Allison Katz, Pompeii Circumstance: Posters 1-7, Digital Fellowship 03, Pompeii Commitment 2023
Stratificazione, interdisciplinarietà, multispecismo, sono termini urgenti della contemporaneità ma possono emergere anche dallo scavo – non solo in senso metaforico ma anche letteralmente – di un passato remoto. Intorno a questi nuclei concettuali e metodologici si sviluppa infatti Pompeii Commitment, il primo programma d’arte contemporanea a lungo termine istituito dal Parco Archeologico di Pompei, che ha annunciato la programmazione per il 2024. A partire dalla produzione di nuove opere, appositamente commissionate, per ampliare la “collectio” – il latino è d’obbligo – passando per il secondo ciclo del programma di Digital Fellowship.
Pompeii Commitment. Materie archeologiche è stato ideato nel 2020 da Massimo Osanna, attualmente Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura, e da Andrea Viliani, allora direttore del Museo Madre di Napoli e adesso a capo del Museo delle Civiltà di Roma. Dal 2021 è supervisionato da Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei, con Responsabile Unica di Progetto Silvia Martina Bertesago, Funzionaria Archeologa del Parco Archeologico di Pompei.
Il programma è curato da Andrea Viliani, Stella Bottai e Caterina Avataneo, con Project Management di Laura Mariano e nei suoi tre anni di attività ha promosso diversi progetti, sia in presenza che online, spesso affiancando bandi ministeriali e partner istituzionali, come nel caso di Black Med, POMPEII un progetto di Invernomuto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council 2019. Tra gli altri artisti coinvolti, anche Luisa Lambri, che con la Casa di Giulia Felice, #02 ha dato inizio alla collectio, e Simone Fattal, la cui mostra A breeze over the Mediterranean, ospitata presso Fondazione ICA Milano, è scaturita proprio da una visita al Parco Archeologico, al fine di studiare il sito e i depositi archeologici.
Tra il 2022 e il 2023 è stato inoltre avviato il nuovo programma di Digital Fellowship. I partecipanti, provenienti da diversi Paesi, sono invitati a svolgere una ricerca espansa, sia a distanza sia in situ, per un periodo di diversi mesi, concentrata su Pompei o su aspetti legati alla sua simbologia. Viene offerta loro la possibilità di dialogare con il team di professionisti e ricercatori di Pompei, quali archeologi, antropologi, archeozoologi, archeobotanici, geologi, chimici, architetti, conservatori. Al termine del periodo di ricerca, ogni partecipante condivide un esito sul portale digitale pompeiicommitment.org, culmine della propria fellowship. Tra gli artisti coinvolti nel primo ciclo, Anri Sala, Formafantasma e Allison Katz.
Per il 2024, Pompeii Commitment continuerà con la produzione di nuove opere per la Collectio, acquisite al patrimonio dello Stato italiano, in consegna al Parco Archeologico di Pompei, come una collezione costantemente in progress. Dopo le commissioni di Simone Fattal, Lara Favaretto, Invernomuto, Luisa Lambri e Wael Shawky, le artiste e gli artisti invitati a produrre nuove opere per la Collectio saranno, nel 2024: Marzia Migliora (1972, Alessandria, Italia), Otobong Nkanga (1974, Kano, Nigeria), Amie Siegel (1974, Chicago, USA) e Cerith Wyn Evans (1958, Llanelli, Regno Unito). Le nuove produzioni di Migliora, Nkanga e Siegel saranno connesse ai loro precedenti contributi al portale pompeiicommitment.org. I progetti di Migliora e Nkanga sono curati con Matteo Lucchetti e la produzione di Nkanga è progettata e sviluppata in collaborazione con Nicoletta Fiorucci Foundation.
A partire dal 2024, inoltre, il Parco Archeologico di Pompei avvierà una collaborazione con il madre – Museo d’arte contemporanea Donnaregina di Napoli finalizzata alla valorizzazione delle opere della Collectio presso la collezione permanente e nel contesto dei progetti espositivi, editoriali e didattici del museo.
Per il programma di Digital Fellowship, attualmente in collaborazione con la casa editrice Artem, saranno invitati Sophia Al-Maria (1983, Tacoma, USA), Jennifer Allora & Guillermo Calzadilla (1974, Philadelphia, USA – 1971, L’Avana, Cuba), Ed Atkins (1982, Oxford, Regno Unito), Meriem Bennani (1988, Rabat, Marocco), Deborah-Joyce Holman (1991, Basilea, Svizzera), Liliane Lijn (1939, New York, USA), SAGG NAPOLI (1991, Napoli, Italia), Marianna Simnett (1986, Londra, Inghilterra) e la curatrice Noam Segal con le artiste Libby Heaney (1981, Tamworth, Regno Unito), Agnieszka Kurant (1978, Łódź, Poland), e Marina Rosenfeld (1968, New York, USA).
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