Dattaglio dell'installazione di Laura Cionci
La cura è un concetto che siamo stati portati a pensare e ripensare da quando, un anno fa, un virus ha cominciato a farsi strada nelle nostre vite. Spaiati, divisi, distanti e rinchiusi ci siamo accorti del fatto che ognuno di noi, come singolo individuo, fa parte di una rete. Una rete di relazioni tra uomini e tra uomini e ambiente. Un’interdipendenza di tipo sociale ed ecologico.
Alla Fondazione Baruchello, un gruppo di artisti ha lavorato su una nuova consapevolezza etica, individuale e condivisa. Una serie di pratiche artistiche in forma partecipata e collaborativa, basate sulla processualità . Delle prove di r(i)esistenza, con uno spunto dalla nozione di Adolfo Albà n Achinte di “resistenza come ri-esistenza”. Ovvero “meccanismi che le comunità creano per inventare la vita quotidiana e il potere”, nelle parole del pensatore colombiano. Laura Cionci, Danilo Correale, Salvatore Iaconesi e Oriana Persico e takcare riflettono su corpo, lavoro, tecnologia ed ecologia. Concetti base di questa nostra epoca che gli artisti ripensano in maniera collettiva e orizzontale, attraverso le loro ricerche.
I processi sociali, economici e politici sono al centro dell’opera di Danilo Correale, in una particolare chiave rivisitata. Un’analisi del sistema neoliberale di oggi, una riflessione sull’automazione trasposte in due esercizi di ipnosi: Reverie – On the Liberation from Work (pt. 1 e pt. 2). Uno spazio senza tempo in cui immaginare una società libera dal lavoro votato unicamente alla produttività , uno spazio in cui connettersi più profondamente col proprio sé.
Salvatore Iaconesi e Oriana Persico si servono del virtuale per esplorare la dimensione umana: la tecnologia è il loro linguaggio per parlare di rapporti umani e anche il loro mezzo per sperimentarli. Hanno fondato a Roma il centro di ricerca HER (Human Ecosystems Relazioni): She Loves Data e il primo progetto Data Meditations è quello che hanno presentato in Prove di R(i)esistenza. I dati e la computazione per raccontare l’emozione e il pensiero, sperimentare nuove pratiche sociali e anche meditative. Perché dati e computazione siamo noi a generarli, ma anche loro in qualche modo ci danno forma, in un “rapporto di co-evoluzione”.
takecare è un progetto della curatrice Roberta Mansueto, che per l’esposizione alla Fondazione Baruchello ha presentato la pubblicazione frutto di una ricerca sulla cura del sé, attraverso la scrittura, e le due opere sonore Breathing e Sleeping, in collaborazione con PLSTCT. Si concretizza così un lavoro sulle relazioni tra linguaggio, corpo e ambiente, restituito al pubblico sotto forma di parole da leggere e da ascoltare.
Laura Cionci lavora sulla cura, sulla relazione e sulla forza simbolica ed energetica di piante e animali. Ha creato un ambiente fatto di elementi vegetali e un racconto in forma di acquerello, un orizzonte visivo in uno spazio aperto allo spirituale e al sociale. Un coinvolgimento all’interno di un percorso fisico ma dal carattere quasi onirico: Stato di Grazia / Moto Perpetuo, un invito alla scoperta della simbologia degli animali guida. “La guarigione del corpo passa anche attraverso la cura dell’anima e i sogni”.
Queste Prove di R(i)esistenza nascono anche dalle suggestioni di una serie di letture che gli artisti hanno messo insieme in una biblioteca: da Donna Haraway a Gilles Clément, dal “giardiniere appassionato” di Rudolf Borchardt alla figura di Santa Ildegarda di Bingen descritta da Vincenzo Noja. All’inizio e alla fine del percorso espositivo si trova questo spazio, dove poter scegliere uno dei volumi disposti e accomodarsi per una lettura, tornare col pensiero o con lo sguardo alle opere degli artisti in mostra, per uno scambio di idee come prova di r(i)esistenza.
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