Alessio Barchitta, OSANNA(!)
Reduci da un lungo periodo di stasi che sembra non raggiungere mai il suo termine, travolti da una routine quotidiana che ci ingloba ogni giorno di piĂš nel nostro angolo di mondo, possiamo delineare nella riflessione proposta da spazioSERRA una serie di concetti alternativi a quello di permanenza e immobilitĂ . venerazioneMUTANTE, infatti, nella sua ricerca artistica, considera non unâopera ma la sua mutazione. Lâintento, quindi, è quello di andare contro unâidea di stasi e permanenza, a cui si legano inevitabilmente i principi di conservazione e restauro, come quelli di immagine e icona.
Lâobiettivo è quello di ospitare una serie di opere che si relazionino con lo spazio espositivo e che siano in grado di trasformarsi lungo il periodo della loro presenza. Opere che siano in grado di mettersi in discussione e ricrearsi giornalmente in unâottica di mutazione che risponda alle varie tecnologie delle diverse ricerche artistiche. Ideologia che, peraltro, si lega perfettamente alla struttura di spazioSERRA: pianta ottagonale, completamente circondato da vetrate, si presenta come uno spazio che conserva nella sua essenza la possibilitĂ di una visibilitĂ e fruizione continua. Inoltre, trovandosi allâinterno della Stazione Ferroviaria di Lancetti, il pubblico con cui si relaziona non solo non è di esperti del settore ma è anche vario e di passaggio. La mutazione che propone spazioSERRA implica quindi una fruizione diversificata e rinnovata ogni giorno facendo quasi da eco alla frenesia e fermento della stazione.
OSANNA (!) di Alessio Barchitta incarna perfettamente lâidea del progetto. Lâinstallazione site specific, infatti, si genera, evolve e trasforma in altro scandita da azioni che vengono ripetute creando un cambiamento non controllato e non prevedibile. Il tempo è alla base della ricerca artistica di Barchitta, lâartista si definisce come ossessionato dallo scorrere del tempo, descritto come qualcosa che lo entusiasma e al tempo stesso rende inquieto. La collaborazione con spazioSERRA è stata lâoccasione di elaborare unâopera che metta in scena la disfatta dellâartista stesso, la sua impossibilitĂ di poter catturare il tempo e di poterlo fermare. Barchitta, infatti, lascia posto alla macchina, la sua mano si fa da parte scegliendo di presentare lâidea piuttosto che rappresentarla. OSANNA (!) si definisce quindi come un live show, con lâintento di superare la messa in scena di allestimenti eccezionali i cui contenuti però sono vacui e inconsistenti.
Lâintervento di Alessio Barchitta a spazioSERRA si costituisce in un motivo geometrico disegnato sul pavimento le cui linee sono state tracciate spargendo del sale colorato di blu e bianco. Al centro compare la scritta âvorrei ci fosse una frase ad effetto, ma non ne valeva la pena, è giĂ altroâ. Espressione che risuona un poâ come una formula magica, custodendo in sĂŠ lo spirito di trasformazione continua. Allâimprovviso, lâavvio della macchina, un dispositivo progettato dallâartista stesso, e camuffato con delle foglie di palma blu, provocherĂ la trasformazione dellâopera stessa. Lâinstallazione subirĂ unâinterferenza, una modifica che distruggerĂ totalmente o in parte il disegno geometrico e la scritta.
Lâintervento si trasforma in una sorta di liturgia, da qui il titolo, in cui lo spazio ricade in una dimensione solenne. Lo show diviene un evento sacro, in cui la mano dellâartista non esiste piĂš: ogni cosa avviene e si realizza da sĂŠ. Barchitta riesce a mettere in discussione non solo lâidea di tempo ma anche lâimmagine di se come artista, trasformandosi in tecnico e semplice esecutore. Gli spettatori a loro volta si trasformano in un pubblico di fedeli, partecipando alla trasformazione dellâopera e assistendo alla sua continua mutazione. Opera, spazio espositivo e pubblico sembrano intrecciarsi in un vortice senza fine completandosi in una rincorsa contro il tempo.
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