Studio Orma è il nuovo spazio di Roma dedicato agli artisti under 30

di - 30 Dicembre 2025

La capitale ha un nuovo spazio espositivo dedicato alla riflessione sull’arte contemporanea. Si tratta di Studio Orma, galleria fondata da Edoardo Innaro e Marco Celentani, che sorge nel quartiere di Monteverde, in via Francesco Amici, 10, a Roma. Interamente dedicata all’osservazione di artisti under 30, Studio Orma ha inaugurato recentemente la mostra A screen has no edges, di Emanuela Moretti, a cura di Gianlorenzo Chiaraluce.

Il 2 gennaio, Studio Orma approderà anche a Napoli, con una mostra di un solo giorno al Palazzo dello Spagnolo. Matière Survivante, dell’artista francese e di base a Berlino Margeaux Compte-Mergier, si articolerà attorno a una grande tavola-installazione processionale, composta dai resti di un banchetto: oggetti, frammenti, volti e materiali che evocano una festa svuotata della sua energia vitale.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

A screen has no edges: la mostra di Moretti da Studio Orma

Le opere di Emanuela Moretti si espandono nello spazio e ne prendono possesso, abitano la stanza con una presenza silenziosa dal pavimento al soffitto. L’artista si contraddistingue per l’uso di un modulo in acciaio con cui costruisce organismi meccanici che interagiscono con l’ambiente circostante. L’assenza di piedistalli e l’allestimento a terra fa sì che le opere siano a diretto contatto con l’osservatore, aderenti al piano di interlocuzione, pronte per essere toccate ed esperite da vicino.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

La riflessione di Emanuela Moretti è molto profonda: i suoi esseri metallici alludono ai corpi femminili che si producono in forme amorfe, destinate a ricostruire un nuovo immaginario di profili, sagome e modelli. Le silhouette si librano in linee leggere, pronte a trasformarsi in varianti sempre diverse, a seconda dello spostamento nello spazio del pubblico o del proprio universo di simboli e idee. Al centro della galleria domina, infatti, Vertebra K, una struttura in acciaio zincato che restituisce la forma di una lunga vertebra umana.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

Se gli elementi in metallo sembrano la struttura portante, le riproduzioni di brandelli di pelle, resi attraverso elaborazioni digitali, costituiscono il derma artificiale che riveste l’anatomia delle opere. Scrive infatti il curatore Gianlorenzo Chiaraluce: «L’opera di Moretti mette in scena il paradosso della nostra epoca: una realtà meccanizzata, industriale e siderurgica che, pur negoziando incessantemente la sua materialità, tenta ancora di conservare un residuo carnale».

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

L’immagine di noi

La mostra porta con sé un interrogativo incessante: qual è la vera immagine di noi? Quella che appare nelle piattaforme web o quella che indossiamo sulla nostra ossatura corporea? L’installazione funzionale a terra e la modularità dei multipli in metallo alludono alla ricorsività delle nostre immagini, tese a moltiplicarsi costantemente sul web. Lo stesso titolo della mostra A screen has no edges introduce ad un mondo di immagini senza confini.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

La presenza di un lavandino e uno specchio cui vengono applicate ciglia finte accennano all’ossessione dell’aspetto esteriore e della cura di sé. Le installazioni dal titolo Pesciolini d’argento, invece, ricordano questi insetti piccoli e insidiosi che attraversano il nostro spazio, rosicchiando materiali organici e appropriandosi del mondo percepito.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

La mostra è accompagnata da un forum di discussione, raggiungibile attraverso un QR code disponibile in mostra. Attraverso lo strumento del dibattito, ogni visitatore potrà produrre le proprie impressioni e ampliare una trattazione senza soluzione di continuità, offrendo commenti ed impressioni.

Emanuela Moretti, A screen has no edges, veduta della mostra, Studio Orma, Roma

Emanuela Moretti: biografia

È nata nel 1990 a Tagliacozzo (AQ). Si è diplomata all’Istituto Statale d’Arte di Avezzano e ha proseguito la preparazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, ottenendo la laurea di primo livello in Scultura e di secondo livello in Decorazione.

La sua pratica artistica si concentra sulla capacità di trasformazione e reinterpretazione dell’ambiente domestico e del paesaggio urbano, indagando il legame tra corpo umano e spazio intimo, sia nel suo aspetto reale che in quello iperreale. Il corpo, infatti, rappresenta la prima abitazione che occupiamo e il primo luogo che viviamo ed esploriamo. Le opere si distinguono per l’accostamento di metalli, elementi organici come il sapone e parti corporee estratte dal contesto digitale, dando origine a protesi che intrecciano strutture e membra, creando innesti singolari.

Articoli recenti

  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15
  • Arte contemporanea

Una città in eterno movimento: l’immaginario di Roma per Umberto Vattani

Dall’immaginario contemporaneo di Roma città eterna, alla valenza diplomatica dell'arte: intervista a tutto campo all'Ambasciatore Umberto Vattani, a margine della…

23 Marzo 2026 12:30