Ombre di luce. A Roma l’installazione di Simone Lingua per la Lanterna di Fuksas

di - 5 Novembre 2022

Il 4 novembre a Roma, all’interno de La Lanterna, architettura creata da Massimiliano e Doriana Fuksas, è stato presentata l’installazione di Simone Lingua, Ombre di luce. Un’installazione site-specific, curata da Tiziana Tommei e promossa da Domus Art Gallery Athens, costituita da un’ossatura metallica costellata di superfici specchiate, che abita lo spazio creando un percorso tra le opere cinetiche dell’artista, in cui architettura e arte si incontrano.

Sotto la volta di copertura della terrazza panoramica e al punto più alto dove affiora La Lanterna, struttura che attraversa i quattro livelli del palazzo dell’ex Unione Militare, in via Tomacelli, Simone Lingua ha dato vita ad un disegno che rievoca linee, luci e ombre, muovendo dall’osservazione degli sviluppi e delle proiezioni del tessuto architettonico.

Un intervento, questo, che segue il solco tracciato negli anni dal creativo in ordine al rapporto tra arte e contesto, sia urbanistico che architettonico, quale terreno costante di riflessione, ricerca e sperimentazione.

In mostra lavori compresi tra il 2015 e il 2020, realizzati in plexiglass e acciaio supermirror, due materiali che potenziano il dialogo con gli elementi dell’architettura, in una dinamica di rimandi che sottende una concezione univoca dell’espressione creativa. Un’incredibile esperienza immersiva, nella quale, la proiezione di luci e suoni anima la relazione tra installazione, contesto e opere esposte. Quest’ultime prendono vita grazie al movimento e allo sguardo dello spettatore, che assume un ruolo attivo sia sul piano cognitivo sia con un profondo coinvolgimento in chiave percettiva. Il progetto segue uno sviluppo che prende origine dal cuore della Lanterna per diffondersi nell’ambiente in forma di isole: ciascuna di esse accoglie opere selezionate, che appaiono in continua mutazione, nella forma e nel colore, fino a suggerire la percezione illusoria di un moto continuo e reale. Lo spazio dell’arte, dunque, compenetra lo spazio dell’architettura determinando una dimensione parallela che trae origine, ispirazione e fisionomia dalle preesistenze, pervase e tuttavia mai ridefinite.

Simone Lingua

Nasce a Cuneo nel 1981. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze e i suoi esordi sono legati alla pittura. I primi studi relativi all’arte cinetica risalgono al 2010, in un periodo significativo di collaborazione con lo Studio dell’Architetto Roberto Baciocchi, espresso nella progettazione delle facciate di Prada a Las Vegas, Shanghai e Sydney. La carriera espositiva dell’artista inizia nel 2016, in Italia e all’estero. Nel 2018, firma il progetto Ninfea, un’installazione temporanea realizzata per la Vasca della Piazza delle Sorgente del borgo termale di Bagno Vignoni. Nello stesso anno avvia Contemporary Illusions, sperimentazioni basate su di un concept di installazione artistica che vede l’uso di specchi applicati a monumenti e edifici storici. Nel 2021 firma la collaborazione con Bvlgari per Expo 2020 a Dubai, ideando in esclusiva per la Maison l’opera Sotiria: installazione cinetica e site-specificdi 150 mq, destinata alla sezione centrale del Padiglione Italia e ispirata al tema Beauty Connects People. Il 2022 si apre con l’installazione di due sculto-installazioni per fontane, Sphera 9.0 e Sphera 7.0, create per la città di Gaeta; nel luglio dello stesso anno realizza Nuance, disegno progettuale parte di Contemporary Illusions, destinato alla ciminiera del complesso industriale Ex AVIR a Gaeta. Dal ‘98, l’artista vive in Toscana. Dal 2017 il suo lavoro è curato da Tiziana Tommei.

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