Rituali e identitĂ  queer alla Biennale 2026: il progetto di Bugarin + Castle per la Scozia

di - 15 Marzo 2026

Saranno Bugarin + Castle a rappresentare la Scozia alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con il progetto Shame Parade, una mostra che mette in dialogo storia, cultura popolare e immaginari queer e trans attraverso installazioni, video e interventi scultorei. L’esposizione aprirà al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026 nello spazio di Scotland + Venice a Castello, nel sestiere di Olivolo.

Curato da Mount Stuart Trust e commissionato da Scotland + Venice, il progetto prende forma come un percorso che attraversa epoche e geografie differenti. L’indagine degli artisti si concentra su una serie di rituali europei di pubblica umiliazione – tra cui rough music, charivari e scampanate – pratiche diffuse tra Medioevo ed età moderna per sanzionare comportamenti considerati devianti all’interno della comunità.

Bugarin e Castle rielaborano questi dispositivi simbolici trasformandoli in un linguaggio contemporaneo. Il risultato è una sorta di processione visiva, quasi carnevalesca, dove registri e materiali eterogenei convivono: trascrizioni processuali del XIV secolo, incisioni satiriche del XVIII, armature medievali, karaoke ballads e decorazioni dei veicoli filippini. Dai rituali europei di vergogna secolari reinterpretati emerge uno spazio stratificato, in cui voci storiche e cultura contemporanea si intrecciano.

Davide Bugarin, Angel Cohn Castle and Morven Gregor at Mount Stuart. Photo by Charlotte Cullen, courtesy Scotland + Venice

Tra le opere in mostra alla Biennale figurerà At Certayne Tymes, una scultura che combina elementi meccanici, anatomici e vocali, mentre Submit to Sound è un lavoro video costruito attorno a esercizi di femminilizzazione della voce e a brani musicali realizzati con la band di Manila Kalye Teresa. Per collegare i diversi ambienti della mostra interverrà invece Nocturnal Amusements, un dispositivo scultoreo che rivolge al pubblico la domanda «Are You Discreet?», trasformando l’atto della visione in un momento di implicazione diretta. Nel progetto, la vergogna viene ridefinita e diventa un campo di tensione che vede convivere ironia, vulnerabilità e forme di resistenza. Attraverso questo slittamento semantico, Shame Parade costruisce un paesaggio politico ed emotivo.

Attivi tra Glasgow e contesti internazionali, Bugarin + Castle lavorano spesso con dispositivi partecipativi e con il linguaggio della performance. Il recente film interattivo Sore Throat, realizzato tra Edinburgh e Manila, indaga la presenza di mostri coloniali e la dimensione sonora negli spazi queer filippini. Il lavoro è stato presentato in una mostra personale al Fruitmarket, alla Tate Modern e in altre istituzioni internazionali. Attraverso un software progettato appositamente, le voci dei visitatori della galleria sono state registrate e successivamente reinserite nel film senza che il pubblico ne fosse consapevole, trasformando gli spettatori stessi in presenze antagoniste all’interno della narrazione.

Dopo la presentazione veneziana, Shame Parade tornerà nel 2027 a Mount Stuart, sull’isola di Bute, prima di avviare una tournée in diverse sedi scozzesi e nel Regno Unito con il supporto di Art Fund.

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