Scoperto un colore che non si può vedere: un artista ha provato a ricrearlo

di - 24 Aprile 2025

Se un colore non può essere visto da nessuno – o almeno da nessun umano –, si può dire che esiste? I ricercatori dell’Università della California a Berkeley hanno annunciato la scoperta di una nuova tonalità visiva, denominata “olo”. Si tratta di un blu-verde dalla saturazione mai sperimentata prima, percepibile solo avendo a disposizione un laboratorio ipertecnologico. Per vederlo, infatti, è necessario usare un sofisticato sistema laser e a un software chiamato Oz, omaggio alla città di smeraldina immaginata da L. Frank Baum.

Colore Yolo, courtesy Stuart Semple

La scoperta, pubblicata il 18 aprile 2025 sulla rivista Science Advances, è frutto della collaborazione tra ingegneri elettrici e studiosi della visione. Partendo da una domanda semplice — cosa accadrebbe se potessimo stimolare solo i coni medi della retina, deputati alla percezione del verde? — i ricercatori hanno progettato un sistema in grado di isolare selettivamente questi fotorecettori. Il risultato: un’esperienza cromatica fuori dalla gamma di colori umana, un vero e proprio verde mai visto prima, al punto che per nominarlo hanno dovuto ricorrere a un codice binario — 010, “olo”, evocando il funzionamento delle tre classi di coni: S (blu), M (verde), L (rosso).

Colore Yolo, courtesy Stuart Semple

Ma il colore olo, pur nella sua natura inafferrabile, ha già ispirato un artista. E non poteva che essere Stuart Semple, noto per la sua crociata contro l’esclusività cromatica nell’arte contemporanea. Celebre il suo scontro con Anish Kapoor per l’uso del Vantablack ma anche per ave realizzato il rosa più rosa di sempre (anche più rosa di Barbie), Semple ha risposto alla scoperta con un pigmento provocatoriamente battezzato YOLO You Only Live Once, destinato a tutti gli artisti.

Colore Yolo, courtesy Stuart Semple

Semple, autodidatta della chimica del colore e instancabile promotore dell’accessibilità artistica, ha creato una vernice che promette di avvicinarsi il più possibile all’esperienza visiva di olo, rielaborando rifrazione, lunghezze d’onda e risposta retinica in un medium tangibile. Prezzo? 10mila dollari ma per gli artisti la bottiglia da 150 ml viene offerta a 29,99 dollari. Ma YOLO apre anche un’altra questione, in realtà sempre presente nel concetto stesso di arte: è possibile rappresentare l’invisibile? In questo caso, almeno ci si avvicina e, per di più, per una somma modica.

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