La Russia riaprirà il proprio padiglione nazionale alla Biennale di Venezia 2026

di - 4 Marzo 2026

A pochi mesi dalla 61ma Biennale d’Arte di Venezia, che si terrà dal 9 maggio al 22 novembre 2026, arriva una notizia inattesa, destinata a rinfocolare il dibattito sul rapporto tra geopolitica e sistema dell’arte: la Russia tornerà ad aprire il proprio Padiglione nazionale ai Giardini, dopo due edizioni consecutive di chiusura a seguito dell’invasione dell’Ucraina. La notizia, riportata da ARTnews, è stata confermata da Mikhail Shvydkoy, rappresentante russo per gli scambi culturali internazionali ed ex ministro della Cultura.

La Federazione Russa possiede il Padiglione ai Giardini dal 1914 e ha partecipato quasi ininterrottamente alle esposizioni internazionali d’arte e architettura della Biennale di Venezia. Nel 2021 l’edificio era stato oggetto di un importante intervento di restauro, ricevendo anche una menzione speciale della giuria internazionale della 17ma Mostra Internazionale di Architettura.

Il Padiglione era poi rimasto chiuso nel 2022, quando l’invasione dell’Ucraina aveva provocato una presa di posizione immediata da parte degli artisti e dei curatori coinvolti nel progetto di quell’anno. Kirill Savchenkov e Alexandra Sukhareva, insieme al curatore lituano Raimundas Malašauskas, decisero infatti di ritirarsi dichiarando la guerra «Politicamente ed emotivamente insopportabile» e sostenendo che, in quel contesto, «Non ci fosse spazio per l’arte».

Nel 2024 il padiglione non era stato riaperto: la Russia aveva invece concesso temporaneamente l’edificio del proprio spazio ai Giardini alla Bolivia, che aveva così presentato il proprio progetto nazionale durante la 60ma edizione della Biennale.

Durante la Biennale Architettura 2025, con il Padiglione Centrale ai Giardini non disponibile a causa di lavori di riqualificazione, la Federazione Russa aveva messo a disposizione il proprio padiglione per ospitare le attività Educational della Biennale.

La situazione cambia ora con l’annuncio di una nuova partecipazione russa alla Biennale. «La Russia non ha mai lasciato la Biennale di Venezia», ha scritto Shvydkoy in una dichiarazione. «La stessa presenza del nostro padiglione – indipendentemente da ciò che vi accade – significa la presenza del nostro Paese nello spazio culturale veneziano». Secondo il diplomatico, quindi, non si tratterebbe di un ritorno ma, piuttosto, della ricerca di «Nuove forme di attività creativa nelle circostanze attuali».

Il progetto annunciato per il Padiglione alla Biennale d’Arte 2026 porta il titolo The Tree is Rooted in the Sky e dovrebbe coinvolgere oltre 50 giovani musicisti, poeti e filosofi provenienti dalla Russia e da altri Paesi. Più che una mostra tradizionale, l’iniziativa assumerà la forma di un festival musicale e performativo che riunirà artisti da contesti diversi – tra cui Argentina, Brasile, Mali e Messico – con l’intento di costruire una «Polifonia culturale multilingue».

Secondo gli organizzatori, il progetto intende valorizzare le pratiche artistiche che emergono dalle aree considerate periferiche rispetto ai grandi centri culturali, mettendo in relazione tradizioni musicali, linguaggi sperimentali e prospettive globali. «La cultura russa non è isolata e i tentativi di cancellarla non hanno avuto successo», ha aggiunto Shvydkoy, sostenendo che il padiglione vuole affermare la possibilità di un dialogo culturale al di là delle tensioni politiche.

Uno dei nuclei dell’iniziativa riguarda proprio il rapporto critico tra cultura e politica: «La politica appartiene alla dimensione del tempo, mentre le culture comunicano nell’eternità», ha spiegato Shvydkoy. «Nel nostro progetto l’eternità prevale sulle preoccupazioni momentanee».

La Biennale di Venezia ha ribadito che la partecipazione nazionale non viene decisa dall’istituzione veneziana. «La Biennale non stabilisce quali Paesi partecipano: sono gli Stati stessi a scegliere se prendere parte alla manifestazione», ha spiegato la responsabile stampa Cristiana Costanzo, aggiungendo che la lista completa delle partecipazioni sarà ufficializzata nei prossimi giorni.

Resta da capire quale sarà la reazione del mondo dell’arte internazionale e del pubblico veneziano alla decisione di riaprire il padiglione. Lo stesso Shvydkoy ha riconosciuto che proteste o contestazioni sono possibili, pur dichiarandosi fiducioso che «Prevarrà il buon senso».

Articoli recenti

  • Mostre

Il miracolo dei media a Roma, nella mostra personale di Irene Mathilda Alaimo

Studio Orma a Roma ospita fino al 12 giugno la mostra di Irene Mathilda Alaimo, che indaga il rapporto tra…

31 Maggio 2026 8:30
  • Mostre

Gatti maledetti e Italian Brainrot in un palazzo storico: i Mattes arrivano a Venezia

Fino al prossimo 30 giugno Palazzo Franchetti ospita "RAGE BAIT": un'esposizione di Eva & Franco Mattes presentata da Autotelic Foundation,…

30 Maggio 2026 23:00
  • Personaggi

È morto a 69 anni Michele Lanzinger, fondatore del MUSE di Trento e direttore visionario

Direttore del MUSE fino al 2024 e protagonista della sua nascita insieme a Renzo Piano, Lanzinger è stato una delle…

30 Maggio 2026 19:29
  • Fotografia

Una Menade del Novecento: da Gagosian Francesca Woodman riaccende il Surrealismo

Tra metamorfosi del corpo e iconografie del desiderio, la mostra romana, visitabile fino al 31 luglio 2026, indaga l’immaginario surrealista…

30 Maggio 2026 17:00
  • Progetti e iniziative

Acquisizioni, produzione, stipendi: un museo finlandese sperimenta un nuovo modello economico per gli artisti

L’EMMA – Espoo Museum of Modern Art ridefinisce il ruolo dell’istituzione museale con un programma di sostegno economico e curatoriale…

30 Maggio 2026 15:30
  • Film e serie tv

Le Backrooms sono già nella nostra vita: il film di Kane Parsons oltre lo schermo

Dal progetto del celebre youtuber Kane Parsons, un viaggio attraverso i non-luoghi, tra stanze infinite ed esperienze senza tempo: Backrooms…

30 Maggio 2026 14:30