Carta celeste degli Antonello Ghezzi
Si è conclusa anche la residenza a Cento di Prospettive 2022, che ha visto come protagonisti gli Antonello Ghezzi, duo artistico composto da Nadia Antonello e Paolo Ghezzi (qui le altre puntate del nostro report). L’11 settembre presso la Sala Zarri del Palazzo del Governatore, è stato presentato il loro lavoro che prende il titolo di Sopra di noi, il futuro.
L’installazione consta di sette dischi realizzati grazie al sostegno dell’azienda Tonsfer, impresa selezionata nell’ambito dell’edizione corrente di Prospettive che intende instaurare una triplice relazione fra gli artisti e le città coinvolte e un’impresa presente e operante sul territorio di riferimento. Grazie a questa collaborazione sono stati realizzati sette dischi in acciaio inox della grandezza di un metro, che presentano sulla superficie una serie di fori: una mappa stellare che cristallizza il cielo sopra il territorio di Cento in un futuro prossimo, il 7 settembre 2032.
Il duo artistico, durante i sopralluoghi, ha avuto l’occasione di conoscere le sette frazioni che compongono il Comune: Renazzo, XII Morelli, Alberone, Reno Centese, Casumaro, Buonacompra, Corporeno, ne ha studiato i punti strategici in cui allestire i dischi e soprattutto è entrato in relazione con gli abitanti e in particolare con l’artista Marco Pellizzola. Il loro lavoro, infatti, ha l’obiettivo di interagire con l’altro che diventa attore, nel senso etimologico di agente, eseguendo un ruolo attivo all’interno dell’opera stessa.
Non è un caso, allora, che l’opera di restituzione non si limiti alla realizzazione dei sette dischi ma vada esperita nella relazione con il cielo di giorno, di notte, seguendo e andando a costruire una geografia stellare che riunisce il territorio centese. I visitatori sono invitati a partecipare a un pellegrinaggio fra le sette frazioni, che viene reso possibile attraverso la consegna di una carta celeste. La carta, che presenta gli spicchi di cielo corrispondenti alle frazioni, viene riempita dai timbri impressi a ogni tappa dai “custodi del cielo” nonché i rappresentanti di ogni frazione. I punti fermi di questo progetto a lungo termine sono rappresentati dai dischi che si comportano come meridiane, perpendicolari alle pareti così da filtrare il cielo anche di giorno.
La pratica degli Antonello Ghezzi tenta sempre di dare forma al non tangibile, all’etereo, e in questo caso la loro necessità è stata quella di riunire sotto una stessa volta celeste gli abitanti superando i limiti geografici e politici. Come affermava il cosmologo e astrofisico Stephen Hawking: «Ricordatevi di guardare sempre le stelle, non i piedi».
Fino al 28 Giugno, a Palazzo Ca’ Tron, tra le pieghe di una Venezia autentica, prende corpo un organo memoriale…
La splendida Casa Jorn laboratorio del contemporaneo: la mostra di Luca Trevisani mette in dialogo impronte preistoriche, ceramica e rituali…
Tra i protagonisti delle aste italiane della stagione, anche un Old Master messo in vendita da Pandolfini. Appena riscoperto, era…
A Milano, il lancio del volume FAITH e una mostra dedicata alle nuove sculture di Ahuva Zeloof, nate da pietre…
Lo storico spazio fondato negli anni Ottanta inaugura un nuovo corso con una mostra che indaga il concetto di soglia…
È giallo sulla morte di una delle voci più taglienti del sistema dell’arte internazionale. Il suo corpo è stato ritrovato…