01. Cezary Poniatowski, Derealization, 2020. Courtesy Galeria Stereo
In occasione dell’edizione 2021 della Milano Art Week, in concomitanza con l’uscita di una mappa che segnala eventi, inaugurazioni e progetti legati al mondo dell’arte e di una serie di approfondimenti legati alle realtà no profit e agli spazi emergenti della città di Milano con il progetto Hybrida, Untitled Association è lieta di lanciare un’edizione speciale di Milano Art to Date che fornisca a professionisti del settore, appassionati d’arte e non solo qualche spunto per un itinerario con le iniziative da non perdere.
Qui potete trovare le altre tappe.
Il quarto appuntamento con i circuiti one day parte oggi dal quartiere Ticinese: dopo una piccola sosta in Piazza Sant’Eustorgio, superando l’arco di Porta Ticinese e costeggiando la darsena del Naviglio, si conclude il tragitto nel quartiere di Porta Genova.
Nella cornice medievale della Basilica di San Celso, in Corso Italia 37, sarà possibile visitare, fino al 19 settembre, la prima personale in Italia dell’artista polacco Cezary Poniatowski, dal titolo “Relief”. Realizzata con il supporto dell’Adam Mickiwicz Institute e LAQ – lartquotidien, accompagnata da un testo critico di Jagna Lewandowska, curatrice del Museo d’Arte Moderna di Varsavia, la mostra presenta una serie di opere inedite e site-specific concepite a partire dal recupero di tappeti di epoca sovietica: le grosse cuciture visibili sulla superficie fanno acquisire al materiale tessile una consistenza volumetrica e scultorea in grado di relazionarsi con i rilievi architettonici della Basilica, innescando così un dialogo aperto tra antico e contemporaneo.
Per la seconda tappa, non può di certo mancare una visita al Museo Diocesano Carlo Maria Martini e al complesso dei Chiostri di Sant’Eustorgio, nell’omonima piazza, dove sono attualmente allestite due mostre. La prima, “L’invenzione della felicità”, curata da Denis Forti, è la retrospettiva dedicata alla carriera di Jacques Henri Lartigue, fotografo amatoriale e poi professionista, che con i suoi scatti ha offerto una straordinaria visione del Novecento. La mostra racconta, passo dopo passo, la lunga e inusuale carriera del fotografo francese, descrivendone con particolare attenzione gli avvenimenti decisivi che hanno portato alla sua riscoperta e al suo effettivo riconoscimento nel campo della fotografia, a partire dagli anni Sessanta.
La seconda è la personale di Alessandro Pessoli, dal titolo “Testa cristiana”, diffusa nel complesso dei Chiostri e progettata attraverso un percorso espositivo in cui le opere entrano in connessione con il contesto che le ospita. La mostra, curata da Eva Fabbris, raccoglie una quindicina di lavori, alcuni dei quali concepiti ad hoc: pittura, scultura e ceramica testimoniano la versatilità della produzione di Pessoli, un’occasione per l’artista di confrontarsi con un luogo carico di storia, ricorrendo a personaggi e a iconografie classiche ricostruite in una dimensione onirica e a tratti grottesca.
Meta finale di questo percorso è la Fondazione Arnaldo Pomodoro, in via Vigevano 9, con la mostra “Rosa in mano”, secondo appuntamento del ciclo Project Room curato da Eva Fabbris. Due giovani artiste, Nevine Mahmoud e Margherita Raso, portavoci delle più recenti tendenze artistiche contemporanee e internazionali, presentano i loro lavori esposti insieme per celebrare la sensualità e la vitalità del corpo, accompagnati dall’intervento di Derek MF Di Fabio, interlocutore con cui le artiste si confrontano.
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