Sara Raza è la nuova direttrice del Centro culturale di Tashkent: l’arte globale in Uzbekistan

di - 16 Gennaio 2025

L’ACDF – Uzbekistan Art and Culture Development Foundation ha annunciato la nomina di Sara Raza a direttrice artistica e curatrice capo del CCA – Centre for Contemporary Art di Tashkent, la cui apertura è prevista per settembre 2025. Promosso dall’ACDF, fondazione istituita dal governo uzbeko per promuovere e sviluppare l’ecosistema culturale del proprio territorio, il nuovo CCA fungerà da piattaforma di sviluppo per l’arte contemporanea, promuovendo uno scambio internazionale attraverso residenze, mostre, workshop e programmi educativi.

«La sua visione, unita alla sua competenza accademica nell’arte contemporanea globale, garantirà che il CCA diventi un vivace centro culturale per l’Uzbekistan e il mondo intero», ha dichiarato Gayane Umerova, presidentessa dell’ACDF. «La nomina di Sara giunge in un momento emozionante per Tashkent e l’Uzbekistan e non vediamo l’ora di scoprire l’ampia gamma di contributi che potrà apportare nel plasmare il Centro come una risorsa culturale inestimabile a Tashkent e oltre».

Sara Raza, Artistic Director and Chief Curator of the Centre for Contemporary Art in Tashkent. Image courtesy of ACDF

Nata a Londra e residente a New York, Raza è una curatrice, scrittrice ed educatrice nota per la sua capacità di collegare diverse discipline artistiche e accademiche. In precedenza ha lavorato come curatrice della Guggenheim UBS MAP Global Art Initiative per il Medio Oriente e il Nord Africa e ha curato mostre di rilievo presso istituzioni come il Mathaf: Arab Museum of Modern Art, il Rubin Museum of Art di New York e l’International Center of Photography di New York. Tra i suoi lavori più acclamati, Punk Orientalism: The Art of Rebellion, volume nel quale l’autrice esplora gli spazi associati all’ex Unione Sovietica, attraverso le ricerche di artisti come, tra gli altri, Lida Abdul, Babi Badalov, Ergin Çavusoglu, Taus Makhacheva ed Erbossyn Meldibekov, provenienti dall’Asia centrale e dal Caucaso, a lungo percepiti come un’estensione dell’URSS.

Come direttrice artistica Raza svolgerà un ruolo fondamentale nel dare forma alla mission del CCA: promuovere partnership culturali ed educative, supportare artisti locali, regionali e internazionali e valorizzare il ricco patrimonio culturale dell’Uzbekistan. «È un onore essere stata invitata a guidare la visione artistica e creativa del Centre for Contemporary Art di Tashkent, un’iniziativa rivoluzionaria che si colloca all’incrocio culturale del mondo dell’arte globale. Questo ruolo ha un profondo significato personale e professionale: sono orgogliosa delle mie radici nella regione del Grande Iran, incluso l’antico Uzbekistan, e come curatrice e scrittrice ho apprezzato molto il lavoro in Uzbekistan e nelle regioni limitrofe», ha dichiarato Raza.

Rendering of the Centre for Contemporary Arts Tashkent by Studio KO, courtesy of ACDF Uzbekistan

Dopo una prima inaugurazione già nel 2019, la riapertura definitiva del CCA, dopo una serie di lavori, è prevista entro la fine dell’anno. Il Centro è situato in un deposito di tram e centrale energetica risalente al 1912, restaurato e riprogettato dallo studio di architettura francese Studio KO. Recentemente è stato lanciato un programma di residenze artistiche e curatoriali, ospitate a Namuna e Khast Imom, due degli storici mahalla – i quartieri – di Tashkent, la capitale e la città più grande dello Stato dell’Asia Centrale, con 2,3 milioni di abitanti. Il CCA ha inoltre curato il progetto di Aziza Kadyri, in collaborazione con il collettivo Qizlar, alla Biennale d’Arte di Venezia del 2024.

Namuna artist residency; historical mosque undergoing restoration and traditional tapchan sofas by designer Nada Debs. Photo by Andrey Arakelyan. Courtesy of the Centre for Contemporary Art in Tashkent, 2024

Dal 5 settembre 2025, inoltre, si svolgerà anche la prima edizione della Biennale di Bukhara. La città uzbeka, riconosciuta Patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO come Città Creativa dell’Artigianato e dell’Arte Popolare, ospiterà un programma di dieci settimane che promette di ridefinire il concetto di biennale, sotto la direzione artistica di Diana Campbell. Tra gli artisti già confermati, Bekhbaatar Enkhtur, Antony Gormley, Subodh Gupta, Pakui Hardware, Delcy Morelos e Slavs and Tatars, oltre agli uzbeki Aziza Azim, Behzod Boltaev e Daria Kim.

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