Torino, la vetrina di Baratti & Milano diventa opera d’arte, ricordando Luca Beatrice

di - 29 Gennaio 2025

La storica caffetteria torinese Baratti & Milano, simbolo di eleganza, compie 150 anni e per celebrare questo traguardo trasformerà la sua vetrina su Piazza Castello in un’opera d’arte, invitando artisti contemporanei a reinterpretare la sua eredità attraverso il progetto Vetrinista sarà lei. L’iniziativa, co-curata da Helga Faletti e Luca Beatrice, è anche un modo per commemorare il critico d’arte, che ha avuto modo di seguire il progetto sin dall’inizio, riuscendo a portarlo a termine appena prima della sua improvvisa e recente scomparsa.

Vetrina storica Baratti & Milano

La vetrina come palcoscenico per l’arte contemporanea

Storicamente, le vetrine dei negozi rappresentano qualcosa di diverso, di ulteriore, rispetto allo scopo immediato di esposizioni commerciali: come barriera e spettacolo, è un’area liminale che riflette i desideri e le illusioni della società. Nel corso del XX secolo sono quindi diventate spazi artistici sperimentali, come testimoniano i progetti surreali di Salvador Dalí, per le vetrine della boutique Bonwit Teller sulla Fifth Avenue di New York, e di Andy Warhol che, prima ancora di far esplodere la Pop Art, realizzò una serie di vetrine per Tiffany & Co. In tempi più recenti, ci sono poi i casi delle installazioni per gli store Louis Vuitton commissionate ad artisti come Robert Wilson, Ugo Rondinone, Olafur Eliasson e Yayoi Kusama.

Lungo questa tradizione, la vetrina di Baratti & Milano diventerà uno studio artistico e architettonico, con installazioni site specific di Nicola Bolla, Massimo Giacon, Marco Lodola, Elena Salmistraro e Maurizio Vetrugno. Ogni artista reinterpreterà un prodotto simbolo di Baratti & Milano e le sue opere rimarranno in mostra per circa 40 giorni.

Marco Lodola, Barattola, vetrina Baratti & Milano, Torino, 2025

Il neon di Marco Lodola per Baratti & Milano: omaggio a Barattola

Vetrinista sarà lei invita dunque a riflettere sul modo in cui vediamo gli oggetti. L’iniziativa, lanciata come previsto il 29 gennaio, debutta con la Barattola di Marco Lodola, una scultura luminosa ispirata alla Caramella Classica di Baratti & Milano, emblema della pasticceria italiana dal 1906.

Marco Lodola, Barattola, vetrina Baratti & Milano, Torino, 2025

«Nasco come pittore, iniziando a dipingere sulle tele, poi avviene il passaggio alla plastica. Un giorno vedendo l’insegna di un ristorante ebbi una specie di folgorazione. Era un coniglietto verde che si accendeva solo la notte. Proprio da questo particolare mi venne in mente di creare le sculture luminose che, a differenza delle altre opere in marmo, bronzo o legno, potevano auto-illuminarsi», ha dichiarato Lodola. L’artista classe 1955 ha tradotto la trasparenza della caramella nei suoi vinili illuminati, facendo riferimento al manifesto di una pubblicità del 1928.

Marco Lodola, Barattola, vetrina Baratti & Milano, Torino, 2025

Dopo Lodola, Elena Salmistraro (20 marzo) reinterpreterà i cioccolatini pasquali, mentre Massimo Giacon (8 maggio) si ispirerà all’iconico cremino.

Un omaggio a Luca Beatrice

«Mettersi in vetrina, oltre a suggerire il necessario narcisismo in chi crede sia bello esporsi, implica innanzitutto una volontà di comunicare bellezza», con queste parole Luca Beatrice descriveva il progetto. «Così, nel luogo più centrale di Torino, tra i portici metafisici e l’inalterato glamour del tardo Liberty, una mezza dozzina di artisti contemporanei allestirà la storica vetrina di Baratti & Milano che affaccia sulla Piazza Castello. Non sarà la semplice collocazione stravagante ma un vero e proprio studio architettonico e scenografico in dialogo tra due ambiti di eccellenza. Un breve viaggio all’insegna dell’estetica contemporanea che ci accompagnerà per tutto il 2025».

Il suo impegno nella sperimentazione artistica, sfidando sempre lo status quo, si riflette nelle parole di Helga Faletti, responsabile del progetto: «Lavorare con Luca Beatrice ha sempre significato spingersi oltre il “già fatto”. Davanti a un piatto di plin al Caffè Baratti, abbiamo concepito il nome del progetto e la sua visione. Lui mi avrebbe detto: “Se sei contento, vai avanti”, ed è esattamente quello che stiamo facendo”».

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