Seungwoo Park, Alessandro Rauschmann, Dilemma, video still, 2023
Seungwoo Park (1997) – artista sudcoreano che attualmente vive e lavora a Seoul – esplora le interazioni che sussistono tra realtà e finzione, tra rappresentazione e astrazione. Attraverso la sua pratica tenta di restituire la fragilità della condizione umana, la caducità della vita, secondo una ricerca che comprende influenze teoriche di diversa origine, come il concetto buddista di Karma e la teoria nietzschiana dell’Eterno Ritorno. Rifiutando una concezione scomodamente binaria che concepisce vita e morte come i due poli di un dualismo avversativo, Park lavora al confine tra nascita e scomparsa, tra pieno e vuoto.
L’artista ha sviluppato un linguaggio eterogeneo che include differenti tecniche artistiche come il disegno, la scultura, il fotogramma e il video. La mostra – a cura di Alessandro Rauschman – ha inoltre incluso una performance tenutasi durante la serata inaugurale, una vera e propria morte dell’artista in tre atti che ha contribuito all’immersione nel suo immaginario dinamico e allo stesso tempo intimo. Park, infatti, ha sviluppato un linguaggio performativo unico e apparentemente privo di intenzionalità che – ispirato dai movimenti fluidi e imprevedibili dei pesci – tenta di trascendere i confini fisici del corpo e della nostra percezione.
Quello di Park è un approccio che evidenzia l’intreccio tra vita e morte, stati transitori non più opposti bensì interconnessi sono rappresentati nell’opera Nati nella notte, ad esempio, in cui il concetto di origine e di nascita sono intesi come stati precari e instabili: un luogo di passaggio dove affrontare i propri demoni interiori prima di intraprendere un nuovo inizio. La serie Photograms, al contrario, propone una riflessione sul concetto di materialità e la sua conseguente astrazione. Sculture bidimensionali catturano la luce restituendo un’illusione, un’impressione tridimensionale che introduce considerazioni riguardanti lo spazio e la temporalità, la percezione del reale e una visione alquanto poetica dell’esistenza umana.
KARMA – progetto nato dallo stretto dialogo tra artista e curatore, anch’esso presente in mostra grazie a una scultura di notevoli dimensioni celata da un velo nero – delinea la volontà di presentare al pubblico l’universo creativo di Seungwoo Park, artista autodidatta che attraverso il disegno, la pittura e la danza esplora dimensioni liminali e concetti universali che coinvolgono l’intero genere umano. Disegni e dipinti, immagini simmetriche, demoni e autoritratti costituiscono l’immaginario espressivo di Park, testimoniando la stratificazione concettuale e filosofica che connota la sua pratica. L’artista insiste sui concetti di circolarità e di libero arbitrio, tanto cari alla dottrina buddista, offrendo un punto di vista personale che connota l’intero impianto espositivo e secondo cui il confine tra vita e morte, tra rinascita e metamorfosi si assottiglia sempre più sino a scomparire definitivamente.
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