta della percezione nella quale collimano incroci magici e rimandi dettati da visioni temporali diverse; la cui rivoluzione digitale sagoma una diversa prospettiva nella quale lo spazio e il tempo hanno preso nuove forme.
Non mancano le influenze rielaborate dallâenorme bagaglio sviluppato dal design Ettore Sottsass; ad esempio per lâiconico ed evocativo specchio/lampada Ultrafragola; che lei trasforma nel famigerato portale.
Lâinsieme della mostra dirama un senso evocativo nel quale tutto si fonde, anche nei minimi dettagli, i talismani, i colori ed i disegni/sketches diventano presenze dei sogni che ci giungono dalla psicologia analitica e i suoi archetipi fusi allâanimismo.
Sarebbe una mostra da non perdere quella dellâartista romana di adozione londinese, visti i tempi nei quali non è possibile viaggiare, ma rimane doveroso potersi documentare catapultandosi in una sorta di nuovo cosmo nel quale si può trascendere dalla cupa realtĂ . Fino al 13 febbraio il gatto Arturo ci guiderĂ in quel mare verticale del Pacifico.
Accompagna la mostra un libro dâartista con un testo di Marina Dacci.
Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica dâautore. Tra…
Aperto lâavviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo dâArte Orientale e di Palazzo Madama: lâincarico avrĂ decorrenza…
Klaus Rinke è morto allâetĂ di 86 anni. Figura centrale della Scuola di DĂźsseldorf, ha costruito una ricerca rigorosa sul…
SarĂ Lanza Atelier, giovane studio di base a CittĂ del Messico, a realizzare il progetto del Serpentin Pavilion 2026 a…
Promossa dalla Croce Rossa di Bologna, una mostra mette in relazione lâarte contemporanea di Simona Gabriella Bonetti con le decorazioni…
Il designer bolognese Giancarlo Piretti si è spento ieri, allâetĂ di 85 anni. Con lui scompare anche una delle voci…