Marco Altavilla e Paola Guadagnino, galleria T293 Napoli credits Ernesto Franco
A seguito di una malattia è morto Marco Altavilla, curatore indipendente, critico e contributor per exibart durante i primi anni Duemila. Dopo l’iniziale formazione bolognese, è stato gallerista di T293 spazio dinamico di ricerca e sperimentazione nato inizialmente in un palazzo storico del centro di Napoli, in via Tribunali 293. Diventata quest’ultima galleria d’arte commerciale nel 2006, Marco Altavilla ha guidato la programmazione artistica di T293 assieme a Paola Guadagnino, compagna nella professione e nella vita. La galleria si sposta a Roma nel 2010 in uno spazio ricavato da una antica bottega del metallo, a Trastevere, dove prosegue l’evoluzione di una attività artistica di sperimentazione culturale. Una ricerca portata avanti con <<instancabile dedizione nell’individuare ciò che di nuovo e di unico rappresenta la complessità del panorama dell’arte contemporanea>> che ha permesso alla galleria di ospitare le mostre d’esordio di artisti cresciuti nel tempo fino ad acquisire una rilevanza internazionale. Tra questi Claire Fontaine, David Maljković, Isabella Ducrot, James Beckett, Lorenzo Vitturi e Patrizio Di Massimo. Quella di Marco Altavilla è stato un percorso articolato a 360 gradi, in cui l’attività critica si è fusa al gusto della scoperta e della volontà di approfondimento attraverso diverse progetti e pubblicazioni, strumento catalizzatore per <<lo sviluppo di nuovi modi di vedere e contestualizzare l’arte contemporanea>>.
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