Sperone Westwater chiude dopo 50 anni di storia dell’arte contemporanea

di - 18 Novembre 2025

Punto di riferimento internazionale e luogo cruciale per la definizione dell’arte fin dagli anni Settanta, la galleria Sperone Westwater di New York chiuderà definitivamente le porte nel dicembre 2025. La notizia, attesa ma comunque di forte impatto nel mondo dell’arte, segna la conclusione di un’avventura portata avanti, per 50 anni, dai fondatori Angela Westwater e Gian Enzo Sperone, che ora intraprenderanno percorsi separati. La galleria saluterà il pubblico con l’ultima mostra dedicata a Richard Long, artista britannico che con Sperone Westwater ha intrecciato una collaborazione storica, esponendo in più di dieci occasioni, dal 1975 a oggi.

Una galleria iconica, al pari degli artisti che ha lanciato

Fondata a New York, a Soho, nel 1975 come Sperone Westwater Fischer, la galleria nacque dall’incontro tra tre figure decisive dell’arte contemporanea: il torinese Gian Enzo Sperone (già attivo a Torino dal 1964 e a Roma dal 1971), Angela Westwater e il berlinese Konrad Fischer. Nel 1982 diventò la Sperone Westwater e fin dall’inizio la galleria si impose come uno spazio visionario capace di far dialogare le avanguardie europee con la scena artistica statunitense.

La sua prima mostra, dedicata a Carl Andre, già indicava la direzione: una sensibilità pionieristica che avrebbe portato a presentare artisti come Bruce Nauman, Richard Long, On Kawara e Brice Marden, oltre agli italiani Mario Merz e Alighiero Boetti, con mostre considerate oggi come dei capitoli fondamentali della storia dell’arte.

Nel 1979, nello spazio a Greene Street, Mario Merz presentò uno dei celebri igloo in vetro e neon, mentre al 1989 risale la collettiva Early Conceptual Works, con lavori fondamentali di Kawara, Nauman, Joseph Kosuth e Boetti. Nel 1999 la galleria dedicò una mostra speciale a Lucio Fontana, Gold: Gothic Masters and Lucio Fontana, confermando la vocazione a instaurare dialoghi, in questo caso tra antico e contemporaneo.

Parallelamente, fu tra i centri di irradiazione del Neo-Espressionismo e della Transavanguardia, presentando negli Stati Uniti le opere di Francesco Clemente, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Enzo Cucchi e Susan Rothenberg.

Dal 2010 il quartier generale della galleria si trova al 257 Bowery, in un edificio progettato da Foster + Partners: una torre verticale di vetro e metallo, vincitrice del premio Masterworks della Municipal Art Society (2011) e del RIBA International Award (2012). Una scultura urbana che ha contribuito alla riqualificazione del Bowery, a pochi passi dal New Museum. Il futuro dell’edificio di Foster + Partners non è ancora stato annunciato.

Alla sede newyorkese si aggiunge dal 2007 lo spazio nella bassa Engadina, nella Chasa dal Guvernatur, con installazioni permanenti di Richard Long, Wolfgang Laib e Not Vital.

Richard Long, FULL MOON, veduta della mostra, Sperone Westwater, New York

Sperone Westwater, 50 anni di rivoluzioni visive: un capitolo che si chiude

Nel corso dei decenni la galleria ha sostenuto un ampio spettro di ricerche, da Wim Delvoye a Guillermo Kuitca e Alexis Rockman. Da tempo attenta anche al dibattito contemporaneo e alla necessità di ampliare lo sguardo, Sperone Westwater ha recentemente presentato artisti come Joana Choumali e Gamaliel Rodriguez, contribuendo a delineare una nuova geografia dell’arte globale.

Il suo programma è rimasto sempre “osservato speciale”, spesso divisivo, sempre influente. Celebre il debutto newyorkese dei dipinti di David Lynch, un episodio che racconta, in prospettiva, la capacità della galleria di rischiare e sperimentare.

Richard Long, FULL MOON, veduta della mostra, Sperone Westwater, New York

La fine di Sperone Westwater si inserisce in un momento di grande trasformazione del sistema globale delle gallerie, che vede la chiusura di spazi prestigiosi come Blum, Venus Over Manhattan, Clearing e Tilton.

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