Dettaglio I Notturni di Daniele Catall
I Notturni è l’opera di restituzione della residenza di Daniele Catalli all’interno del progetto Prospettive, giunto alla sua terza edizione (qui le altre puntate del nostro report). Prospettive, a cura di Amerigo Mariotti e Giorgia Tronconi di Adiacenze (Bologna) e supportato dalla Regione Emilia-Romagna, ha lo scopo di tessere relazioni tra quattro artisti contemporanei e quattro comuni selezionati all’interno della Regione stessa. In particolare, i Comuni partecipanti quest’anno sono Calderara di Reno (BO), Cento (FE), Cotignola (RA) e Spilamberto (MO). Inoltre, delineando il tema dell’edizione corrente “ARTE, TERRITORIO E IMPRESA”, gli artisti si confrontano con una serie di aziende del territorio.
Daniele Catalli è l’artista che si è insediato nel Comune di Spilamberto, piccolo paese nella provincia di Modena dove è stato ospitato all’interno della Rocca Rangoni, fortezza sorvegliante degli spilambertesi. Proprio con questi ultimi l’artista ha istaurato un legame intimo e profondo, chiedendo loro il racconto dei personali sogni notturni in un’operazione relazionale che Catalli porta avanti con il nome di “Dream Circus Project”. La performance itinerante prevede la raccolta di sogni notturni in forma scritta: questi sono la base di un disegno grafico che diventa il motivo di scambio con ulteriori sogni delle tappe future. A differenza delle precedenti, quella di Spilamberto ha segnato un passo in avanti per il progetto itinerante in quanto i personaggi estrapolati graficamente dai sogni si animano, diventando marionette.
I Notturni sono gli altri abitanti di Spilamberto che prendono vita dalle condivisioni scritte per animare una giostra installata all’interno del cortile della biblioteca comunale e rappresentare così codici stereotipati (il ladro, i pirati, gli sposi, la strega…).
Il risultato, incontro di storia locale e vissuti inconsci dei cittadini, è unione di due tradizioni: quella dei burattini di ispirazione per la realizzazione dei personaggi, e quella delle giostre, memoria della nostra infanzia che si trasforma in scenografia. Durante il periodo di residenza, infatti, Daniele ha avuto modo di confrontarsi con le aziende Lunati Scenografie ed Emiliana Luna Park attive sul territorio e scoprire l’archivio di Roberto Preti, ricca collezione di marionette e cartonati del famoso burattinaio.
I protagonisti della giostra, derivati da sogni individuali, si ritrovano in un gioco corale in cui la soggettività viene meno, le categorie generazionali e di genere si superano per demonizzare e celebrare gli incubi notturni in un cerchio di condivisione. L’intervento statico presenta dinamicità nella fruizione dell’opera attraverso una cassetta adiacente che custodirà nuovi racconti notturni con lo scopo di perpetuare il dialogo con gli invisibili, eppure sempre presenti, concittadini onirici. Il processo creativo dell’opera affronta differenti livelli linguistici: dal medium scritto a quello grafico per sfociare poi nell’installazione che approda nello spazio pubblico in cui i cittadini e i passanti diventano co-autori di un racconto universale: dal Giappone a Torino, da Manarola ad Amsterdam, precedenti tappe del “Dream Circus Project”. D’altronde, il sogno non è forse anche collante esistenziale?
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