Casermetta Est, Forte Marghera
In bilico tra terraferma e laguna, apre ufficialmente al pubblico la Casermetta napoleonica di Forte Marghera che diventa così un nuovo spazio dedicato alla cultura contemporanea, all’arte e alla ricerca, con una particolare attenzione alle pratiche emergenti e ai giovani autori.
Questa apertura si inserisce in un ben più ampio programma di rigenerazione urbana che negli ultimi anni ha interessato tutta l’area di Forte Marghera. L’obiettivo è chiaro: trasformare progressivamente anche le zone limitrofe a Venezia in polo culturale e sociale.
La storia della Casermetta Est affonda le proprie radici in era napoleonica, quando l’intero complesso fu costruito come edificio a prova di bomba. Grazie al comune di Venezia, essa è però stata oggetto di un rigoroso intervento di recupero e poi affidata alla gestione di Fondazione Musei Civici di Venezia.
Con i suoi oltre 2.500 metri quadrati di spazio espositivo (considerando anche la struttura gemella, attualmente in fase di restauro) la Casermetta rappresenta uno dei tasselli più significativi nel grande mosaico che è il processo di riattivazione di Forte Marghera, sostenuto da un investimento di più di 30 milioni di euro.
L’apertura segna anche un nuovo passo nella strategia di MUVE, che negli ultimi anni ha rafforzato il proprio impegno sul versante del contemporaneo, soprattutto a Mestre. Lo dimostra la recente nascita dell’Emeroteca dell’Arte, e le molte attività proposte dai musei del Moderno e del Contemporaneo a Venezia.
La Casermetta Est diventa ora un ulteriore snodo in questa ampia rete: è proprio che qui troveranno spazio le collettive di fine residenza degli artisti ospitati negli atelier di Bevilacqua La Masa e MUVE, così come le mostre legate al concorso Artefici del nostro Tempo, il bando internazionale promosso dal Comune di Venezia per sostenere la produzione delle nuove generazioni.
L’apertura del nuovo spazio è accompagnata dalla mostra GRANDA, a cura di Antonio Grulli, che riunisce i 27 artisti delle residenze Bevilacqua La Masa e MUVE per l’anno 2024–2025, già presentata precedentemente negli spazi veneziani della Fondazione. Pensata come una collettiva di ampio respiro, l’esposizione mette in dialogo pratiche, linguaggi e sensibilità differenti, restituendo un’immagine plurale della ricerca contemporanea e valorizzando il ruolo degli spazi rigenerati come luoghi di produzione, e non solo di esposizione.
Al di là del singolo progetto espositivo, la riapertura della Casermetta Est assume un valore simbolico più ampio. Trasformare una struttura nata per la difesa militare in un luogo di confronto culturale significa intervenire sul senso stesso del patrimonio storico, sottraendolo alla monumentalizzazione e restituendolo a un uso vivo e quotidiano.
Come sottolineato da Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia: «Questo nuovo spazio racconta una storia importante: quella di un patrimonio che rinasce grazie alla cura, alla visione e alla sinergia tra istituzioni. Ed è anche un atto di fiducia verso il potenziale creativo dei giovani, che saranno i protagonisti delle attività e dei progetti che prenderanno vita qui».
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