Maurizio Cattelan vince il premio Marmorac a Verona. Ma a ritirarlo ci manda la sua testa robotica

di - 26 Settembre 2025

A Verona, durante la cerimonia di consegna del Marmomac Best Communicator Award, premio conferito nell’ambito dell’omonima fiera dedeicata al marmo e alla pietra naturale, al posto di Maurizio Cattelan si è presentata la sua testa. Scolpita in marmo di Carrara per l’occasione da Litix, azienda di robotica applicata alla scultura, la scultura-ritratto arriva insieme a un time-lapse della lavorazione e a un messaggio vocale dell’artista da New York, che suona come un’ulteriore performance in absentia: «Non potendo essere lì di persona, ho deciso di mandare la mia testa scolpita da un robot. Mi sembra il modo più comodo di essere presente, senza rischiare di fare un discorso troppo lungo».

A motivare il riconoscimento, la giuria composta da Silvia Nani, Manuela Mimosa Ravasio, Alessandro Mauro Rossi e Aurelio Chinellato: «Le sue opere rappresentano non solo un momento di riflessione sulla ciclicità della vita e della storia, sulle trasformazioni dell’individuo e della società, ma sono frutto di una straordinaria sinergia tra intuizione artistica e tecnologia robotica avanzata, capace di suscitare un forte impatto comunicativo e simbolico».

D’altra parte, il marmo di Carrara è un materiale tradizionalmente nobile e che l’artista usa da anni per tradurre in solido i suoi gesti più irriverenti, dallo sberleffo di LOVE in piazza degli Affari di Milano, alle sculture “da pavimento” viste a Panorama Italics Pozzuoli, fino all’aquila schiantata esposta in occasione della sua recente mostra a Bergamo.

MAURIZIO CATTELAN, Bones

La “testa parlante” di Verona mette in corto circuito presenza, immagine e tecnologia: un doppio dell’autore e d’autore, prodotto in tempi record dalla robotica, che trasforma il ritiro del premio in un dispositivo concettuale sulla delega e sulla rappresentazione. Il materiale lapideo, simbolo di potere per eccellenza, diventa, nelle mani (e nei bot) dell’artista, un antidoto al virtuosismo fine a se stesso: il marmo resta monumentale ma l’idea spiazza. E riesce a trovare sempre ampi canali di comunicazione attraverso cui diffondersi.

«Sono sinceramente lusingato. Non potendo essere lì di persona, ho deciso di mandare la mia testa scolpita da un robot», dice Cattelan – o magari un bot con la sua voce – nel video. «Mi sembra il modo più comodo per essere presente senza fare un discorso troppo lungo. Ringrazio la giuria, il pubblico…e anche il robot che in questo momento mi sta letteralmente dando forma. Spero che questa testa trovi un bel posto in fiera, magari vicino al bar, così potete parlare direttamente con lei se avete domande. Io, intanto, mi prendo il merito».

Insomma, se Cattelan non c’è, la sua testa si fa sentire eccome: il marmo parla come se fosse uscita da un sogno di Michelangelo, la tecnologia mette in scena il paradosso, l’opera buca il cerimoniale.

Oltre a Cattelan, una menzione speciale ha celebrato Yuri Ancarani per Il Capo (2010), cortometraggio girato nelle cave di Gemeg e presentato alla 67ma Mostra del Cinema di Venezia, proiettato quotidianamente a Marmomac 2025: «Sono convinto che l’arte resti il linguaggio più avanzato della comunicazione. Sono quindi ancora più orgoglioso di questa menzione, che – insieme alla proiezione del mio cortometraggio in tutti i giorni della manifestazione – ha davvero celebrato il senso del lavoro che tutti noi portiamo avanti», ha commentato Ancarani.

Yuri Ancarani, Il Capo, 2010, Still da video. Courtesy Studio Ancarani, ZERO…, Isabella Bortolozzi Galerie

Nella nuova sezione del premio dedicata a figure della cultura, riconoscimenti anche all’architetto Hannes Peer per l’installazione Crash (Salone del Mobile 2025) e a Paolo Stella, lifestyle influencer e direttore creativo di @suonarestella. Per la sezione Exhibitors, la giuria ha premiato I Conci (Pietra Naturale), DDchem (Tecnologia) e Verzu (Visioni). La menzione speciale IUSVE dell’Istituto Universitario Salesiano di Venezia è andata a Furrer.

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