Nicolas Party incanta Lugano, al MASI

di - 30 Giugno 2021

“Rovine”, la prima retrospettiva di Nicolas Party, è in mostra al MASI di Lugano fino al 9 gennaio 2022.
L’artista riflette sul suo passato e si mette all’opera con questo ambizioso progetto espositivo in cinque ambienti distinti dedicati ai temi cardine della sua carriera.

Installation view della mostra al piano interrato del MASI di Lugano. ph. Annik Wetter.

Rovine, la prima retrospettiva di Nicolas Party

Il piano interrato del MASI di Lugano ospita l’universo straniante di Nicolas Party, accompagnato da un ambiente creato ad hoc per l’occasione.
La retrospettiva infatti include anche quattro dipinti murali a pastello ispirati alle opere di Arnold Böcklin.
Böcklin, pittore svizzero simbolista, si concentrava su scenari monocromi e decadenti e così anche Party – al lavoro fino a pochi giorni prima dell’apertura al pubblico – mette in relazione il tripudio cromatico con questa riflessione.

Nicolas Party al lavoro per Rovine, la sua prima retrospettiva © MASI Lugano

Gli spazi, realizzati in collaborazione con Sarah Margnetti, si trasformano grazie ai colori forti e alle decorazioni trompe l’oeil che imitano marmi policromi. Party, in questo modo, mette letteralmente in scena le sue opere – creandosi lo spazio adeguato per interpretare e reinterpretare il suo passato.

Nicolas Party al lavoro per Rovine © MASI Lugano

Il nome della retrospettiva, Rovine, ha preso vita circa a metà della preparazione di questa esposizione. Le Rovine di Party sono le rovine di un momento storico che apre alla possibilità di un nuovo inizio per tutti. Il museo stesso è costruito su rovine, e l’hotel adiacente sorge dove un tempo vi era un convento. Nel periodo di ideazione del progetto un altro luogo di interesse nella città di Lugano è stato demolito creando non poche polemiche sul piano politico cantonale.

L’immaginario di Party

L’immaginazione di Party, nel corso degli anni, ha sperimentato campiture di colore circoscritte e contrastanti nelle sue nature morte, nei suoi intensissimi ritratti ma anche nei paesaggi fiabeschi.

Nicolas Party, Sunrise, 2018. Courtesy l’artista e Xavier Hufkens, ph. Isabelle Arthuis.

Due delle sculture dipinte invitano lo spettatore dentro al mondo dell’artista che mira a elaborare un linguaggio universale e fuori dal tempo. Proprio questo aspetto rende Party davvero diverso nel suo esplorare la storia dell’arte.
Il ripercorrere il suo percorso come artista – a detta di Party – può essere positivo o negativo. Per lui, è semplicemente un modo per capire in che modo stanno invecchiando i lavori nel suo cuore.
Il suo inserirsi nel museo per aggiungere un ultimo tocco al percorso dei suoi ultimi 10 anni rende questa retrospettiva ancora più speciale lasciando spazio ai prossimi traguardi della sua carriera.

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