Romeo Castellucci, Milano, filmato da Yuri Ancanari, musiche di Scott Gibbons, La Triennale, FOG2022, 2022. Photo credits Alex Majoli
In occasione dellâedizione 2022 della Milano Art Week, settimana densa di eventi, inaugurazioni e progetti legati al mondo dellâarte, questa edizione speciale di Milano Art to Date, pensata da Untitled Association, intende suggerire a professionisti del settore, appassionati dâarte e non solo, una proposta di itinerario con le iniziative da non perdere (qui le altre tappe).
Come prima tappa di questo ottavo e ultimo itinerario, vi proponiamo una mattinata allâinterno del Museo della Scienza e Tecnologia in zona San Vittore (M2/S. Ambrogio) per assistere, a partire dalle 11:30, al primo dei tre simposi Ti Guarderò Bruciare, appartenenti al progetto di ricerca Arte&Scienza di Federica Di Carlo, vincitore della decima edizione dellâItalian Council. Esperimento per un dialogo #atto1, è il primo di tre appuntamenti in cui lâartista racconterĂ le fasi dellâesperimento e gli sviluppi del progetto insieme alla curatrice Giuliana Benassi, allâastrofisico Domenico Bonaccini Calia e a Marco Faccini.
Rimaniamo in zona e muoviamoci a piedi verso lâArchivio Atelier Pharaildis Van den Broeck, in Via Bragadino. Oggi è lâultimo giorno per visitare PROJECT ROOM #6, una serie di interventi realizzati da Claudia Losi, insieme a Emiliano Biondelli, incentrati sul concetto di bandiera, elemento plastico mutevole e permeabile nello spazio, una vela che proietta il visitatore delicatamente nel mondo intimo dellâArchivio Atelier.
Spostandoci dalla zona di San Vittore, in metropolitana raggiungiamo il Cimitero Monumentale di Milano (M5/Monumentale), per una speciale visita allâinterno del Tempio Crematorio, dove è stata allestita Lullaby: unâopera installativa che Maurizio Cattelan ha donato alla cittĂ di Milano, in particolare al suo Museo del Novecento. Al centro della Sala del Tempio, due grossi pallet carichi di 40 grandi sacchi di plastica pieni di detriti e macerie provenienti dalle esplosioni collegate con gli attentati di mafia del 1993 a Milano.
Dal Cimitero Monumentale ci spostiamo verso la zona Loreto (M2/Loreto), non lontano dalla galleria di Massimo De Carlo, che presenta You, una nuova mostra di Maurizio Catteln inaugurata al principio di questa Art Week. Siamo però diretti verso Piazza Aspromonte, per visitare la nuova sede dellâ.
In occasione della sua apertura al pubblico, a centâanni dalla nascita dellâartista, lâArchivio presenta Emilio Scanavino. This is Tomorrow, a cura di Marco Scotini. Attraverso una sessantina di opere di diversi materiali e formati prodotti tra lâinizio degli Anni Cinquanta e la fine degli Anni Sessanta, la mostra fornisce unâoccasione per approfondire il lavoro dellâartista e, in particolare, il suo rapporto con la ceramica, spesso ingiustamente trascurato, inglobato nella sua produzione scultorea.
Abbiamo ancora un poâ di tempo prima della conclusione di questâultimo itinerario. Lo sfruttiamo per andare alla ricerca dei celebri grandi nidi che Tadashi Kawamata ha posto su alcuni edifici del Centro cittadino. In via Monte di PietĂ (M3/Montenapoleone), presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo, il Grand Hotel et de Milan, oltre che sulla facciata del palazzo che ospita la galleria Building, dove è anche possibile visitare la sua ultima personale a cura di Antonella Soldaini (Tadashi Kawamata. Nests in Milan). In via Brera, a Palazzo di Brera nel Cortile della Magnolia e infine allâingresso del nuovissimo ADI Design Museum in Piazza del Compasso dâoro (M2/Moscova; M5/Cenisio).
Ultima tappa di questo ultimo circuito, a conclusione anche di questa edizione della Milano Art Week 2022, ritorniamo per la terza volta alla Triennale, al Parco Sempione (M1/Cadorna), dove vi proponiamo, in prima assoluta, la proiezione del film Milano di Romeo Castellucci, filmato da Yuri Ancarani, alle ore 19:30, nellâambito di FOG Triennale Milano Performing Arts, il festival dedicato alle piĂš interessanti proposte nellâambito delle arti performative. Lâopera filmica in bianco e nero vede, nel susseguirsi delle inquadrature, cento scheletri che marciano per le strade di Milano in una notte di novembre. Lâeloquenza muta del loro passaggio esprime ciò che non possono piĂš dire. Hanno camminato per unâora, percorrendo le piazze, i luoghi monumentali, i sagrati delle chiese. Gli scheletri non rivendicano nulla, se non il diritto di camminare ancora su queste strade e di ritornare in mezzo alle loro case. Il silenzio della marcia viene magistralmente interpretato dalle musiche di Scott Gibbons.
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