Marlene Dumas. LIAISONS au musée du Louvre. 2025 © Musée du Louvre - Nicolas Bousser
Il Louvre amplia il suo orizzonte contemporaneo: Marlene Dumas è entrata a far parte della collezione permanente del museo con una commissione site specific intitolata Liaisons, composta da nove dipinti concepiti appositamente per l’atrio della Porte des Lions, all’ingresso della Galerie des Cinq Continents e del Dipartimento dei Dipinti. La scelta del museo è storica: Dumas è infatti la prima donna artista contemporanea a entrare nelle collezioni permanenti del Louvre con un’opera originale commissionata per uno spazio interno.
La notizia arriva pochi mesi dopo un altro record segnato da Dumas a maggio di quest’anno, quando è diventata l’artista donna vivente più costosa sul mercato, grazie alla vendita del dipinto Miss January per $ 11,5 milioni (13,6 milioni con i diritti) da Christie’s New York.
Non c’è dubbio: entrambi gli eventi confermano il peso e l’influenza della sua pittura, incentrata sul corpo, sul ritratto e sulla memoria collettiva. Laurence des Cars – che a sua volta è stata la prima direttrice del Louvre, nominata nel 2021 – ha infatti dichiarato che «Marlene Dumas è una delle grandi pittrici del nostro tempo. Per questa entrata alla Porte des Lions, che collega i continenti e i dipartimenti, è stata la scelta evidente».
L’opera Liaisons trova il suo posto sul grande muro che un tempo accoglieva rilievi in marmo: nei dipinti di Dumas emergono volti sospesi, tratti dalla stessa biografia dell’artista e da questioni globali, fra astrazione e figurazione. Come l’artista stessa spiega: «I miei volti sono un mescolarsi di passato e presente…Non riesco a dipingere direttamente i genocidi in corso ai nostri tempi, ma le loro ombre hanno segnato i sentimenti con cui questi volti sono stati creati».
Situata in un punto di grande visibilità del museo, l’opera crea un dialogo diretto con la tradizione pittorica che il Louvre incarna da secoli, proponendo al contempo una penetrazione contemporanea: una pittura che indaga vulnerabilità, identità e ambiguità.
Nata in Sudafrica nel 1953 e stabilitasi in Olanda, Marlene Dumas ha costruito negli anni una pratica pittorica incentrata sul corpo, sul ritratto e sulle ferite della storia personale e collettiva. Le sue opere sono oggi conservate in importanti istituzioni internazionali e la sua voce è considerata fra le più rilevanti del panorama artistico contemporaneo.
Questa acquisizione segna un doppio salto: da un lato, un’istituzione storica come il Louvre riconosce un’artista vivente donna fra le sue pertinenze, rompendo una tradizione incentrata su maestri maschili e del passato. Dall’altro, Dumas porta la pittura figurativa contemporanea nel cuore di un museo che per lungo tempo ha privilegiato la storia dell’arte antica e classica.
La seconda edizione della Biennale maltese, dal titolo CLEAN / CLEAR / CUT, interroga il presente alla ricerca di nuove…
Corpi che deflagrano, fiori che invadono: al SAC di Robecchetto con Induno due ricerche artistiche si misurano con il tema…
Aperta la call per la 21ma edizione di Arte Laguna Prize: in palio una mostra all’Arsenale di Venezia, residenze artistiche…
Le industrie creative di Shanghai hanno generato oltre 2 trilioni di yuan nel 2025. Adesso, oltre 500 brand da 20…
La Biennale di Venezia presenta il nuovo il Padiglione Centrale ai Giardini, riqualificato da un progetto architettonico firmato Labics e…
Il documentario di Matteo Parisini mette in dialogo Mimmo e Francesco Jodice: un confronto tra padre e figlio sul filo…