Sopralluogo presso lâazienda Bonfiglioli Group. Ph Giorgia Tronconi
Nato a Rovigo nel 1982, vive e lavora a Milano. Dopo aver conseguito la laurea in Design e Arti presso la Libera UniversitĂ di Bolzano e un Master in Research Architecture presso il dipartimento di Visual Cultures del Goldsmiths College di Londra, si trasferisce a Milano. Qui inizia a lavorare con la fotografia, il video e altri supporti multimediali e a interrogarsi sulle esigenze e le modalitĂ che regolano la produzione di nuove immagini, la loro circolazione e diffusione e i diversi ambiti di relazione tra lâimmagine stessa e il suo pubblico. Dal 2018 Ăš professore a contratto di Fotografia presso il MA in Arti Visive e Studi Curatoriali e professore a contratto di Comunicazione Visiva presso il MA in Fotografia della NABA (Milano). Lâartista, selezionato per la terza edizione di Prospettive (qui le altre puntate del nostro report) â rete di residenze dâartista attiva dal 2020 in diversi comuni dellâEmilia-Romagna, realizzata con il supporto della Regione e la curatela di Adiacenze â sta ultimando la permanenza presso il Comune di Calderara di Reno dove ha avuto modo di conoscere da vicino il lavoro dellâazienda Bonfiglioli Group.
Come hai deciso di raccontare il territorio del Comune di Calderara di Reno e i Calderaresi che lo popolano?
«Ho deciso di lavorare sullâidea di relazione proposta dal progetto Prospettive. Desideravo che tra lâazienda Bonfiglioli e il Comune di Calderara si instaurasse un legame robusto. Ho quindi cercato di immaginarmi in che modo le due realtĂ potessero intersecarsi. Ho trovato un punto dâincontro con un progetto fatto in passato dal titolo Tara, Are We Still Alive?, (2018) che nasceva dopo un breve viaggio in bicicletta tra Milano e Busto Arsizio. Il progetto consisteva in un centro relax fasullo installato a Milano in via BoltraïŹo (zona Isola). Fasullo in quanto non câera nulla allâinterno. Ogni volta che qualcuno, attratto dai servizi in teoria offerti, suonava il finto campanello, un ordine (reale) Amazon veniva recapitato a casa mia). Una specie di esca bonaria.
Tara nasceva dallâesplorazione di un luogo liminale. Un luogo svuotato del quale mi interessava carpire e rivelare una forma di vita. La domanda era proprio quella: siamo ancora vivi? Se âsiâ, come? Ciechi? Zombie? Sordi? Che vitalitĂ esprimiamo oggi? Come incediamo? Agili? Direttivi? Mordaci? Anche Les Vocaux de Calderara â Vol.1 parla di questo: che vitalitĂ si annidava lĂŹ attorno e attraverso? Arrivato a Calderara ero divorato dal gran silenzio che mi circondava.
Per questo ho organizzato una raccolta di note vocali da WhatsApp (non registrate ad hoc, ma giĂ presenti nelle chat degli abitanti di Calderara o in quelle dei dipendenti Bonfiglioli) che poi ho inciso su un vinile e che ascolteremo la sera del 15 ottobre alla Casa Della Cultura Italo Calvino a Calderara di Reno alle 17.30 (concerto per note vocali!) dopo una breve messa in scena che illustra la storia del progetto.
Raccoglierle era un modo di registrare uno degli stati dâessere di quel territorio; farle risuonare, in ordine e davanti ad un pubblico, servirĂ a dar eco ai miei pensieri».
Nellâambito ARTE, TERRITORIO E IMPRESA di questa edizione di Prospettive, quali sono i valori che hai colto e che ti hanno maggiormente affascinato entrando in contatto con lâazienda emiliana Bonfiglioli?
«Quello che ho notato Ăš una naturale propensione alla fascinazione. Unâattitudine allâinnovazione, industriale o culturale che sia. Una genuina curiositĂ e apertura alla formalizzazione di un futuro anteriore».
Il prossimo 15 ottobre presenterai al pubblico il lavoro finale della tua partecipazione alla terza edizione di Prospettive presso la Casa della Cultura âItalo Calvinoâ. Quali riflessioni vuoi lasciare al Comune e ai calderaresi con il progetto di restituzione?
«Cari Calderaresi, Ăš con grande affetto che mi rivolgo a voi. Spero che la serata del concerto possa essere stata utile per ritrovarvi e per farvi una o due chiacchiere. Spero inoltre che ci sia lâanno prossimo unâulteriore concerto, magari per un secondo volume. Vi mando un caro saluto! Alessandro».
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